Rumors NBA

Heat, Jovic resta fuori dalla trade per Klay Thompson

I Miami Heat, secondo Brett Siegel, sarebbero restii a inserire Nikola Jovic in una possibile trade per Klay Thompson. Il 23enne serbo è infatti uno dei pochi giovani asset rimasti a Miami dopo l’operazione che ha portato Giannis Antetokounmpo in Florida.

Gli Heat continuano a considerare Jovic un elemento importante per il futuro e potrebbero quindi cercare una soluzione alternativa per arrivare a Thompson.

Minnesota Timberwolves: c’è la data per il ritiro della maglia di Kevin Garnett

I Minnesota Timberwolves si preparano a rendere omaggio a una delle più grandi leggende nella storia della franchigia. Secondo quanto riportato da Dane Moore, la squadra dovrebbe ritirare la maglia numero 21 di Kevin Garnett il prossimo 28 febbraio al Target Center, in occasione della sfida contro i Boston Celtics.

La data non è ancora stata annunciata ufficialmente dalla franchigia, visto che si tratta ancora soltanto di un’indiscrezione, ma la serata avrebbe un significato particolare per Garnett, protagonista di entrambe le squadre.

Il lungo ha trascorso 14 stagioni a Minnesota, conquistando nel 2004 il premio di MVP e diventando il simbolo della franchigia. Con Boston, invece, ha vinto il titolo NBA nel 2008. Il numero 21 si prepara dunque a raggiungere il numero 5, già ritirato dai Celtics nel 2022.

AGGIORNAMENTO ORE 17.50

I Minnesota Timberwolves hanno ufficializzato la data per il ritiro della maglia numero 21 di Kevin Garnett e sarà proprio il 28 febbraio al Target Center, quando sfideranno i Boston Celtics.

 

Caso Aspiration, si complica la situazione di Kawhi Leonard ed i Los Angeles Clippers? Le ultime…

La situazione attorno a Kawhi Leonard e ai Los Angeles Clippers si fa sempre più delicata. Secondo Pablo Torre, diversi dipendenti della franchigia sarebbero stati pienamente consapevoli degli accordi di sponsorizzazione “no-show” legati al giocatore e si sarebbero scambiati frequentemente email per ricordarsi delle operazioni.

Il riferimento è principalmente al caso Aspiration, società con cui Leonard avrebbe firmato un accordo da 28 milioni di dollari, poi indicato come potenziale strumento per aggirare il salary cap. L’accordo non avrebbe richiesto a Leonard un’attività concreta, oltre alla sua permanenza ai Clippers. L’NBA sta indagando sulla vicenda.

A rendere il caso ancora più delicato è emerso un secondo presunto accordo multimilionario con Daktronics, azienda che ha realizzato il maxi-schermo dell’Intuit Dome. Secondo Torre, anche questo contratto sarebbe stato un modo per trasferire denaro a Leonard al di fuori del suo contratto NBA.

Al momento, tuttavia, si tratta di accuse e l’indagine della NBA non ha ancora stabilito eventuali violazioni.

Brandon Clarke, i Memphis Grizzlies non pagheranno i 12,5 milioni alla sua famiglia

I Memphis Grizzlies non verseranno alla famiglia o all’eredità di Brandon Clarke i 12,5 milioni di dollari previsti per l’ultima stagione del suo contratto.

Secondo quanto riportato da Front Office Sports, l’accordo è stato terminato il 3 luglio e il salario 2026-27 non era protetto in caso di morte. Clarke aveva già ricevuto interamente i 12,5 milioni relativi alla stagione 2025-26.

La cifra rimanente del contratto di Brandon Clarke invece, è stata di fatto cancellata e, di conseguenza, non peserà nemmeno sul salary cap dei Grizzlies.

I Pacers tagliano Ethan Thompson: il Partizan accelera per la firma

Gli Indiana Pacers hanno deciso di rilasciare la guardia Ethan Thompson, che era sotto contratto two-way con la franchigia. Nella scorsa stagione il 27enne ha disputato 32 partite NBA, viaggiando a 7.0 punti di media in 20.4 minuti a gara.

Il Partizan è pronto ad accoglierlo

La mossa di Indiana apre ora la strada al trasferimento di Thompson in Eurolega. Il Partizan Belgrado ha manifestato un forte interesse per il giocatore e, secondo le ultime indiscrezioni, il club serbo è vicino a chiudere l’operazione una volta completate le formalità relative al suo rilascio da parte dei Pacers.

Klay Thompson: “Voglio solo giocare per una squadra che possa lottare per il titolo”

Klay Thompson ha ribadito quale sia la sua priorità per il finale della carriera NBA: giocare per una squadra in grado di competere per il titolo.

Durante una diretta su Twitch con Plaqueboymax, il quattro volte campione NBA ha spiegato di non essere ossessionato dall’idea di vincere un altro anello, ma di voler avere almeno l’opportunità di provarci.

