Rumors NBA

Miami Heat: interesse per D’Angelo Russell

I Miami Heat continuano a lavorare sulla profondità del roster, in particolare nel reparto guardie. Dopo gli arrivi di Giannis Antetokounmpo, Klay Thompson e Tim Hardaway Jr., la franchigia della Florida potrebbe aggiungere un altro giocatore di esperienza alle spalle di Davion Mitchell.

Secondo quanto riportato da Ira Winderman, tra le possibilità potrebbe esserci anche D’Angelo Russell, qualora il giocatore raggiungesse un accordo per il buyout con i Memphis Grizzlies.

Miami valuta inoltre un possibile ritorno di Gabe Vincent, anche attraverso un invito non garantito al training camp. Russell rappresenterebbe un’opzione di esperienza per il backcourt.

Knicks, contatti regolari con Miles McBride: il futuro resta incerto

Secondo Ian Begley di SNY, Miles McBride ha ampiamente superato il valore del suo attuale contratto triennale da 13 milioni di dollari e avrebbe meritato un aumento.

Il problema è rappresentato dal second apron e dai possibili rinnovi di Karl-Anthony Towns, Josh Hart e Jalen Brunson, che ridurrebbero ulteriormente il margine salariale della franchigia.

McBride vorrebbe restare a New York, ma con il contratto in scadenza sarebbe anche una delle pedine di mercato più interessanti della NBA qualora i Knicks decidessero di renderlo disponibile.

BC Roma in trattativa con Maxi Kleber

Secondo Superbasket la BC Roma sta cercando di riportare in Europa Maxi Kleber, 34enne big man tedesco che ha trascorso le ultime 9 stagioni in NBA.

Il giocatore è attualmente Free Agent, dopo le 43 partite disputate con la maglia dei Los Angeles Lakers lo scorso anno.

Kleber ha scritto pagine importanti della storia dei Dallas Mavs insieme a Donnie Nelson e Luka Doncic.

Nella nuova società capitolina andrebbe a prendere il posto di centro lasciato libero da Jesse Edwards.

 

Golden State Warriors, Alex Toohey torna con un Exhibit 10

Secondo Anthony Slater, l’ala australiana avrà una nuova opportunità dopo che un infortunio al ginocchio ha compromesso la sua prima stagione nell’organizzazione.

Toohey, scelto al secondo giro del Draft NBA 2025, aveva trascorso anche un breve periodo con un two-way contract prima dello stop.

Deni Avdija, possibile free agency nel 2028: l’indiscrezione dagli USA

Deni Avdija, la consacrazione con i Trail Blazers

Deni Avdija arriva da quella che è stata la miglior stagione della sua carriera NBA. L’ala dei Portland Trail Blazers ha conquistato la sua prima convocazione all’All-Star Game, chiudendo l’annata con numeri di assoluto livello.

Avdija ha fatto registrare 24.2 punti, 6.9 rimbalzi, 6.7 assist, 0.8 palle rubate e 0.6 stoppate di media a partita, tirando con il 46.2% dal campo.

Il suo rendimento ha contribuito alla crescita dei Trail Blazers, che hanno visto emergere anche diversi giovani importanti. Nonostante questo, la situazione contrattuale e salariale della franchigia potrebbe rappresentare un problema in vista del futuro.

Avdija ha ancora due anni e 24 milioni di dollari sul suo attuale contratto, ma Portland potrebbe non essere nella posizione ideale per garantirgli il rinnovo che il giocatore potrebbe cercare.

Il problema del salary cap per Portland

Secondo Sam Quinn, intervenuto al podcast Third Apron, i Trail Blazers non starebbero costruendo la propria situazione salariale in modo da preservare lo spazio necessario per rinegoziare ed estendere il contratto di Avdija.

“I Blazers sono una sorta di nave che affonda. Non si stanno preparando per preservare lo spazio salariale di cui avranno bisogno per rinegoziare ed estendere Deni Avdija”, ha spiegato Quinn.

