Rumors NBA

Houston Rockets, accordo two-way con Sean Pedulla

Gli Houston Rockets hanno raggiunto un accordo con Sean Pedulla per un contratto two-way. A riportarlo è Michael Scotto di HoopsHype, secondo quanto riferito dall’agente del giocatore George S. Langberg.

Pedulla arriva in NBA dopo una stagione da protagonista in G League. Il 23enne ha infatti chiuso l’annata con 23,6 punti, 6,8 assist e 5,1 rimbalzi di media a partita, numeri che gli sono valsi il riconoscimento di G League Rookie of the Year.

Il nuovo accordo gli permetterà di entrare nell’organizzazione dei Rockets e continuare il proprio percorso di crescita tra NBA e G League.

Miami Heat, forte interesse per Klay Thompson: lo vogliono da free agent

I Miami Heat sono fortemente interessati a Klay Thompson. Secondo quanto riportato da Marc Stein, la franchigia della Florida sarebbe intenzionata a portarlo a Miami, ma vorrebbe firmarlo da free agent.

La posizione dei Dallas Mavericks, invece, non sarebbe cambiata: la squadra texana preferirebbe cedere Thompson tramite uno scambio. “Miami è disperata per Klay Thompson, ma vuole firmarlo come free agent. Non sarebbe l’unica squadra interessata”, ha riferito Stein.

Il futuro di Thompson resta quindi da definire, con Miami che potrebbe rappresentare una delle principali pretendenti qualora il giocatore dovesse diventare disponibile sul mercato.

Nuggets tra le squadre interessate a DeMar DeRozan

I Denver Nuggets si sono inseriti nella corsa a DeMar DeRozan. Secondo quanto riportato da Marc Stein, la franchigia del Colorado è infatti tra le squadre interessate al veterano, che si avvia verso una nuova fase della sua carriera dopo la recente esperienza con i Sacramento Kings.

L’eventuale operazione, tuttavia, dipenderebbe dalle richieste economiche del giocatore e dalla situazione salariale di Denver. I Nuggets dovrebbero valutare attentamente la formula per riuscire a portare DeRozan alla corte di Nikola Jokic.

Futuro Bennedict Mathurin: Bucks, Bulls e Pelicans ancora in corsa per una sign-and-trade

I Milwaukee Bucks, i Chicago Bulls e i New Orleans Pelicans sono ancora coinvolti nelle discussioni per una possibile sign-and-trade riguardante Bennedict Mathurin, secondo quanto riportato da Marc Stein.

Il futuro dell’esterno resta quindi da definire, con le tre franchigie interessate a trovare un’intesa. Sullo sfondo ci sono anche i Los Angeles Clippers, che hanno visto aumentare la concorrenza nel proprio backcourt dopo aver selezionato Keaton Wagler con la quinta scelta assoluta al Draft e aver rifirmato Bradley Beal. La situazione potrebbe dunque favorire ulteriori movimenti sul mercato nelle prossime settimane.

Russell Westbrook, i Washington Wizards avevano formulato un’offerta: ora radar su un altro veterano

Russell Westbrook aveva ricevuto un’offerta biennale dai Washington Wizards durante questa offseason. Secondo quanto riportato da Marc Stein di The Stein Line, la franchigia della capitale aveva provato a convincere il veterano a proseguire la sua carriera, ma Westbrook avrebbe deciso di ritirarsi dopo aver valutato la proposta.

L’ex MVP aveva ricevuto un’offerta anche dai Sacramento Kings. Stein riferisce che Westbrook potrebbe non aver gradito i termini dell’accordo oppure il possibile ruolo previsto a Washington. I Wizards hanno quindi spostato la loro attenzione su DeMar DeRozan, seguito anche da Miami Heat e Denver Nuggets.

I Cavaliers continuano a cercare una trade per Max Strus

I Cleveland Cavaliers stanno ancora cercando una soluzione sul mercato per Max Strus, secondo quanto riferito da Marc Stein.

La franchigia vuole liberarsi dell’ultimo anno del contratto di Strus, da 16,7 milioni di dollari, così da aumentare la propria flessibilità finanziaria e poter intervenire nuovamente sul mercato.

L’obiettivo è Peyton Watson o Jonathan Kuminga

Liberare il contratto di Strus permetterebbe ai Cavaliers di avere maggiore margine per provare a firmare Peyton Watson, restricted free agent, oppure Jonathan Kuminga, unrestricted free agent.

Cleveland continua quindi a lavorare sulla composizione del roster, cercando allo stesso tempo di alleggerire il proprio impegno salariale.