“Voglio competere per un campionato. Non necessariamente vincerlo, ma avere la possibilità di provarci ancora. Voglio avere un ruolo in una squadra che possa fare un lungo percorso nei playoff, quest’anno o il prossimo. Questo è il mio unico obiettivo.”

Le dichiarazioni alimentano i dubbi sul suo futuro ai Dallas Mavericks. Thompson è stato accostato nelle ultime settimane ai Miami Heat e ai Los Angeles Lakers, ma un eventuale trasferimento dipenderebbe da un accordo per la risoluzione del contratto con Dallas, ipotesi che al momento il club non sembra prendere in considerazione.

Il veterano è all’ultimo anno del contratto triennale da 50 milioni di dollari firmato nel 2024 e nella scorsa stagione ha fatto registrare 11,7 punti, 2,1 rimbalzi e 1,4 assist di media, tirando con il 38,3% da tre punti in 69 partite.

Thompson aveva scelto Dallas per continuare a inseguire il titolo al fianco di Luka Doncic, ma la successiva cessione della stella slovena ai Lakers ha cambiato radicalmente i piani della franchigia, ora costruita attorno a Cooper Flagg.


Joshua Kushner sarà il proprietario di controllo dei Lakers: Jeanie Buss resterà governatrice

Emergono nuovi dettagli sulla storica cessione dei Los Angeles Lakers. Secondo Sportico, sarà Joshua Kushner a ricoprire il ruolo di controlling owner della franchigia dopo l’accordo raggiunto con Bob Iger per l’acquisto del club in un’operazione valutata oltre 12 miliardi di dollari.

Iger ha inoltre confermato che Jeanie Buss resterà governatrice dei Lakers per almeno altri quattro anni, rispettando l’accordo precedentemente stipulato con Mark Walter al momento della sua acquisizione della squadra.

“Come tifosi NBA di lunga data, siamo profondamente onorati dell’opportunità di diventare custodi dei Los Angeles Lakers, una delle franchigie sportive più iconiche al mondo”, hanno dichiarato congiuntamente Kushner e Iger. “Abbiamo un immenso rispetto per la leadership e la visione di Jerry e Jeanie Buss. Il nostro impegno a lungo termine è quello di costruire su queste basi, competere ai massimi livelli e servire questa straordinaria squadra, i suoi tifosi e la città di Los Angeles.”

Per Kushner si tratta di un’importante espansione del proprio portafoglio sportivo. Attraverso la società Thrive, infatti, aveva già investito nei San Francisco Giants all’inizio dell’anno.

Resta ancora da chiarire quale percentuale dei Lakers sia oggetto della cessione. Walter non possedeva infatti il 100% della franchigia e la stessa Jeanie Buss manterrà una quota di proprietà.

L’operazione arriva a meno di un anno da quando Walter aveva consolidato il controllo dei Lakers con un’acquisizione da 10 miliardi di dollari. Il proprietario dei Los Angeles Dodgers è inoltre attualmente coinvolto in un’indagine federale relativa ad alcune operazioni finanziarie legate ad altre società da lui controllate.

Joshua Kushner è il fratello di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Non è ancora chiaro se la partecipazione nei Lakers sarà detenuta tramite Thrive oppure a titolo personale.

Vendita Lakers, Mark Walter potrebbe risparmiare 425 milioni di dollari di tasse

La vendita dei Los Angeles Lakers potrebbe avere un enorme impatto fiscale per Mark Walter. Secondo un’analisi di Sportico, il proprietario uscente della franchigia potrebbe risparmiare circa 425 milioni di dollari in tasse a seconda di quando il Board of Governors della NBA approverà ufficialmente la cessione del club a Joshua Kushner e Bob Iger.

Walter ha raggiunto un accordo per vendere i Lakers per la cifra record di 12,5 miliardi di dollari, realizzando un profitto stimato di circa 2,5 miliardi.

La chiave è rappresentata dal momento in cui l’operazione verrà formalmente approvata dalla lega. Se il closing avverrà dopo il primo anniversario dall’acquisizione del controllo dei Lakers da parte di Walter (avvenuta alla fine di ottobre 2025), il guadagno potrà beneficiare dell’aliquota sulle plusvalenze a lungo termine, decisamente più favorevole.

Secondo i calcoli del commercialista Robert Raiola, Walter pagherebbe circa 930 milioni di dollari di tasse con l’aliquota agevolata, contro circa 1,36 miliardi se la vendita fosse considerata una plusvalenza a breve termine: una differenza di circa 425 milioni di dollari.

L’esperto ha comunque precisato che il conto finale potrebbe cambiare in base a diversi fattori, tra cui deduzioni fiscali, spese legate all’operazione e la residenza fiscale di Walter.