Il problema riguarda soprattutto il contratto previsto per il giocatore. Avdija guadagnerà 11.875 milioni di dollari nel 2027-28 e, secondo Quinn, attraverso un’estensione da veterano potrebbe ottenere al massimo un aumento del 140% sul primo anno, arrivando a 16.625 milioni di dollari.

Una cifra che, secondo l’insider, non sarebbe sufficiente per convincere Avdija a firmare.

“Sono soldi da MLE. Lui non li accetterà. Per pagarlo in modo equo, avrebbero bisogno di spazio salariale per rinegoziare ed estendere il contratto”, ha aggiunto Quinn.

Il futuro dei Trail Blazers e il problema della timeline

Portland ha mostrato segnali di crescita grazie alle prestazioni di Avdija, Scoot Henderson, Donovan Clingan e Shaedon Sharpe.

La franchigia dispone quindi di un nucleo giovane interessante, che potrebbe continuare a migliorare nelle prossime stagioni. Tuttavia, non mancano le perplessità sulla direzione intrapresa dalla squadra.

A complicare ulteriormente il quadro c’è l’infortunio di Shaedon Sharpe, che lo terrà fuori per diversi mesi, oltre alla situazione societaria legata al proprietario Tom Dundon, già finito al centro dell’attenzione per le sue politiche di contenimento dei costi.

A questo si aggiunge anche un’importante congestione nel reparto guardie, con Ja Morant, Damian Lillard, Jrue Holiday e Scoot Henderson presenti nello stesso roster.

Per questo motivo, Avdija potrebbe non essere perfettamente allineato con la timeline della franchigia: il giocatore è ormai nel pieno della sua carriera e potrebbe voler competere immediatamente ad alto livello, mentre Portland sembra ancora impegnata nella costruzione del proprio futuro.

Portland potrebbe rinunciare ad Avdija

La prospettiva indicata dalla fonte è quindi quella di una possibile separazione tra Deni Avdija e i Trail Blazers.

Piuttosto che compromettere ulteriormente la propria flessibilità salariale per trattenere l’ala israeliana, Portland potrebbe scegliere di puntare sulla nuova generazione di giocatori.

La separazione potrebbe arrivare attraverso una trade o successivamente tramite la free agency, con Avdija che avrebbe così la possibilità di cercare sul mercato il contratto al quale aspira.

Il suo rendimento dell’ultima stagione, però, rende inevitabile l’interesse di diverse franchigie.

Clippers, Suns, Rockets e Nuggets tra le possibili destinazioni

Avdija è diventato un giocatore capace di aumentare il potenziale di qualsiasi squadra grazie alla sua combinazione di scoring, rimbalzi, playmaking e versatilità.

Tra le squadre che potrebbero avere interesse vengono indicate Los Angeles Clippers, Phoenix Suns e Houston Rockets, tutte potenzialmente incentivate a trovare un accordo per aggiungere un giocatore del suo profilo.

Un’altra possibilità è rappresentata dai Denver Nuggets, dove Avdija potrebbe rappresentare un potenziale sostituto di Peyton Watson, naturalmente a un prezzo considerato adeguato dalla franchigia.

Due anni per decidere il futuro di Deni Avdija

Per il momento, con due anni ancora sul contratto, i Trail Blazers continueranno a lavorare con il roster a disposizione e valuteranno come evolverà la situazione.

Il vero bivio arriverà più avanti, quando Portland dovrà decidere se fare tutto il possibile per trattenere Deni Avdija oppure utilizzare la sua situazione contrattuale per massimizzare la propria flessibilità.

Dopo la sua esplosione a livello All-Star, il futuro dell’ala israeliana potrebbe diventare uno dei dossier più interessanti dei prossimi anni in NBA.

Ben Simmons, i dettagli dell’accordo con i Sacramento Kings

Ben Simmons è pronto a tornare in NBA con i Sacramento Kings, ma il suo contratto prevede una struttura particolare. Il 30enne ha firmato un accordo di un anno non garantito, dal valore massimo di 3,5 milioni di dollari. Secondo quanto riportato da ESPN, Simmons incasserà 1 milione di dollari nel caso in cui riesca a fare parte del roster dei Kings nella gara inaugurale della stagione.