Dopo Schröder, Cleveland valuta altre mosse

I Cavaliers hanno già effettuato una trade importante venerdì, cedendo Dennis Schröder agli Charlotte Hornets in cambio di Tre Mann.

La franchigia, però, non avrebbe concluso il proprio lavoro sul mercato e continua a esplorare la possibilità di trovare una trade per Strus.

James Harden verso il rinnovo

Secondo le stesse informazioni riportate da Stein, i Cavaliers sono inoltre intenzionati a rinnovare James Harden con un contratto pluriennale, con l’accordo che dovrebbe arrivare “soon-ish”.

Con Harden destinato a rimanere a Cleveland, la franchigia sta quindi cercando di effettuare le necessarie operazioni finanziarie per poter aggiungere un altro elemento importante al roster.

Fonte: Marc Stein / The Stein Line

Lee Hyun-jung nel mirino di Boston Celtics e New Orleans Pelicans

Lee Hyun-jung ha attirato l’attenzione di Boston Celtics e New Orleans Pelicans dopo le sue prestazioni nella Summer League con i San Antonio Spurs. Secondo quanto riportato dal giornalista Sung Jin-hyuk, entrambe le franchigie avrebbero invitato il 25enne a partecipare al proprio mini-camp estivo.

Il giocatore sudcoreano si è messo in evidenza durante la Summer League, entrando così nei radar di diverse organizzazioni NBA. Nelle otto partite disputate con gli Spurs, Hyun-jung ha fatto registrare una media di 8,6 punti, 3,8 rimbalzi e 1,1 assist a partita.

Ora Celtics e Pelicans gli offrono una nuova occasione per impressionare gli addetti ai lavori e provare a conquistare un’opportunità nel roster NBA.

OG Anunoby: “NBA Europe può portare il basket britannico a un altro livello”

Anunoby promuove il progetto NBA Europe

Il progetto per la nascita di una nuova competizione europea targata NBA potrebbe dare una spinta significativa alla crescita della pallacanestro nel Regno Unito.

A sostenerlo è OG Anunoby, giocatore dei New York Knicks e uno dei principali rappresentanti del basket britannico nella NBA.

“È fantastico. La pallacanestro continua a crescere, soprattutto qui a Londra e Manchester. È entusiasmante e penso che porterà il basket a un altro livello”, ha dichiarato Anunoby a BBC Sport parlando del progetto NBA Europe.

Londra e Manchester nel progetto

NBA Europe dovrebbe debuttare nell’ottobre 2027, in contemporanea con l’inizio della stagione NBA 2027/28, con l’obiettivo di creare una lega composta da 16 squadre europee.

Tra le città considerate per ospitare una franchigia ci sono proprio Londra e Manchester. La fase di presentazione delle offerte per l’acquisizione delle franchigie si è conclusa a giugno e la NBA conta di iniziare ad annunciare le squadre partecipanti entro la fine dell’anno.

Secondo quanto riportato, per alcune delle città interessate sono arrivate offerte comprese tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari.

“Il Regno Unito è una delle più grandi opportunità”

Laura Pinnell, vicepresidente e responsabile del Consumer Group NBA per Europa e Medio Oriente, ha confermato che i preparativi procedono secondo i piani.

“La pianificazione sta andando molto bene. Negli ultimi mesi abbiamo registrato una domanda enorme per NBA Europe, soprattutto dopo la chiusura delle offerte”, ha spiegato.

Pinnell ha poi indicato il Regno Unito come una delle aree con il maggiore potenziale dell’intero progetto, sottolineando le opportunità offerte da una possibile franchigia a Londra e da un’altra a Manchester, sia per i tifosi sia per la crescita della partecipazione giovanile.

Monaco, il CNOSF fissa la conciliazione al 25 agosto: il club chiede di anticipare l’udienza

Monaco attende il passaggio davanti al CNOSF

L’AS Monaco Basket è ancora esclusa dalla possibilità di partecipare a un campionato professionistico francese nella stagione 2026/27. Il club monegasco, campione in carica della Betclic Élite, ha presentato ricorso al CNOSF e dovrà ora affrontare la fase di conciliazione davanti all’organo il prossimo 25 agosto, scrive l’Equipe.

Una data considerata troppo tardiva dalla società, soprattutto in considerazione dell’imminente inizio della nuova stagione.

Il club chiede di anticipare l’udienza

L’avvocato di Monaco, Xavier Lecerf-Galle, ha confermato all’AFP di aver chiesto di anticipare la data dell’udienza.

“Ho chiesto di poter anticipare l’udienza perché il 25 agosto è una data molto tardiva.”

Alla conciliazione saranno presenti lo stesso legale del club, un esperto di diritto del CNOSF, rappresentanti della FFBB, della Lega e dell’AS Monaco Basket.