A complicare ulteriormente il quadro c’è anche l’indagine federale in corso sulle attività imprenditoriali di Walter, che potrebbe influenzare la struttura definitiva dell’accordo e portare le parti a inserire specifiche clausole di tutela.

Al momento la NBA non ha ancora fissato una data per il voto del Board of Governors che dovrà approvare ufficialmente la cessione dei Lakers.

NBA, Las Vegas resta la priorità per l’espansione: Seattle dovrà aspettare

La NBA continua a guardare all’espansione, ma la priorità assoluta resta Las Vegas. Secondo quanto riportato da ESPN, la lega intende assegnare prima la franchigia della città del Nevada e solo successivamente valutare quella di Seattle.

L’obiettivo è stabilire una quota d’ingresso record, destinata a diventare il punto di riferimento per tutte le future espansioni. Proprio per questo motivo la competizione per Las Vegas è stata molto più intensa rispetto a quella per Seattle.

Nonostante Bob Iger e Josh Kushner abbiano abbandonato la corsa per acquistare la franchigia di Las Vegas, scegliendo invece di rilevare i Los Angeles Lakers per la cifra record di 12,5 miliardi di dollari, diversi gruppi di investimento restano ancora in corsa.

Secondo una fonte della lega, non è però scontato che un’eventuale proposta venga approvata già nella prossima riunione del Board of Governors.

“Vedremo cosa succederà a settembre. Se si votasse oggi, la proposta non passerebbe. Tutto dipende dal prezzo della quota d’ingresso.”

Le stime parlano di una cifra compresa tra 7,5 e 9 miliardi di dollari per ottenere la nuova franchigia di Las Vegas.

Parallelamente, il commissioner Adam Silver e molti proprietari continuano a considerare NBA Europe un progetto ancora più strategico dell’espansione negli Stati Uniti. La nuova lega europea, prevista per l’ottobre 2027, deve ancora definire le città partecipanti.

Un dirigente della Eastern Conference ha infine sottolineato come la recente vendita dei Lakers confermi la crescita del valore delle franchigie NBA.

“Una valutazione da 12,5 miliardi di dollari è un’ottima notizia per tutti i proprietari. Il valore delle squadre continua a crescere perché il business funziona meglio che mai.”

Ufficiale: Bradley Beal rinnova con i Los Angeles Clippers

Bradley Beal continuerà la sua avventura con i Los Angeles Clippers. La guardia ha raggiunto un accordo con la franchigia californiana per un contratto di due anni da 13,2 milioni di dollari, che include una player option per la stagione 2027-28.

Beal aveva firmato con i Clippers la scorsa estate, ma la sua prima stagione a Los Angeles è stata fortemente condizionata da un grave infortunio all’anca, che ne ha causato la chiusura anticipata.

In questa offseason il tre volte All-Star aveva deciso di rinunciare alla player option prevista dal precedente accordo per diventare free agent ed esplorare il mercato. Alla fine, però, le due parti hanno trovato un nuovo accordo che consentirà a Beal di restare ai Clippers almeno per la prossima stagione.

Warriors, obiettivo rinnovo per Brandin Podziemski ma…

I Golden State Warriors vogliono rinnovare il contratto di Brandin Podziemski. A confermarlo è stato il general manager Mike Dunleavy Jr nel corso di una conferenze call con alcuni media locali.

“Quando è in campo, siamo una squadra migliore. Quindi, ogni volta che hai un giocatore così, provi a tenerlo con te”, ha dichiarato il GM. “Ovviamente abbiamo diverse possibilità per farlo, attraverso un’estensione o la restricted free agency e tutto il resto, ma preferiremmo trovare un accordo prima piuttosto che dopo”.

Podziemski ha chiuso la sua terza stagione NBA con medie di 13.8 punti e 5.1 rimbalzi, 3.7 assist e 1.1 recuperi a partita, tirando il 45% dal campo, il 37% da tre e il 79% dalla lunetta.

I Warriors inoltre, secondo Marc Stein, starebbero inoltre interessati ad aggiungere almeno un giocatore dalla Free Agency, con Georges Niang, Brandon Williams e Dalen Terry tra i profili seguiti.

Attualmente poco meno quota 216 milioni di dollari con 13 contratti standard, il team potrebbe decidere di aspettare la prossima offseason per il rinnovo di Podziemski e l’estensione di Curry.

In questo modo Golden State si ritroverebbe con una cifra intorno ai 50 milioni totali di stipendi, e lo spazio salariale per impostare qualsiasi progetto e massimizzare le ultime stagioni di Curry.

 

Lakers, Redick blindato e Chris Paul nel futuro? Le ultime indiscrezioni

La nuova proprietà dei Los Angeles Lakers continua a prendere forma e potrebbero presto arrivare importanti novità anche a livello dirigenziale.