L’accordo rappresenta quindi un’opportunità per il tre volte All-Star di rilanciare la propria carriera dopo aver saltato interamente la stagione 2025-26. Simmons torna così in NBA con un contratto che gli permetterà di giocarsi il posto nel roster di Sacramento durante la preseason e di puntare a un ritorno stabile nella lega.

Lakers-Clippers, ipotesi di scambio per Kris Dunn

I Los Angeles Lakers potrebbero trovare in Kris Dunn una soluzione per migliorare la difesa perimetrale e aggiungere un altro playmaker alle spalle di Luka Doncic.

Nell’ipotesi formulata da Edvinas Kuzas di BasketNews, i Lakers riceverebbero Dunn, mentre ai Clippers andrebbero Dalton Knecht e una futura scelta al secondo giro. Non si tratta, al momento, di una trattativa riportata tra le due franchigie.

Dunn ha prodotto 7,3 punti, 3,3 rimbalzi e 3,6 assist disputando tutte le 82 partite dell’ultima stagione. Il trentaduenne entrerà nell’ultimo anno del contratto da 5,6 milioni di dollari.

Mike Gansey: “Abbiamo continuato a chiamare” — così i Sixers hanno conquistato Jaylen Brown

La lezione imparata a Cleveland

Mike Gansey ha spiegato che l’approccio adottato dai Philadelphia 76ers nelle trattative per Jaylen Brown nasce dalla sua esperienza ai Cleveland Cavaliers, dove ricopriva il ruolo di general manager.

Il proprietario dei Cavaliers, Dan Gilbert, chiedeva regolarmente a Gansey e al suo staff se avessero esplorato ogni possibile strada per arrivare a un determinato obiettivo.

“Ci sono state alcune trade che abbiamo concluso dopo due anni di lavoro, semplicemente perché continuavamo a chiamare. Continuavamo a verificare la situazione e alla fine riuscivamo a ottenere quel giocatore. Non ha sempre funzionato, ma volevamo essere sicuri di aver fatto tutto il lavoro necessario”, ha raccontato Gansey.

I Sixers non hanno mai mollato Brown

La stessa filosofia ha guidato Philadelphia nella corsa a Brown. I Sixers sapevano di non essere tra le prime squadre contattate da Boston quando iniziarono a svilupparsi le discussioni sul mercato, ma continuarono comunque a mantenere i contatti.

Secondo le fonti, la strada preferita dai Celtics prevedeva inizialmente di inserire Brown in un’operazione più ampia finalizzata alla ricerca di Giannis Antetokounmpo. Philadelphia, però, ha continuato a monitorare la situazione.

Quando Boston ha perso la corsa ad Antetokounmpo, finito ai Miami Heat, gli equilibri sono cambiati. Il nome di Brown era già emerso pubblicamente nelle discussioni di mercato e Boston era arrivata al punto di doverlo cedere.

Philadelphia era considerata una sorpresa

Anche a quel punto, i Sixers si consideravano una soluzione improbabile. L’aspettativa era infatti che Boston preferisse cedere un giocatore del calibro di Brown, All-NBA, a una squadra della Western Conference piuttosto che a una rivale della propria division.

Quando il mercato di Brown ha iniziato a raffreddarsi, Philadelphia è rimasta al tavolo e alla fine ha deciso di non lasciarsi sfuggire l’affare per una scelta al primo giro dei Clippers del 2028.

“Il processo per parlare con Boston di Jaylen è durato un paio di settimane. Abbiamo fatto sapere che eravamo interessati e poi siamo andati avanti da lì. Siamo semplicemente rimasti nel giro e, quasi senza accorgercene, eravamo sulla linea delle cinque yard. Abbiamo continuato a battere il chiodo ed esprimere il nostro interesse”, ha spiegato Gansey.

Brown alla base dell’assalto a LeBron

La trade per Jaylen Brown si è rivelata poi il punto di partenza per la successiva offensiva dei Sixers sul mercato, culminata nella ricerca di LeBron James.