Il progetto di Jamal Mashburn al centro del ricorso

L’obiettivo del Monaco è ottenere un nuovo esame della propria ammissione ai campionati professionistici francesi, facendo leva anche sul progetto di acquisizione guidato dall’ex giocatore NBA Jamal Mashburn.

Nei giorni scorsi era inoltre emersa la candidatura della leggenda del calcio brasiliano Ronaldinho, entrato nella corsa per contribuire al futuro del club.

Cavaliers, contatti continui con James Harden: nel mirino anche Watson e Kuminga

Harden resta la priorità

Secondo Shams Charania, i Cavaliers sono in costante comunicazione con James Harden e i suoi agenti per trovare un accordo che permetta al veterano di tornare a Cleveland.

La situazione contrattuale di Harden è strettamente legata alle altre operazioni della franchigia, che sta cercando di costruire un roster più competitivo dopo aver perso LeBron James.

Cleveland punta a Watson e Kuminga

Parallelamente, i Cavaliers stanno portando avanti con forza la loro candidatura per Peyton Watson e Jonathan Kuminga, due esterni che potrebbero colmare il vuoto nel reparto ali.

Watson è restricted free agent, mentre Kuminga è unrestricted. Cleveland ha già esplorato la possibilità di una sign-and-trade per Watson con Denver.

La trade che ha portato Dennis Schröder a Charlotte in cambio di Tre Mann ha inoltre dato ai Cavaliers maggiore flessibilità finanziaria e di roster, evitando anche di sacrificare scelte al Draft.

Cleveland paga 4 milioni di dollari per liberarsi del contratto di Dennis Schröder

Niente scelte al Draft per liberare Schröder

Secondo Chris Fedor di cleveland.com, Cleveland ha versato circa 4 milioni di dollari agli Charlotte Hornets affinché accettassero di prendere il contratto di Dennis Schröder.

I Cavaliers sono riusciti così a completare lo scambio senza sacrificare alcuna scelta al Draft, un risultato particolarmente importante considerando che il contratto del tedesco prevedeva 14,81 milioni di dollari per la stagione 2026-27.

 

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Cleveland guadagna flessibilità salariale

Nell’operazione, i Cavaliers hanno ceduto Schröder e cash a Charlotte ricevendo in cambio Tre Mann. La trade permette a Cleveland di alleggerire il monte salari e di mantenere maggiore flessibilità per le prossime mosse sul mercato.

L’obiettivo della franchigia è infatti continuare a lavorare sul roster e avere spazio per eventuali operazioni legate a James Harden, Jonathan Kuminga e Peyton Watson.

Cavaliers, il rinnovo di Harden resta nel mirino: occhi anche su Watson e Kuminga

I Cleveland Cavaliers continuano a lavorare per la permanenza di James Harden. Secondo Shams Charania, la franchigia è in costante contatto con il giocatore e i suoi agenti per trovare un nuovo accordo e proseguire insieme.

Parallelamente, Cleveland sta seguendo con grande interesse due ali disponibili sul mercato: Peyton Watson, restricted free agent, e Jonathan Kuminga, unrestricted free agent.

La trade che ha portato Dennis Schröder agli Charlotte Hornets in cambio di Tre Mann ha aumentato la flessibilità dei Cavaliers, rendendo più concrete le possibilità di intervenire ulteriormente sul roster. Cleveland può quindi sfruttare il margine guadagnato per provare a rinforzare la squadra in vista della prossima stagione.

Cleveland, Dennis Schroder ai Charlotte Hornets in cambio di Tre Mann

I Cleveland Cavaliers hanno ceduto Dennis Schroder ai Charlotte Hornets in cambio di Tre Mann e di una somma di denaro. A riportarlo è Shams Charania di ESPN, che ha spiegato come l’operazione sia stata studiata dalle due franchigie e dall’agente del giocatore, Mark Bartelstein, negli ultimi mesi.

Per Charlotte si tratta dell’arrivo di un playmaker esperto, con un legame particolare con il presidente Jeff Peterson e coach Charles Lee. Schroder ha infatti già lavorato con entrambi durante la sua esperienza agli Atlanta Hawks all’inizio della carriera.

Per Cleveland, invece, la trade rappresenta soprattutto un’opportunità per aumentare la flessibilità del roster e ottenere un risparmio sulla luxury tax. I Cavaliers potranno così continuare a muoversi sul mercato mantenendosi ampiamente al di sotto del secondo apron.

