Oggi il via al processo per le foto dei resti di Kobe Bryant e della piccola Gianna

Vanessa Bryant ha denunciato lo sceriffo e i vigili del fuoco della contea di Los Angeles perchè colpevoli di aver mostrato a persone estranee alla vicenda delle foto dei resti di Kobe e Gianna

Un processo per violazione della privacy contro lo sceriffo e i vigili del fuoco della contea di Los Angeles inizia mercoledì in un tribunale distrettuale degli Stati Uniti a poco più di un miglio da dove Kobe Bryant giocava nei Lakers.

La vedova di Bryant, Vanessa, sostiene che gli agenti non abbiano scattato tutte le foto per scopi investigativi e poi le hanno condivise con i vigili del fuoco intervenuti sulla scena dell’incidente del 26 gennaio 2020. Un agente avrebbe mostrato le foto dei resti di Kobe e della figlia Gianna  agli avventori del bar, e un vigile del fuoco avrebbe fatto la stessa cosa con dei colleghi fuori servizio.

Vanessa Bryant chiede un risarcimento di diversi milioni di dollari.

“La signora Bryant si sente male al pensiero che gli agenti dello sceriffo, i vigili del fuoco e chiunque altro abbia guardato immagini del marito e della figlia deceduti”, si legge nella causa. “Vive nel timore che lei o i suoi figli possano un giorno trovarsi di fronte a immagini orribili dei loro cari online”.

Kobe Bryant, la figlia tredicenne Gianna e altri cinque genitori e giocatrici stavano volando verso un torneo di basket femminile quando l’elicottero da loro noleggiato si è schiantato sulle colline di Calabasas, a ovest di Los Angeles. I funzionari federali della sicurezza hanno attribuito la responsabilità dell’incidente a un errore del pilota.

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