Secondo quanto riferito da Dave McMenamin di ESPN, JJ Redick ha già firmato un’estensione di contratto dopo la sua prima stagione da capo allenatore, con un accordo che sarebbe stato allineato alla durata del contratto del general manager Rob Pelinka. Una mossa che confermerebbe la fiducia della franchigia nel progetto tecnico guidato dall’ex giocatore NBA.

Nel frattempo, durante un intervento a ESPN, Ramona Shelburne ha invitato a seguire con attenzione un altro nome: Chris Paul.

Secondo la giornalista, il neo proprietario Bob Iger è molto legato all’ex playmaker, recentemente ritiratosi dall’NBA, e potrebbe coinvolgerlo in qualche ruolo all’interno dell’organizzazione.

“Ci sono un paio di nomi a cui bisogna prestare attenzione: Chris Paul è molto amico di Bob Iger. In un certo senso è stato un mentore per lui. Chris si è appena ritirato, è disponibile e ha una straordinaria mente cestistica. Non so cosa significhi tutto questo, ma mi aspetto che parleranno.”

Al momento non esistono trattative o ruoli definiti per Paul, ma le dichiarazioni alimentano le speculazioni su un possibile ingresso dell’undici volte All-Star nel nuovo corso dei Lakers, guidato dalla proprietà formata da Bob Iger e Josh Kushner.

Jason Kidd: “Ero a un passo dagli Spurs, ma scelsi la lealtà ai Nets”

Nel 2003 i San Antonio Spurs furono vicinissimi a mettere a segno uno dei colpi più clamorosi della loro storia. Prima di costruire la dinastia guidata da Tim Duncan, Tony Parker e Manu Ginobili, la franchigia texana tentò infatti di ingaggiare Jason Kidd, allora considerato il miglior playmaker della NBA.

Intervenuto al podcast “All The Smoke”, Kidd ha raccontato di essere stato molto vicino a firmare con gli Spurs, reduci dalla vittoria delle Finals proprio contro i New Jersey Nets.

“Ero dentro. C’era solo una piccola cosa che mi frenava: dovevo stare lì a guardarvi ricevere gli anelli dopo aver appena perso contro di voi. Ma era solo una partita. Pensavo che l’avremmo superata e che avremmo avuto altre occasioni per vincere.”

Alla base della sua scelta ci fu soprattutto la volontà di restare fedele al progetto costruito nel New Jersey.

“C’era un senso di lealtà. Avevamo costruito qualcosa nel New Jersey e pensavo davvero che potessimo arrivare fino in fondo.”

Kidd ha però ammesso di non conoscere ciò che stava accadendo dietro le quinte della franchigia.

“Non sapevo cosa sarebbe successo dal punto di vista societario. L’anno dopo iniziarono a parlare della cessione di Kenyon Martin e da lì tutto è crollato molto rapidamente.”

Guardando indietro, l’ex MVP dell’All-Star Game non ha dubbi:

“Essere uno Spurs? Ci sono andato davvero, davvero vicino.”

Se l’operazione fosse andata in porto, San Antonio avrebbe probabilmente rinunciato a Tony Parker, che invece sarebbe diventato uno dei simboli della dinastia capace di conquistare quattro titoli NBA insieme a Duncan e Ginobili.

Joe Lacob spegne le voci: “Steph Curry non lascerà mai i Warriors”

Il proprietario dei Golden State Warriors, Joe Lacob, ha respinto con decisione tutte le indiscrezioni che nelle ultime settimane hanno ipotizzato un possibile addio di Stephen Curry alla franchigia.

Intervenuto al podcast The TK Show con Tim Kawakami, Lacob ha parlato del futuro del due volte MVP, che dal 29 agosto sarà eleggibile per firmare un’estensione di contratto.

“Non siamo ancora a quel punto, ma ci stiamo avvicinando. Ne parleremo e vedremo cosa fare. Ma non mi preoccuperei troppo: Steph ama stare qui e noi amiamo lui. Non voglio che vada da nessuna parte e non riesco nemmeno a immaginare uno scenario in cui possa succedere.”

Quando gli è stato chiesto se riuscisse a immaginare Curry chiedere di essere ceduto, Lacob è stato ancora più netto.

“No, no, no. Non credo sia nemmeno una possibilità. Sono tutte storie create per fare click. Sono molto vicino a Steph, vive vicino a me, è felicissimo dell’organizzazione e della sua vita. Non ho mai sentito una parola in quella direzione. Penso che la gente si stia semplicemente inventando tutto.”

Le speculazioni sono nate soprattutto dopo il tentativo fallito dei Warriors di portare LeBron James a Golden State durante l’estate, alimentando dubbi sulla competitività del roster.

Tuttavia, sia Shams Charania sia Anthony Slater di ESPN hanno riportato come esista un interesse reciproco tra Curry e i Warriors per un rinnovo.

Una posizione confermata anche dal general manager Mike Dunleavy Jr.

“Ci sono due cose di cui sono sicuro riguardo Steph: vuole vincere e vuole chiudere la carriera con la maglia dei Warriors. Non credo che questo cambierà.”