I Suns puntano su Miles Bridges, sarà l’ala grande titolare

I Phoenix Suns hanno intenzione di affidare un ruolo importante a Miles Bridges nella prossima stagione. Secondo Brian Windhorst di ESPN, l’ex Charlotte Hornets sarà il titolare nel ruolo di ala grande nel nuovo sistema di Phoenix.

Bridges, arrivato ai Suns in estate, avrebbe inoltre deciso di attendere prima di firmare un’estensione contrattuale. La franchigia, intanto, sembra pronta a puntare fortemente su di lui, considerandolo un elemento centrale del progetto per la prossima stagione.

Heat, Jovic resta fuori dalla trade per Klay Thompson

I Miami Heat, secondo Brett Siegel, sarebbero restii a inserire Nikola Jovic in una possibile trade per Klay Thompson. Il 23enne serbo è infatti uno dei pochi giovani asset rimasti a Miami dopo l’operazione che ha portato Giannis Antetokounmpo in Florida.

Gli Heat continuano a considerare Jovic un elemento importante per il futuro e potrebbero quindi cercare una soluzione alternativa per arrivare a Thompson.

Minnesota Timberwolves: c’è la data per il ritiro della maglia di Kevin Garnett

I Minnesota Timberwolves si preparano a rendere omaggio a una delle più grandi leggende nella storia della franchigia. Secondo quanto riportato da Dane Moore, la squadra dovrebbe ritirare la maglia numero 21 di Kevin Garnett il prossimo 28 febbraio al Target Center, in occasione della sfida contro i Boston Celtics.

La data non è ancora stata annunciata ufficialmente dalla franchigia, visto che si tratta ancora soltanto di un’indiscrezione, ma la serata avrebbe un significato particolare per Garnett, protagonista di entrambe le squadre.

Il lungo ha trascorso 14 stagioni a Minnesota, conquistando nel 2004 il premio di MVP e diventando il simbolo della franchigia. Con Boston, invece, ha vinto il titolo NBA nel 2008. Il numero 21 si prepara dunque a raggiungere il numero 5, già ritirato dai Celtics nel 2022.

AGGIORNAMENTO ORE 17.50

I Minnesota Timberwolves hanno ufficializzato la data per il ritiro della maglia numero 21 di Kevin Garnett e sarà proprio il 28 febbraio al Target Center, quando sfideranno i Boston Celtics.

 

Caso Aspiration, si complica la situazione di Kawhi Leonard ed i Los Angeles Clippers? Le ultime…

La situazione attorno a Kawhi Leonard e ai Los Angeles Clippers si fa sempre più delicata. Secondo Pablo Torre, diversi dipendenti della franchigia sarebbero stati pienamente consapevoli degli accordi di sponsorizzazione “no-show” legati al giocatore e si sarebbero scambiati frequentemente email per ricordarsi delle operazioni.

Il riferimento è principalmente al caso Aspiration, società con cui Leonard avrebbe firmato un accordo da 28 milioni di dollari, poi indicato come potenziale strumento per aggirare il salary cap. L’accordo non avrebbe richiesto a Leonard un’attività concreta, oltre alla sua permanenza ai Clippers. L’NBA sta indagando sulla vicenda.

A rendere il caso ancora più delicato è emerso un secondo presunto accordo multimilionario con Daktronics, azienda che ha realizzato il maxi-schermo dell’Intuit Dome. Secondo Torre, anche questo contratto sarebbe stato un modo per trasferire denaro a Leonard al di fuori del suo contratto NBA.

Al momento, tuttavia, si tratta di accuse e l’indagine della NBA non ha ancora stabilito eventuali violazioni.

Brandon Clarke, i Memphis Grizzlies non pagheranno i 12,5 milioni alla sua famiglia

I Memphis Grizzlies non verseranno alla famiglia o all’eredità di Brandon Clarke i 12,5 milioni di dollari previsti per l’ultima stagione del suo contratto.

Secondo quanto riportato da Front Office Sports, l’accordo è stato terminato il 3 luglio e il salario 2026-27 non era protetto in caso di morte. Clarke aveva già ricevuto interamente i 12,5 milioni relativi alla stagione 2025-26.

La cifra rimanente del contratto di Brandon Clarke invece, è stata di fatto cancellata e, di conseguenza, non peserà nemmeno sul salary cap dei Grizzlies.

I Pacers tagliano Ethan Thompson: il Partizan accelera per la firma

Gli Indiana Pacers hanno deciso di rilasciare la guardia Ethan Thompson, che era sotto contratto two-way con la franchigia. Nella scorsa stagione il 27enne ha disputato 32 partite NBA, viaggiando a 7.0 punti di media in 20.4 minuti a gara.