Un’operazione che ha contribuito a trasformare l’estate di Philadelphia in una delle più significative nella storia recente della franchigia.

Brandon Knight nel mirino dei Perth Wildcats per NBL27

Un nome da tenere d’occhio nella ricerca dei Perth Wildcats di un playmaker import per la stagione NBL27 è quello di Brandon Knight.

Secondo quanto riferito da fonti a ESPN, i Wildcats avrebbero avuto colloqui con la guardia americana da 6’2″, che ha disputato nove stagioni in NBA, già al termine della scorsa stagione.

Perth ha mostrato interesse

Knight sarebbe quindi tra i profili valutati da Perth per completare il reparto esterni in vista della prossima stagione.

Il 34enne ha costruito gran parte della propria carriera ai massimi livelli NBA, vestendo le maglie di diverse franchigie prima di proseguire la propria esperienza nel basket internazionale.

I Wildcats avrebbero manifestato interesse nei suoi confronti e la situazione potrebbe dunque evolversi nelle prossime settimane, con Knight che rappresenta uno dei nomi da monitorare per il mercato NBL27.

Cleveland Cavaliers, ufficiale il nuovo contratto di James Harden

I Cleveland Cavaliers hanno annunciato il nuovo accordo siglato da James Harden.

Harden, che guadagnerà circa 97 milioni nei prossimi 3 anni, ha fatto registrare medie di 20.5 punti, 7.7 assist e 4.8 rimbalzi in 26 partite con Cleveland dopo essere arrivato dai Clippers prima della trade deadline.

I Cavs hanno messo insieme un record di 19-7 con Harden in campo e hanno raggiunto le finali della Eastern Conference per la prima volta dal 2018.

 

I Sacramento Kings annunciano l’arrivo di Ben Simmons

Ben Simmons è un nuovo giocatore dei Sacramento Kings, ora è ufficiale.

L’atleta australiano torna quindi in NBA dopo aver saltato la scorsa stagione per recuperare da diversi problemi fisici.

Simmons nelle 7 stagioni da pro ha messo insieme medie di oltre 13 punti, 7 rimbalzi e 7 assist a partita, ma il suo rendimento è crollato dopo i primi 4 anni con i 76ers.

La prima scelta assoluta del Draft 2016 ha firmato un accordo annuale al minimo salariale, ma non è ancora chiaro se parzialmente o totalmente garantito.

Dallas Mavericks: curiosità tra le franchigie NBA sul futuro di Kyrie Irving

Il futuro di Kyrie Irving ai Dallas Mavericks continua a suscitare interrogativi in NBA. Secondo quanto riportato da Tim MacMahon, diverse squadre stanno monitorando la situazione del playmaker per vedere come, e soprattutto se, il veterano rientrerà nei piani a lungo termine della franchigia texana.

Irving potrebbe così diventare uno dei nomi più interessanti sul mercato in vista della trade deadline, soprattutto per le contender alla ricerca di esperienza e talento nel backcourt.

Molto dipenderà però dalla disponibilità di Masai Ujiri a intavolare eventuali discussioni di mercato. La situazione del giocatore resta dunque da monitorare nei prossimi mesi.

Sasha Vezenkov in NBA? Il futuro non è ancora chiuso: i Minnesota Timberwolves ci hanno pensato

Il futuro NBA di Sasha Vezenkov non è ancora definitivamente chiuso. Secondo quanto riportato da Marc Stein, i Minnesota Timberwolves hanno valutato la possibilità di riportare il bulgaro negli Stati Uniti prima di completare l’accordo per Jonathan Kuminga.

L’ipotesi, però, non si è trasformata in un’offerta, soprattutto per la volontà di Vezenkov di rimanere all’Olympiacos. Il suo primo anno NBA con i Sacramento Kings si era chiuso con 5,4 punti e 2,3 rimbalzi in 12,2 minuti di media.

Oggi, però, il giocatore non considera quell’esperienza un fallimento. E, pur preferendo restare in Europa, non chiude completamente la porta a un futuro ritorno: «Mai dire mai».

