Mistero Paul Matiasic. Cosa vuole davvero fare il numero uno di Pallacanestro Trieste per dare vita ad un altro club a Roma?
Ricordiamo cosa scriveva ieri sera la Gazzetta dello Sport: «La mossa del gruppo Matiasic racconta il prossimo sviluppo da attendersi: la richiesta nel giro di due-tre settimane, magari dopo l’uscita dai playoff di Trieste, del trasferimento di una seconda società a Roma. Che però, è lo sviluppo delle ultime ore, secondo quanto risulta non sarà il club giuliano: dopo la grande mobilitazione della città e della politica, il basket a Trieste è salvo».
Matiasic ha presentato un’offerta dieci volte superiore per la gestione del PalaEur rispetto a quella di Donnie Nelson secondo la Gazzetta dello Sport, per il Piccolo addirittura venti volte superiore. L’ex GM dei Mavs ha subito presentato ricorso visto che il numero uno del club giuliano ha agito in rappresentanza di un’azienda privata, non di un gruppo sportivo.
Ma, appunto, Paul Matiasic vuole creare un club a Roma. Come? Secondo vari organi di stampa la Virtus Roma non pare voler aprire le porte al dirigente statunitense, ma sul Corriere della Sera il presidente del club Massimiliano Pasqualini si esprime così: «Noi siamo la storia e vogliamo onorarla sul campo. Non capisco la logica di alcune scelte, stiamo per annunciare l’ingresso di un importante socio straniero e di un progetto che vuole riportare la Virtus in serie A a breve, là dove le compete. Il resto non è sport, ma una compravendita lontana dalla tradizione e dallo spirito di appartenenza che stiamo provando a far rinascere a Roma». Insomma, un socio straniero, ritorno in A a breve, il pensiero viene.
Quali alternative restano sul tavolo? La Gazzetta dello Sport ricorda di un accostamento di Paul Matiasic a Varese, ma Luis Scola tratta con RedBird, e non vuole portare via la Pallacanestro dalla Città Giardino.





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