Il Partizan è pronto ad accoglierlo

La mossa di Indiana apre ora la strada al trasferimento di Thompson in Eurolega. Il Partizan Belgrado ha manifestato un forte interesse per il giocatore e, secondo le ultime indiscrezioni, il club serbo è vicino a chiudere l’operazione una volta completate le formalità relative al suo rilascio da parte dei Pacers.

Klay Thompson: “Voglio solo giocare per una squadra che possa lottare per il titolo”

Klay Thompson ha ribadito quale sia la sua priorità per il finale della carriera NBA: giocare per una squadra in grado di competere per il titolo.

Durante una diretta su Twitch con Plaqueboymax, il quattro volte campione NBA ha spiegato di non essere ossessionato dall’idea di vincere un altro anello, ma di voler avere almeno l’opportunità di provarci.

“Voglio competere per un campionato. Non necessariamente vincerlo, ma avere la possibilità di provarci ancora. Voglio avere un ruolo in una squadra che possa fare un lungo percorso nei playoff, quest’anno o il prossimo. Questo è il mio unico obiettivo.”

Le dichiarazioni alimentano i dubbi sul suo futuro ai Dallas Mavericks. Thompson è stato accostato nelle ultime settimane ai Miami Heat e ai Los Angeles Lakers, ma un eventuale trasferimento dipenderebbe da un accordo per la risoluzione del contratto con Dallas, ipotesi che al momento il club non sembra prendere in considerazione.

Il veterano è all’ultimo anno del contratto triennale da 50 milioni di dollari firmato nel 2024 e nella scorsa stagione ha fatto registrare 11,7 punti, 2,1 rimbalzi e 1,4 assist di media, tirando con il 38,3% da tre punti in 69 partite.

Thompson aveva scelto Dallas per continuare a inseguire il titolo al fianco di Luka Doncic, ma la successiva cessione della stella slovena ai Lakers ha cambiato radicalmente i piani della franchigia, ora costruita attorno a Cooper Flagg.


Joshua Kushner sarà il proprietario di controllo dei Lakers: Jeanie Buss resterà governatrice

Emergono nuovi dettagli sulla storica cessione dei Los Angeles Lakers. Secondo Sportico, sarà Joshua Kushner a ricoprire il ruolo di controlling owner della franchigia dopo l’accordo raggiunto con Bob Iger per l’acquisto del club in un’operazione valutata oltre 12 miliardi di dollari.

Iger ha inoltre confermato che Jeanie Buss resterà governatrice dei Lakers per almeno altri quattro anni, rispettando l’accordo precedentemente stipulato con Mark Walter al momento della sua acquisizione della squadra.

“Come tifosi NBA di lunga data, siamo profondamente onorati dell’opportunità di diventare custodi dei Los Angeles Lakers, una delle franchigie sportive più iconiche al mondo”, hanno dichiarato congiuntamente Kushner e Iger. “Abbiamo un immenso rispetto per la leadership e la visione di Jerry e Jeanie Buss. Il nostro impegno a lungo termine è quello di costruire su queste basi, competere ai massimi livelli e servire questa straordinaria squadra, i suoi tifosi e la città di Los Angeles.”

Per Kushner si tratta di un’importante espansione del proprio portafoglio sportivo. Attraverso la società Thrive, infatti, aveva già investito nei San Francisco Giants all’inizio dell’anno.

Resta ancora da chiarire quale percentuale dei Lakers sia oggetto della cessione. Walter non possedeva infatti il 100% della franchigia e la stessa Jeanie Buss manterrà una quota di proprietà.

L’operazione arriva a meno di un anno da quando Walter aveva consolidato il controllo dei Lakers con un’acquisizione da 10 miliardi di dollari. Il proprietario dei Los Angeles Dodgers è inoltre attualmente coinvolto in un’indagine federale relativa ad alcune operazioni finanziarie legate ad altre società da lui controllate.

Joshua Kushner è il fratello di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Non è ancora chiaro se la partecipazione nei Lakers sarà detenuta tramite Thrive oppure a titolo personale.

Vendita Lakers, Mark Walter potrebbe risparmiare 425 milioni di dollari di tasse

La vendita dei Los Angeles Lakers potrebbe avere un enorme impatto fiscale per Mark Walter. Secondo un’analisi di Sportico, il proprietario uscente della franchigia potrebbe risparmiare circa 425 milioni di dollari in tasse a seconda di quando il Board of Governors della NBA approverà ufficialmente la cessione del club a Joshua Kushner e Bob Iger.

Walter ha raggiunto un accordo per vendere i Lakers per la cifra record di 12,5 miliardi di dollari, realizzando un profitto stimato di circa 2,5 miliardi.