Detroit Pistons: interessa il rinnovo di Jalen Duren, ma il suo futuro rimane incerto

Jalen Duren e i Detroit Pistons sembrano destinati a trovare un accordo sul rinnovo, ma la permanenza del centro nel lungo periodo non appare così scontata. Secondo Brett Siegel di ClutchPoints, il giocatore non si sentirebbe abbastanza valorizzato dalla franchigia, soprattutto alla luce della volontà di Detroit di considerare Ausar Thompson come secondo pilastro del futuro alle spalle di Cade Cunningham.

La trattativa è attualmente ferma: Duren punta a un contratto da almeno 40 milioni di dollari all’anno, mentre i Pistons sarebbero fermi a circa 35 milioni. Il rinnovo di Amen Thompson con Houston, cinque anni a 208 milioni, avrebbe inoltre rafforzato le pretese del centro, reduce dalla prima convocazione all’All-Star Game.

Detroit non sembra intenzionata a una sign-and-trade, ma un accordo troppo oneroso per Duren e Ausar Thompson potrebbe complicare la gestione del salary cap e spingere la franchigia verso il second apron.

Timberwolves interessati al ritorno di Kevin Love

Kevin Love potrebbe tornare ai Minnesota Timberwolves dopo dodici anni. Secondo Jon Krawczynski di The Athletic, il lungo sarebbe aperto alla reunion e la franchigia avrebbe manifestato interesse.

Love ha giocato a Minnesota dal 2008 al 2014, producendo 19,2 punti e 12,2 rimbalzi di media in 364 partite. Durante quel periodo ha ottenuto tre convocazioni all’All-Star Game e due selezioni All-NBA.

Il trentasettenne arriva da una stagione con gli Utah Jazz chiusa con 6,7 punti e 5,8 rimbalzi in 37 presenze. Potrebbe offrire ai Timberwolves tiro perimetrale, esperienza e profondità nel reparto lunghi.

Rockets, il GM Stone entusiasta per l’estensione di Amen Thompson

Gli Houston Rockets hanno blindato Amen Thompson  con un’estensione quinquennale da circa 208 milioni di dollari totali.

“Amen è l’espressione perfetta di ciò che puntiamo ad essere come organizzazione”, ha dichiarato Rafael Stone,  General Manager dei Rockets, a margine dell’annuncio ufficiale. “Ha qualità d’élite su entrambi i lati del campo, è un giocatore duro e determinato a lavorare più dei suoi compagni, e dà tutto in ogni situazione. Anno dopo anno è migliorato in ogni aspetto del suo gioco e siamo certi che deve ancora mostrare il suo miglior basket”.

Nel 2025-26, Thompson ha iniziato da titolare tutte le 79 partite disputate, facendo registrare medie di 18.3 punti, 7.8 rimbalzi, 5.3 assist e 1.5 palle recuperate in 37 minuti a partita.

È stato, insieme a Luka Dončić, l’unico giocatore a chiudere la stagione con almeno 18 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 1,50 palle recuperate di media.

Thompson è diventato anche il terzo giocatore nella storia dei Rockets a chiudere la stagione al primo posto nella NBA per minuti complessivi giocati, dopo James Harden e Moses Malone, che ci sono riusciti due volte ciascuno.

Inoltre l’atleta scelto al N.4 nel Draft 2023 è risultato il miglior rimbalzista offensivo tra i ‘non centri’, con 3 di media, e si è classificato secondo assoluto nella NBA per schiacciate, con 201. (Al primo posto Evan Mobley con 207).

 

Bucks, accordo con John Butler Jr

I Milwaukee Bucks hanno annunciato l’ingaggio di John Butler Jr.

La 23enne ala/centro da Florida State lo scorso anno ha disputato 49 partite in G League con i Wisconsin Herd, segnando 9.4 punti con 5.7 rimbalzi, 1.6 assist e 1.7 stoppate.

Butler Jr da rookie ha debuttato in NBA con la maglia dei Trail Blazers.