I Phoenix Suns tagliano Haywood Highsmith: si libera un posto a roster

I Phoenix Suns hanno deciso di tagliare Haywood Highsmith, liberando un posto nel roster in vista della stagione 2026-27. La notizia è stata riportata da Michael Scotto di HoopsHype e confermata da diverse fonti vicine alla squadra.

Highsmith aveva un contratto da 3 milioni di dollari, di cui 1 milione garantito. Con il suo rilascio, Phoenix ottiene maggiore flessibilità per intervenire sul mercato o mantenere aperto uno spot nel roster in vista del training camp.

L’ala 29enne era arrivata ai Suns nel febbraio 2026 dopo essere stata rilasciata dai Brooklyn Nets. Nella sua carriera NBA, distribuita su sei stagioni, si è costruita la reputazione di specialista 3-and-D, viaggiando a 5,4 punti di media, con il 38% da tre punti e 3,1 rimbalzi a partita.

Al momento non è chiaro se la decisione sia legata a un’imminente firma oppure esclusivamente alla volontà della dirigenza di aumentare la flessibilità del roster.

Problemi per Mat Ishbia: UWM perde 603 milioni di dollari, Oaktree investe 2,1 miliardi

Il proprietario dei Phoenix Suns, Mat Ishbia, sta attraversando uno dei momenti più complicati da quando ha acquistato la franchigia NBA. La sua società, United Wholesale Mortgage (UWM), uno dei maggiori istituti di credito ipotecario degli Stati Uniti, ha annunciato una perdita di 603 milioni di dollari legata a una scommessa sull’andamento dei tassi d’interesse.

Contestualmente, UWM ha reso noto un piano di ricapitalizzazione da 2,1 miliardi di dollari, guidato dal fondo di investimento Oaktree Capital Management, mentre lo stesso Ishbia contribuirà con almeno 150 milioni di dollari.

Secondo il Financial Times, i consistenti dividendi distribuiti da UWM negli ultimi anni hanno avuto un ruolo fondamentale nel finanziare gli investimenti personali di Ishbia, compreso l’acquisto dei Phoenix Suns. La società aveva mantenuto un dividendo trimestrale di 10 centesimi per azione fin dalla quotazione in Borsa, ma la distribuzione è stata ora sospesa.

Proprio la politica dei dividendi è stata oggetto di critiche da parte degli analisti. Bose George, managing director di Keefe, Bruyette & Woods, ha sottolineato come “gran parte del problema” fosse rappresentata dagli elevati dividendi distribuiti, evidenziando che oltre l’80% finiva direttamente a Mat Ishbia.

Nel frattempo UWM ha anche avviato una causa legale contro Two Harbors, chiedendo 500 milioni di dollari di risarcimento per una presunta violazione di un accordo di fusione.

Nonostante il momento difficile, Ishbia ha cercato di rassicurare gli investitori.

“Il mercato ci è andato contro. Si tratta di un evento isolato che non accadrà di nuovo.”

Nel secondo trimestre dell’anno, UWM ha registrato una perdita netta di 452 milioni di dollari, aumentando le preoccupazioni sul futuro della società e, indirettamente, sulle principali fonti di liquidità del proprietario dei Suns.

Fonte: Financial Times.

Seth Trimble lascia North Carolina e sceglie Louisville per la prossima stagione

Seth Trimble continuerà la sua carriera universitaria con la University of Louisville nella stagione 2026-27. La guardia, protagonista nelle ultime stagioni con North Carolina, ha annunciato la propria decisione spiegando che, nonostante consideri Chapel Hill “casa”, il roster già al completo dei Tar Heels lo ha spinto a cercare una nuova opportunità.

Trimble è uno dei giocatori che potrebbero beneficiare di un quinto anno di eleggibilità, reso possibile da una recente sentenza. La questione, però, è ancora aperta: la NCAA ha infatti impugnato la decisione e non è ancora certo che i giocatori coinvolti possano effettivamente disputare un’ulteriore stagione nel college basketball.

Nell’ultima stagione con North Carolina, Trimble ha fatto registrare 14,0 punti, 3,8 rimbalzi, 3,0 assist e 1,3 recuperi di media a partita, confermandosi uno dei punti di riferimento della squadra.

Dopo la fine della stagione NCAA, il playmaker di 190 cm ha partecipato alla NBA Summer League di Las Vegas con i Washington Wizards, ma non ha firmato alcun contratto da professionista. Proprio per questo motivo resta, almeno per il momento, eleggibile per un eventuale ritorno nel basket universitario.

Iger conferma Jeanie Buss: resterà governor dei Lakers anche con la nuova proprietà

La nuova proprietà dei Los Angeles Lakers non ha intenzione di cambiare immediatamente la struttura dirigenziale della franchigia. Dopo l’acquisizione record da 12,5 miliardi di dollari, Bob Iger ha confermato che Jeanie Buss continuerà a ricoprire il ruolo di governor della squadra, come previsto dall’accordo sottoscritto in occasione della precedente vendita del club.