La chiave è rappresentata dal momento in cui l’operazione verrà formalmente approvata dalla lega. Se il closing avverrà dopo il primo anniversario dall’acquisizione del controllo dei Lakers da parte di Walter (avvenuta alla fine di ottobre 2025), il guadagno potrà beneficiare dell’aliquota sulle plusvalenze a lungo termine, decisamente più favorevole.

Secondo i calcoli del commercialista Robert Raiola, Walter pagherebbe circa 930 milioni di dollari di tasse con l’aliquota agevolata, contro circa 1,36 miliardi se la vendita fosse considerata una plusvalenza a breve termine: una differenza di circa 425 milioni di dollari.

L’esperto ha comunque precisato che il conto finale potrebbe cambiare in base a diversi fattori, tra cui deduzioni fiscali, spese legate all’operazione e la residenza fiscale di Walter.

A complicare ulteriormente il quadro c’è anche l’indagine federale in corso sulle attività imprenditoriali di Walter, che potrebbe influenzare la struttura definitiva dell’accordo e portare le parti a inserire specifiche clausole di tutela.

Al momento la NBA non ha ancora fissato una data per il voto del Board of Governors che dovrà approvare ufficialmente la cessione dei Lakers.

NBA, Las Vegas resta la priorità per l’espansione: Seattle dovrà aspettare

La NBA continua a guardare all’espansione, ma la priorità assoluta resta Las Vegas. Secondo quanto riportato da ESPN, la lega intende assegnare prima la franchigia della città del Nevada e solo successivamente valutare quella di Seattle.

L’obiettivo è stabilire una quota d’ingresso record, destinata a diventare il punto di riferimento per tutte le future espansioni. Proprio per questo motivo la competizione per Las Vegas è stata molto più intensa rispetto a quella per Seattle.

Nonostante Bob Iger e Josh Kushner abbiano abbandonato la corsa per acquistare la franchigia di Las Vegas, scegliendo invece di rilevare i Los Angeles Lakers per la cifra record di 12,5 miliardi di dollari, diversi gruppi di investimento restano ancora in corsa.

Secondo una fonte della lega, non è però scontato che un’eventuale proposta venga approvata già nella prossima riunione del Board of Governors.

“Vedremo cosa succederà a settembre. Se si votasse oggi, la proposta non passerebbe. Tutto dipende dal prezzo della quota d’ingresso.”

Le stime parlano di una cifra compresa tra 7,5 e 9 miliardi di dollari per ottenere la nuova franchigia di Las Vegas.

Parallelamente, il commissioner Adam Silver e molti proprietari continuano a considerare NBA Europe un progetto ancora più strategico dell’espansione negli Stati Uniti. La nuova lega europea, prevista per l’ottobre 2027, deve ancora definire le città partecipanti.

Un dirigente della Eastern Conference ha infine sottolineato come la recente vendita dei Lakers confermi la crescita del valore delle franchigie NBA.

“Una valutazione da 12,5 miliardi di dollari è un’ottima notizia per tutti i proprietari. Il valore delle squadre continua a crescere perché il business funziona meglio che mai.”

Ufficiale: Bradley Beal rinnova con i Los Angeles Clippers

Bradley Beal continuerà la sua avventura con i Los Angeles Clippers. La guardia ha raggiunto un accordo con la franchigia californiana per un contratto di due anni da 13,2 milioni di dollari, che include una player option per la stagione 2027-28.

Beal aveva firmato con i Clippers la scorsa estate, ma la sua prima stagione a Los Angeles è stata fortemente condizionata da un grave infortunio all’anca, che ne ha causato la chiusura anticipata.

In questa offseason il tre volte All-Star aveva deciso di rinunciare alla player option prevista dal precedente accordo per diventare free agent ed esplorare il mercato. Alla fine, però, le due parti hanno trovato un nuovo accordo che consentirà a Beal di restare ai Clippers almeno per la prossima stagione.

Warriors, obiettivo rinnovo per Brandin Podziemski ma…

I Golden State Warriors vogliono rinnovare il contratto di Brandin Podziemski. A confermarlo è stato il general manager Mike Dunleavy Jr nel corso di una conferenze call con alcuni media locali.

“Quando è in campo, siamo una squadra migliore. Quindi, ogni volta che hai un giocatore così, provi a tenerlo con te”, ha dichiarato il GM. “Ovviamente abbiamo diverse possibilità per farlo, attraverso un’estensione o la restricted free agency e tutto il resto, ma preferiremmo trovare un accordo prima piuttosto che dopo”.

Podziemski ha chiuso la sua terza stagione NBA con medie di 13.8 punti e 5.1 rimbalzi, 3.7 assist e 1.1 recuperi a partita, tirando il 45% dal campo, il 37% da tre e il 79% dalla lunetta.