Brooklyn Nets, Grant Nelson firma un two-way contract

I Brooklyn Nets hanno raggiunto un accordo con Grant Nelson per un two-way contract. La firma è stata confermata a HoopsHype dal suo agente Max Wiepking di Gersh Basketball.

Il lungo di 213 centimetri aveva già avuto un’opportunità con Brooklyn nella parte conclusiva della scorsa stagione, quando aveva firmato un contratto di dieci giorni.

Le prestazioni offerte in quel periodo hanno convinto i Nets a riportarlo nel proprio gruppo. Nelson potrà dividersi tra la prima squadra e la formazione affiliata in G League.

Bruce Brown, i Knicks insidiano i Lakers

I New York Knicks potrebbero superare i Los Angeles Lakers nella corsa a Bruce Brown. Secondo Brett Siegel di ClutchPoints, i campioni NBA rappresentano al momento una destinazione più concreta per la guardia free agent.

Brown potrebbe ricoprire a New York un ruolo simile a quello di Josh Hart, mettendo a disposizione difesa, versatilità ed esperienza da campione NBA. Nella scorsa stagione ha prodotto 7,9 punti, 3,8 rimbalzi e 2,1 assist di media con Denver.

Anche i Lakers avrebbero valutato il giocatore dopo il mancato arrivo di Jonathan Kuminga, ma Siegel ha espresso dubbi sul loro effettivo interesse. Brown potrebbe essere disponibile con un contratto al minimo salariale.

New York Knicks interessati a John Konchar e Drew Eubanks

I New York Knicks stanno monitorando John Konchar e Drew Eubanks in vista del training camp. Secondo Ian Begley di SNY, entrambi i giocatori sono finiti nel radar dei campioni NBA in carica.

Konchar potrebbe aggiungere difesa, rimbalzi e capacità di collegare il gioco nella rotazione degli esterni. Il trentenne ha chiuso la scorsa stagione con 4,4 punti, 4,3 rimbalzi e 2,1 assist di media tra Memphis e Utah.

Eubanks rappresenterebbe invece un’ulteriore soluzione a basso costo nel reparto lunghi, alle spalle di Karl-Anthony Towns e Andre Drummond. Il centro ha prodotto 5,2 punti e 3,0 rimbalzi in 42 presenze con Sacramento.

Kawhi Leonard ai Raptors, trade attesa nei prossimi giorni

La trade che riporterà Kawhi Leonard ai Toronto Raptors dovrebbe diventare ufficiale nei prossimi giorni. Lo ha riferito Shams Charania di ESPN dopo la conclusione dell’indagine NBA sui Clippers.

Il contratto di Leonard non è stato annullato e il giocatore non è stato sospeso, ma soltanto multato per 700.000 dollari. Toronto può quindi procedere senza ereditare ulteriori sanzioni sportive.

Leonard tornerà nella franchigia guidata al titolo NBA nel 2019. La scorsa stagione ha prodotto 27,9 punti, 6,4 rimbalzi e 3,6 assist di media.

Caso Kawhi Leonard, NBA e SEC indagano su Daktronics

Il caso Kawhi Leonard e Los Angeles Clippers si arricchisce di un nuovo capitolo. La NBA e la Securities and Exchange Commission (SEC) stanno infatti raccogliendo informazioni su Daktronics, azienda produttrice del tabellone dell’Intuit Dome, in relazione alle accuse di possibile aggiramento del salary cap da parte dei Clippers.

La vicenda nasce dall’inchiesta del giornalista Pablo Torre, secondo cui Leonard avrebbe ricevuto milioni di dollari attraverso un accordo di sponsorizzazione con Daktronics, azienda legata ai Clippers, come già accaduto nel controverso caso Aspiration. L’accusa è che tali pagamenti potessero rappresentare una forma indiretta di compensazione al giocatore al di fuori del suo contratto NBA.

Durante una conference call, il CFO di Daktronics Howard Atkins ha confermato che la società ha ricevuto richieste di informazioni da NBA e SEC, assicurando la piena collaborazione. Nel frattempo, ESPN ha riferito che la NBA non avrebbe trovato prove che Steve Ballmer abbia trasferito direttamente denaro a Leonard tramite gli sponsor, mentre l’indagine continua a concentrarsi anche sui rapporti tra il giocatore e i partner commerciali della franchigia.