Quando Mark Walter acquistò i Lakers dalla famiglia Buss con una valutazione di 10 miliardi di dollari, fu infatti stabilito che Jeanie Buss sarebbe rimasta governor della franchigia per almeno cinque anni.

“Abbiamo un enorme rispetto e una profonda riconoscenza per Jeanie, per suo padre e per tutto ciò che hanno rappresentato per questa organizzazione”, ha dichiarato Iger. “La nostra intenzione è rispettare l’accordo raggiunto tra Mark Walter e Jeanie Buss. Se in futuro le cose dovessero cambiare, cambieranno, ma iniziamo questa avventura con grande rispetto per ciò che lei rappresenta per i Lakers.”

Iger ha inoltre spiegato che lui e Josh Kushner hanno concluso l’acquisto della quota di maggioranza detenuta da Walter in appena tre giorni lavorativi, dopo aver saputo della disponibilità dell’imprenditore a cedere la franchigia. Inizialmente, i due stavano valutando un investimento legato alla futura franchigia NBA di Las Vegas.

Il nuovo proprietario ha confermato di aver già parlato con Jeanie Buss e con l’allenatore JJ Redick, mentre non ha ancora avuto modo di confrontarsi con la stella dei Lakers Luka Dončić.

Iger ha infine precisato che, al momento, non esiste ancora un piano dettagliato sul futuro della franchigia, sottolineando come il cambio di proprietà sia avvenuto molto rapidamente e che le decisioni strategiche verranno prese nei prossimi mesi.

La famiglia proprietaria del Tottenham punta alla NBA Europe: offerta per la franchigia di Londra?

La famiglia Lewis, proprietaria del Tottenham Hotspur, starebbe valutando un’offerta per aggiudicarsi la futura franchigia di Londra nella NBA Europe, il nuovo campionato che nascerà dalla collaborazione tra NBA e FIBA. Se l’operazione dovesse andare in porto, rappresenterebbe il primo investimento della famiglia al di fuori del calcio da quando ha acquisito il controllo degli Spurs nel 2001.

I Lewis controllano il 70,12% di ENIC, la holding proprietaria del Tottenham, che a sua volta detiene l’87,62% del club londinese. Oggi gli interessi della famiglia sono rappresentati principalmente da Vivienne Lewis, figlia del fondatore Joe Lewis, e dal marito Nick Beucher, co-CEO del Tavistock Group.

Joe Lewis ha lasciato il ruolo di persona con controllo significativo del Tottenham nel 2022. Nel 2024 si è dichiarato colpevole di insider trading negli Stati Uniti, ricevendo una multa da 5 milioni di dollari, prima di ottenere la grazia presidenziale da Donald Trump l’anno successivo.

Per il progetto NBA Europe, i Lewis fanno parte di un consorzio insieme alle famiglie Checketts ed Eccles, entrambe con una lunga esperienza negli investimenti sportivi. David Checketts è stato general manager degli Utah Jazz e presidente dei New York Knicks, mentre la sua famiglia ha posseduto il Real Salt Lake in MLS e i St. Louis Blues in NHL. Gli Eccles, invece, hanno partecipazioni nel Burnley e nell’Espanyol.

La NBA Europe dovrebbe debuttare nel 2027 con 12 franchigie permanenti e quattro squadre qualificate ogni anno. Londra è una delle città candidate insieme a Manchester, Parigi, Madrid, Berlino e Milano.

Secondo The Athletic, anche un consorzio guidato dal miliardario della tecnologia Nikesh Arora sarebbe pronto a presentare un’offerta superiore a 1 miliardo di dollari per la franchigia londinese. Tra le possibili sedi della futura arena è stata indicata l’area in fase di sviluppo della Battersea Power Station.

Perché Mark Walter ha venduto i Lakers? Dietro la cessione da 12 miliardi c’è molto più del profitto

La vendita dei Los Angeles Lakers per la cifra record di 12 miliardi di dollari continua a far discutere. A soli 18 mesi dall’acquisto della quota di controllo della franchigia, Mark Walter ha deciso di cedere la squadra a Joshua Kushner e Bob Iger, realizzando sulla carta una plusvalenza di circa 2 miliardi di dollari.

Tuttavia, secondo Joe Pompliano, la motivazione economica da sola non basta a spiegare l’operazione. Walter, infatti, non possedeva il 100% dei Lakers e, soprattutto, una vendita così rapida gli impedisce di sfruttare i consistenti vantaggi fiscali che normalmente derivano dal possesso di una franchigia sportiva nel lungo periodo.