I Warriors inoltre, secondo Marc Stein, starebbero inoltre interessati ad aggiungere almeno un giocatore dalla Free Agency, con Georges Niang, Brandon Williams e Dalen Terry tra i profili seguiti.

Attualmente poco meno quota 216 milioni di dollari con 13 contratti standard, il team potrebbe decidere di aspettare la prossima offseason per il rinnovo di Podziemski e l’estensione di Curry.

In questo modo Golden State si ritroverebbe con una cifra intorno ai 50 milioni totali di stipendi, e lo spazio salariale per impostare qualsiasi progetto e massimizzare le ultime stagioni di Curry.

 

Lakers, Redick blindato e Chris Paul nel futuro? Le ultime indiscrezioni

La nuova proprietà dei Los Angeles Lakers continua a prendere forma e potrebbero presto arrivare importanti novità anche a livello dirigenziale.

Secondo quanto riferito da Dave McMenamin di ESPN, JJ Redick ha già firmato un’estensione di contratto dopo la sua prima stagione da capo allenatore, con un accordo che sarebbe stato allineato alla durata del contratto del general manager Rob Pelinka. Una mossa che confermerebbe la fiducia della franchigia nel progetto tecnico guidato dall’ex giocatore NBA.

Nel frattempo, durante un intervento a ESPN, Ramona Shelburne ha invitato a seguire con attenzione un altro nome: Chris Paul.

Secondo la giornalista, il neo proprietario Bob Iger è molto legato all’ex playmaker, recentemente ritiratosi dall’NBA, e potrebbe coinvolgerlo in qualche ruolo all’interno dell’organizzazione.

“Ci sono un paio di nomi a cui bisogna prestare attenzione: Chris Paul è molto amico di Bob Iger. In un certo senso è stato un mentore per lui. Chris si è appena ritirato, è disponibile e ha una straordinaria mente cestistica. Non so cosa significhi tutto questo, ma mi aspetto che parleranno.”

Al momento non esistono trattative o ruoli definiti per Paul, ma le dichiarazioni alimentano le speculazioni su un possibile ingresso dell’undici volte All-Star nel nuovo corso dei Lakers, guidato dalla proprietà formata da Bob Iger e Josh Kushner.

Jason Kidd: “Ero a un passo dagli Spurs, ma scelsi la lealtà ai Nets”

Nel 2003 i San Antonio Spurs furono vicinissimi a mettere a segno uno dei colpi più clamorosi della loro storia. Prima di costruire la dinastia guidata da Tim Duncan, Tony Parker e Manu Ginobili, la franchigia texana tentò infatti di ingaggiare Jason Kidd, allora considerato il miglior playmaker della NBA.

Intervenuto al podcast “All The Smoke”, Kidd ha raccontato di essere stato molto vicino a firmare con gli Spurs, reduci dalla vittoria delle Finals proprio contro i New Jersey Nets.

“Ero dentro. C’era solo una piccola cosa che mi frenava: dovevo stare lì a guardarvi ricevere gli anelli dopo aver appena perso contro di voi. Ma era solo una partita. Pensavo che l’avremmo superata e che avremmo avuto altre occasioni per vincere.”

Alla base della sua scelta ci fu soprattutto la volontà di restare fedele al progetto costruito nel New Jersey.

“C’era un senso di lealtà. Avevamo costruito qualcosa nel New Jersey e pensavo davvero che potessimo arrivare fino in fondo.”

Kidd ha però ammesso di non conoscere ciò che stava accadendo dietro le quinte della franchigia.

“Non sapevo cosa sarebbe successo dal punto di vista societario. L’anno dopo iniziarono a parlare della cessione di Kenyon Martin e da lì tutto è crollato molto rapidamente.”

Guardando indietro, l’ex MVP dell’All-Star Game non ha dubbi:

“Essere uno Spurs? Ci sono andato davvero, davvero vicino.”

Se l’operazione fosse andata in porto, San Antonio avrebbe probabilmente rinunciato a Tony Parker, che invece sarebbe diventato uno dei simboli della dinastia capace di conquistare quattro titoli NBA insieme a Duncan e Ginobili.

Joe Lacob spegne le voci: “Steph Curry non lascerà mai i Warriors”

Il proprietario dei Golden State Warriors, Joe Lacob, ha respinto con decisione tutte le indiscrezioni che nelle ultime settimane hanno ipotizzato un possibile addio di Stephen Curry alla franchigia.

Intervenuto al podcast The TK Show con Tim Kawakami, Lacob ha parlato del futuro del due volte MVP, che dal 29 agosto sarà eleggibile per firmare un’estensione di contratto.