Kyrie Irving, i Dallas Mavericks si aspettano un rendimento da All-Star

I Dallas Mavericks si aspettano che Kyrie Irving torni a giocare a livello All-Star nella prossima stagione. Secondo quanto riportato da Jake Fischer, la franchigia texana punta molto sul veterano, reduce dal lungo recupero dopo la rottura del legamento crociato anteriore.

D’altra parte, continuano a circolare rumors su una possibile cessione di Irving entro la trade deadline, specialmente se la stagione dovesse iniziare col piede sbagliato per la franchigia. Fischer aveva già indicato nei mesi scorsi la possibilità che il mercato attorno al playmaker potesse riaprirsi, con diverse squadre interessate a sondare la situazione.

Per il momento, Dallas sembra intenzionata a puntare sul suo ritorno, ma la situazione potrebbe cambiare in base al rendimento della squadra e alle condizioni fisiche del giocatore.

Cleveland Cavaliers, James Harden focalizzato al 100% sulla prossima stagione

James Harden è tornato ai Cleveland Cavaliers con un nuovo contratto triennale da 97 milioni di dollari e, soprattutto, con la volontà di essere protagonista del progetto.

Secondo Spencer Davies di Roundtable, Harden ha organizzato in estate alcuni workout in Arizona, coinvolgendo diversi compagni, tra cui Evan Mobley, Meleek Thomas, Tyrese Proctor e Nae’Qwan Tomlin. Agli allenamenti erano presenti anche coach Kenny Atkinson e l’assistant coach Mike Gerrity. Un segnale importante del coinvolgimento di Harden, che nella prossima stagione dovrà migliorare l’intesa con Donovan Mitchell e valorizzare maggiormente giocatori come Mobley e Jarrett Allen.

A 37 anni, l’ex MVP non deve più dimostrare le proprie qualità realizzative: Cleveland ha bisogno soprattutto della sua capacità di organizzare l’attacco e mettere i compagni nelle condizioni migliori.

Victor Oladipo si allena con i Miami Heat: possibile ritorno nel roster?

Victor Oladipo continua a lavorare per un possibile ritorno in NBA e, in questi giorni, si sta allenando presso le strutture dei Miami Heat, che stanno monitorando da vicino i suoi progressi. Il giocatore ha recentemente lanciato un appello ai general manager NBA attraverso una lettera pubblicata su The Players’ Tribune, chiedendo una nuova opportunità dopo tre anni lontano dalla lega a causa di diversi problemi fisici.

Secondo quanto riportato da Ira Winderman del South Florida Sun Sentinel, gli Heat hanno dato a Oladipo il permesso di allenarsi al Kaseya Center e sono consapevoli della sua volontà di tornare a giocare. Miami, inoltre, è una franchigia che in passato ha offerto seconde opportunità a diversi veterani.

Al momento, però, non è chiaro se questa collaborazione possa trasformarsi in un posto nel roster. Gli Heat devono infatti fare i conti con lo spazio salariale e con un organico già ricco di veterani, ma Oladipo rimane una possibilità da monitorare.

Jalen Duren obiettivo dei Kings nel 2027: Sacramento pronto a tornare alla carica

Se Jalen Duren dovesse diventare unrestricted free agent nell’estate 2027, i Sacramento Kings potrebbero tornare con forza sul giovane centro dei Detroit Pistons.

Secondo quanto riportato da Brian Windhorst e Anthony Slater di ESPN, il general manager dei Kings Scott Perry ha incontrato Duren in questa offseason, ma Detroit non ha mostrato alcuna intenzione di lavorare a una sign-and-trade che coinvolga il proprio centro titolare.

Sacramento potrebbe avere spazio salariale

La situazione potrebbe però cambiare nella prossima offseason. I Kings prevedono infatti di avere spazio salariale e potrebbero nuovamente puntare su Duren, questa volta direttamente sul mercato dei free agent.