Dietro l’accordo ci sarebbero diversi elementi: un’indagine dell’FBI, un diritto di prelazione acquisito nel 2021, il possibile ingresso in una futura franchigia NBA a Las Vegas, l’interesse di un fondo d’investimento focalizzato su asset storici come protezione dall’impatto dell’intelligenza artificiale e una negoziazione che sarebbe stata completata in appena 72 ore.

L’insieme di questi fattori rende la cessione dei Lakers una delle operazioni più complesse e significative nella storia dello sport professionistico.

Mercato NBA, Peyton Watson conteso: Cavaliers, Bucks e Clippers sfidano i Nuggets

Il futuro di Peyton Watson è ancora tutto da scrivere. L’ala dei Denver Nuggets, attualmente restricted free agent, continua ad attirare l’interesse di diverse franchigie NBA, con Cleveland Cavaliers, Milwaukee Bucks e Los Angeles Clippers ancora in corsa per assicurarsi il suo cartellino.

Secondo quanto riportato da The Athletic, Denver ha presentato al giocatore una proposta di rinnovo da 70 milioni di dollari in quattro anni, con un’opzione a favore della squadra sull’ultima stagione. Un’offerta che, al momento, sarebbe considerata insufficiente dall’entourage del 23enne.

Tra le ipotesi sul tavolo resta anche una sign-and-trade, soluzione che permetterebbe ai Nuggets di non perdere il giocatore senza ottenere nulla in cambio, qualora non venisse trovato un accordo per il rinnovo.

Watson è considerato uno dei giovani difensori più interessanti della lega e il suo futuro rappresenta uno dei dossier più caldi di questa fase del mercato NBA.

Russell Westbrook annuncia il ritiro dopo 18 stagioni in NBA

Russell Westbrook ha annunciato il ritiro dal basket giocato, mettendo fine a una straordinaria carriera durata 18 stagioni in NBA. L’annuncio è arrivato attraverso i suoi canali social, chiudendo ufficialmente il percorso di uno dei playmaker più esplosivi della storia della lega.

 

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Secondo ESPN, Westbrook aveva ricevuto offerte dai Sacramento Kings e dai Washington Wizards durante questa offseason, ma ha preferito concludere la propria carriera alle sue condizioni.

Scelto con la quarta chiamata assoluta al Draft NBA 2008 dai Seattle SuperSonics, il playmaker ha chiuso la carriera con medie di 20,9 punti, 6,9 rimbalzi e 8,0 assist a partita.

Westbrook lascia anche un record destinato a restare nella storia: con 209 triple doppie è il miglior interprete di sempre in questa speciale classifica. Nel 2021 aveva superato le 181 di Oscar Robertson, un primato che resisteva dal 1974.

La parte più importante della sua carriera è stata vissuta con gli Oklahoma City Thunder, dove ha disputato undici stagioni, conquistando il premio di MVP della stagione 2016/17. In Oklahoma ha formato uno dei trio più talentuosi dell’epoca insieme a Kevin Durant e James Harden, raggiungendo le Finals NBA nel 2012.

Mercato NBA, Bradley Beal nel mirino di Clippers e Heat: possibile ritorno a Los Angeles

Bradley Beal è uno dei nomi più interessanti del mercato NBA e potrebbe tornare ai Los Angeles Clippers nella prossima stagione. Secondo Marc Stein, la franchigia californiana sta valutando il ritorno della guardia, che aveva disputato appena sei partite con i Clippers prima di fermarsi per un intervento chirurgico all’anca che ha concluso anzitempo la sua annata.

Oltre ai Clippers, anche i Miami Heat avrebbero manifestato interesse per il veterano, che potrebbe quindi scegliere tra due contender per rilanciare la propria carriera.

Nell’ultima stagione completa disputata con i Phoenix Suns (2024/25), Beal ha fatto registrare una media di 17,0 punti e 3,7 assist a partita, confermandosi un realizzatore affidabile nonostante gli infortuni che ne hanno limitato la continuità.

Luka Doncic dopo il cambio di proprietà dei Lakers: “Voglio riportare il titolo a Los Angeles”

Luka Doncic ha commentato per la prima volta il cambio di proprietà dei Los Angeles Lakers, accogliendo con entusiasmo l’arrivo di Josh Kushner e Bob Iger alla guida della franchigia. L’operazione, valutata 12,5 miliardi di dollari e ancora in attesa dell’approvazione del Board of Governors della NBA, rappresenta un nuovo capitolo nella storia della squadra californiana.

Attraverso un messaggio pubblicato sui social, la stella slovena ha ribadito il proprio legame con i Lakers e la volontà di riportare il titolo NBA a Los Angeles. Doncic ha sottolineato di essersi ormai abituato ai grandi cambiamenti degli ultimi anni, aggiungendo di credere che il potenziale della franchigia sia illimitato e di non vedere l’ora di collaborare con la nuova proprietà.