“Non siamo ancora a quel punto, ma ci stiamo avvicinando. Ne parleremo e vedremo cosa fare. Ma non mi preoccuperei troppo: Steph ama stare qui e noi amiamo lui. Non voglio che vada da nessuna parte e non riesco nemmeno a immaginare uno scenario in cui possa succedere.”

Quando gli è stato chiesto se riuscisse a immaginare Curry chiedere di essere ceduto, Lacob è stato ancora più netto.

“No, no, no. Non credo sia nemmeno una possibilità. Sono tutte storie create per fare click. Sono molto vicino a Steph, vive vicino a me, è felicissimo dell’organizzazione e della sua vita. Non ho mai sentito una parola in quella direzione. Penso che la gente si stia semplicemente inventando tutto.”

Le speculazioni sono nate soprattutto dopo il tentativo fallito dei Warriors di portare LeBron James a Golden State durante l’estate, alimentando dubbi sulla competitività del roster.

Tuttavia, sia Shams Charania sia Anthony Slater di ESPN hanno riportato come esista un interesse reciproco tra Curry e i Warriors per un rinnovo.

Una posizione confermata anche dal general manager Mike Dunleavy Jr.

“Ci sono due cose di cui sono sicuro riguardo Steph: vuole vincere e vuole chiudere la carriera con la maglia dei Warriors. Non credo che questo cambierà.”

I Phoenix Suns tagliano Haywood Highsmith: si libera un posto a roster

I Phoenix Suns hanno deciso di tagliare Haywood Highsmith, liberando un posto nel roster in vista della stagione 2026-27. La notizia è stata riportata da Michael Scotto di HoopsHype e confermata da diverse fonti vicine alla squadra.

Highsmith aveva un contratto da 3 milioni di dollari, di cui 1 milione garantito. Con il suo rilascio, Phoenix ottiene maggiore flessibilità per intervenire sul mercato o mantenere aperto uno spot nel roster in vista del training camp.

L’ala 29enne era arrivata ai Suns nel febbraio 2026 dopo essere stata rilasciata dai Brooklyn Nets. Nella sua carriera NBA, distribuita su sei stagioni, si è costruita la reputazione di specialista 3-and-D, viaggiando a 5,4 punti di media, con il 38% da tre punti e 3,1 rimbalzi a partita.

Al momento non è chiaro se la decisione sia legata a un’imminente firma oppure esclusivamente alla volontà della dirigenza di aumentare la flessibilità del roster.

Problemi per Mat Ishbia: UWM perde 603 milioni di dollari, Oaktree investe 2,1 miliardi

Il proprietario dei Phoenix Suns, Mat Ishbia, sta attraversando uno dei momenti più complicati da quando ha acquistato la franchigia NBA. La sua società, United Wholesale Mortgage (UWM), uno dei maggiori istituti di credito ipotecario degli Stati Uniti, ha annunciato una perdita di 603 milioni di dollari legata a una scommessa sull’andamento dei tassi d’interesse.

Contestualmente, UWM ha reso noto un piano di ricapitalizzazione da 2,1 miliardi di dollari, guidato dal fondo di investimento Oaktree Capital Management, mentre lo stesso Ishbia contribuirà con almeno 150 milioni di dollari.

Secondo il Financial Times, i consistenti dividendi distribuiti da UWM negli ultimi anni hanno avuto un ruolo fondamentale nel finanziare gli investimenti personali di Ishbia, compreso l’acquisto dei Phoenix Suns. La società aveva mantenuto un dividendo trimestrale di 10 centesimi per azione fin dalla quotazione in Borsa, ma la distribuzione è stata ora sospesa.

Proprio la politica dei dividendi è stata oggetto di critiche da parte degli analisti. Bose George, managing director di Keefe, Bruyette & Woods, ha sottolineato come “gran parte del problema” fosse rappresentata dagli elevati dividendi distribuiti, evidenziando che oltre l’80% finiva direttamente a Mat Ishbia.

Nel frattempo UWM ha anche avviato una causa legale contro Two Harbors, chiedendo 500 milioni di dollari di risarcimento per una presunta violazione di un accordo di fusione.

Nonostante il momento difficile, Ishbia ha cercato di rassicurare gli investitori.

“Il mercato ci è andato contro. Si tratta di un evento isolato che non accadrà di nuovo.”

Nel secondo trimestre dell’anno, UWM ha registrato una perdita netta di 452 milioni di dollari, aumentando le preoccupazioni sul futuro della società e, indirettamente, sulle principali fonti di liquidità del proprietario dei Suns.

Fonte: Financial Times.

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