Per diventare unrestricted free agent nell’estate 2027, Duren dovrebbe però scegliere una delle opzioni contrattuali previste: firmare la qualifying offer, un altro contratto di un anno oppure un biennale con player option.

Quest’ultima possibilità appare meno probabile, perché un accordo diverso dalla qualifying offer dovrebbe verosimilmente portare a un contratto pluriennale.

Duren nel mirino dei Kings

Il centro classe 2004 è quindi già un nome da tenere d’occhio in vista della prossima estate. Sacramento sembra aver individuato in Duren un possibile obiettivo per il futuro della propria frontline, anche se molto dipenderà dalle sue decisioni contrattuali nei prossimi mesi.

Domantas Sabonis sul mercato: i Kings non sono interessati a un’estensione

Domantas Sabonis potrebbe essere uno dei protagonisti del mercato NBA. Il lungo dei Sacramento Kings ha ancora due anni e 94 milioni di dollari sul proprio contratto, ma la franchigia non sarebbe interessata a offrirgli un’estensione.

Sabonis è eleggibile per un rinnovo, ma la posizione dei Kings apre concretamente alla possibilità di una trade. Secondo quanto riportato da Brian Windhorst e Anthony Slater di ESPN, ci sarebbe già interesse nei confronti del giocatore.

Un contratto importante

La principale difficoltà per Sacramento sarebbe trovare una squadra disposta ad assorbire il contratto del veterano.

Sabonis guadagnerà 45,4 milioni di dollari nella stagione 2026/27 e 48,6 milioni nel 2027/28. Entrambe le annualità sono completamente garantite.

Il suo contratto e l’età, 30 anni, potrebbero quindi rendere complessa una eventuale trade, nonostante l’interesse per un giocatore che negli ultimi anni è stato uno dei migliori lunghi della NBA.

Il ritorno dopo una stagione difficile

Sabonis arriva inoltre da una stagione largamente condizionata dagli infortuni. Il lituano ha disputato appena 19 partite, facendo registrare 15,8 punti, 11,4 rimbalzi e 4,1 assist di media.

Ora, però, il lungo è completamente recuperato e si prepara al training camp con l’obiettivo di tornare ai livelli che lo hanno contraddistinto, soprattutto nella produzione di double-double praticamente ogni sera.

Per Sacramento, dunque, le prossime settimane potrebbero essere decisive per capire se Sabonis farà ancora parte del progetto oppure se la franchigia deciderà di ascoltare le offerte sul mercato.

Mavericks, Kyrie Irving potrebbe essere ceduto entro la trade deadline

I Dallas Mavericks potrebbero cedere Kyrie Irving prima della trade deadline di febbraio. Secondo Sean Deveney, la franchigia vuole prima verificare le condizioni del playmaker, fermo dal 3 marzo 2025 per la rottura del legamento crociato anteriore.

Dallas avrebbe respinto diverse proposte durante l’estate, ma Irving non sarebbe pienamente compatibile con il nuovo progetto costruito attorno al 19enne Cooper Flagg. L’obiettivo dei Mavericks sarebbe aggiungere giovani e asset futuri.

Prima dell’infortunio, Irving stava giocando a livello All-Star: nella stagione 2024-2025 aveva prodotto 24,7 punti, 4,8 rimbalzi e 4,6 assist di media.

Hornets, accordo con Trey Townsend

Gli Charlotte Hornets hanno annunciato l’arrivo di Trey Townsend e il taglio di Josiah Allick.

Con ogni probabilità entrambi i giocatori hanno firmato un contratto Exhibit 10, che gli consentirà di ricevere un bonus di circa 91.000 dollari dopo due mesi con il team G League affiliato, i Greensboro Swarm.

Townsend è un’ala di 24 anni che ha trascorso la sua stagione da rookie tra CEBL e campionato svedese, dove ha prodotto medie di 15.9 punti, 5.5 rimbalzi, 2.1 assist, 1.4 stoppate e 1.6 rubate a partita per i Koping Stars.

 

Gli ultimi commenti

Hot news