Dopo l’addio di LeBron James, Doncic è diventato il volto del progetto tecnico dei Lakers. Arrivato dai Dallas Mavericks nel febbraio 2025, ha successivamente firmato un’estensione triennale da 165 milioni di dollari, confermando il proprio impegno a lungo termine con la franchigia.

Anche Magic Johnson ha espresso grande entusiasmo per il nuovo assetto societario, definendo Kushner e Iger i proprietari ideali per riportare i Lakers ai vertici della NBA.

Bennedict Mathurin valuta la qualifying offer dei Los Angeles Clippers

Bennedict Mathurin potrebbe decidere di accettare la qualifying offer da 8,8 milioni di dollari dei Los Angeles Clippers, qualora non dovessero esserci progressi nelle trattative per il suo rinnovo.

Il 24enne, restricted free agent, potrebbe quindi scegliere un contratto annuale per la stagione 2026/27, rinviando la decisione sul proprio futuro. Accettando l’offerta, Mathurin avrebbe la possibilità di tornare sul mercato nell’estate 2027 da unrestricted free agent, a 25 anni, e valutare liberamente tutte le opportunità disponibili.

Una scelta che gli permetterebbe inoltre di puntare su una grande stagione per aumentare il proprio valore e ottenere un contratto più remunerativo.

I Los Angeles Lakers verso una vendita record da oltre 12 miliardi di dollari

I Los Angeles Lakers sarebbero vicini a essere ceduti all’imprenditore americano Josh Kushner e a Bob Iger, CEO di Disney, per una cifra record superiore ai 12 miliardi di dollari, secondo quanto riferito da diverse fonti a ESPN.

Kushner e Iger erano stati coinvolti nel processo legato alla possibile espansione NBA a Las Vegas, ma avrebbero cambiato radicalmente strategia, presentando un’offerta aggressiva per rilevare i Lakers da Mark Walter, che aveva acquisito una quota di controllo della franchigia dalla famiglia Buss lo scorso anno.

Cleveland Cavaliers, si accelera per Peyton Watson

I Cleveland Cavaliers stanno lavorando per liberarsi dei contratti di Max Strus e Dennis Schröder, con l’obiettivo di creare lo spazio necessario per offrire un contratto quadriennale a Peyton Watson tramite una sign-and-trade.

Secondo Marc Stein, Cleveland sarebbe diventata la principale favorita per acquisire il giocatore dei Denver Nuggets. Watson, restricted free agent, rappresenta un obiettivo prioritario per i Cavaliers, che intendono puntare sulla sua versatilità e sulle sue qualità difensive.

Per concretizzare l’operazione, però, Cleveland dovrà prima trovare una sistemazione per i contratti di Strus e Schröder e completare così la complessa manovra di mercato.

Smentite le voci sull’approdo di Russell Westbrook in Europa

Secondo Marc Stein non ci sarebbe nessuna sostanza nei rumors sull’interesse di Russell Westbrook per l’opzione di trasferirsi in Europa, con l’Hapoel Tel Aviv come principale candidata.

Alcuni addetti ai lavori ritengono che il 9-volte All Star sia in parola con i Sacramento Kings, per un ruolo da mentore del promettente rookie Darius Acuff.

Westbrook in 18 stagioni NBA ha messo insieme medie-carriera di 20.9 punti e 8 assist, con un massimo di 31.6 punti nel 2017.

Il 2016/17 fu la prima di quattro stagione in tripla-doppia media firmate dall’ex UCLA.

Golden State Warriors: interesse per Dalen Terry

I Golden State Warriors hanno mostrato interesse per Dalen Terry, secondo quanto riportato da Jake Fischer. L’ala, selezionata con la 18ª scelta assoluta al Draft NBA 2022 dai Chicago Bulls, è attualmente free agent dopo aver disputato la scorsa stagione tra diverse squadre.

Terry, 24 anni, ha disputato 48 partite nel 2025/26, con una media di 3,7 punti. I Warriors potrebbero valutare il suo profilo per aggiungere atletismo, energia e versatilità sul perimetro.

L’interesse di Golden State conferma la volontà della franchigia di continuare a esplorare soluzioni a basso costo per completare il roster attorno a Stephen Curry.

Oklahoma City Thunder, il salary cap condiziona il futuro: rischia anche Chet Holmgren?

I Thunder potrebbero trovarsi davanti a una scelta delicata sul futuro di Chet Holmgren. Secondo Zach Harper di The Athletic, la crescente pressione del salary cap e del second apron potrebbe spingere Oklahoma City a rivalutare il proprio giovane centro.

Il trio composto da Shai Gilgeous-Alexander, Holmgren e Jalen Williams costerà sempre di più nei prossimi anni, mentre la franchigia ha già sacrificato parte della profondità del roster.

A pesare potrebbe essere anche il rendimento di Holmgren contro Victor Wembanyama, soprattutto dopo una serie playoff sottotono. Nonostante ciò, il centro resta una pedina fondamentale del progetto Thunder.

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