Giocare contro un rim protector (Edy Tavares): tecnica e tattica dei fondamentali (di Luca Banchi)

acb Photo / F. Robledano
acb Photo / F. Robledano

Luca Banchi condivide strategie tecniche e tattiche di chi deve affrontare una difesa costruita attorno alle caratteristiche di Edy Tavares, in assoluto il più efficace “rim protector” d’Europa

Archiviata la seconda giornata di Eurolega che proponeva i derby di Atene ed Istanbul con squadre già alla ricerca di riscatto dopo le inattese sconfitte all’esordio (Efes ed Olympiakos) o conferme (Fener e Pana).

L’assenza di tifosi sugli spalti e di grandi stelle come Larkin hanno contribuito a togliere pathos a partite che negli ultimi anni erano rimaste scolpite nella memoria dei tifosi.

Vittorie esterne anche nei derby tedesco e spagnolo dove a destare grande clamore non sono stati tanto i successi di Bayern e Valencia quanto lo scarto finale e l’autorevolezza con cui hanno condotto per quasi l’intera durata della gara.

Oggi voglio soffermarmi nell’analisi di alcune immagini delle due gare fin qui disputate dal Real Madrid (@ Vitoria e vs Valencia) per condividere strategie tecniche e tattiche di chi deve affrontare una difesa costruita attorno alle caratteristiche di Edy Tavares, in assoluto il più efficace “rim protector” d’Europa.

Il centro spagnolo di origine capoverdiana scovato per caso da un turista tedesco in vacanza nell’Isola e segnalato all’organizzazione del Gran Canaria in ACB, ha letteralmente bruciato le tappe negli ultimi 10 anni.

Grazie alla sua altezza (221 cm) ed apertura di braccia (236 cm) rappresenta un ostacolo spesso insormontabile per gli attacchi avversari che trovano il canestro letteralmente oscurato dalle sue gigantesche leve.

Nella stagione 18/19 (quella che gli è valsa il titolo di “best defender” dell’Eurolega ) ha totalizzato 2 stoppate per gara in 20 minuti circa di utilizzo costringendo spesso gli avversari ad alterare la traiettoria delle proprie conclusioni incidendo sensibilmente sulle loro percentuali di realizzazione.

Le immagini che ho raccolto evidenziano come i fondamentali individuali e di squadra possano venire in soccorso degli attaccanti per non perdere di efficacia difronte a tali caratteristiche di intimidazione difensiva.

SCOOP SHOT

Iniziamo dalla clip 1 dove Luca Vildoza, promettentissimo play argentino del Baskonia, penetra sul lato sinistro e trovatosi Tavares sulla spalla destra esegue un perfetto “scoop shot” rendendo vano il tentativo di stoppata.

Questa tipologia di conclusione, tornata in auge grazie a Steph Curry, permette alle guardie di “rubare il tempo” allo stoppatore grazie ad un movimento di apparente semplicità ma che richiede grande destrezza e coordinazione:stacco da terra con la gamba interna dopo un solo appoggio di spinta e raccolta della palla dal basso con la mano esterna(da qui il termine scoop-paletta).

 

INDIANA MOVE

Altro saggio di grande proprietà nell’utilizzo dei fondamentali nella clip 2 quando Vildoza ingaggia Tavares nella fase conclusiva del pick&roll dopo aver fatto sbattere Campazzo sul blocco di Diop.

 

 

Primo movimento “snake” in palleggio che rende vano ogni tentativo di recupero da parte di Campazzo poi arresto di potenza in area e movimento “Indiana” (coach Peterson docet…) che permette a Vildoza di far saltare Tavares sulla finta di tiro, mantenere equilibrio, ed effettuare un giro dorsale sul piede perno e successiva conclusione.

Se amate il gioco non potete che esaltarvi difronte a tanta cura nella tecnica (come fare) e tattica (quando fare) di questi fondamentali.

Più articolato il capitolo inerente il piano partita di Valencia che ha cercato di “stanare” dall’area Tavares grazie alla versatilità dei suoi centri Dubljevic e Tobey capaci di segnare ben 7 canestri da 3 punti contro il Real nella gara di giovedì sera.

La clip 3 e 4 sono un perfetto esempio di come Tavares venga attratto dalle penetrazioni di Kalinic e Vives con Dubljevic che in entrambi i casi rimane posizionato dietro l’arco in attesa del passaggio di scarico dei compagni per un tiro aperto da 3 punti.

RELEASE PASS

Nel primo caso Kalinic punisce l’eccessivo aiuto di Tavares grazie ad un impeccabile arresto di potenza, giro dorsale e “release pass” sapendo già come avrebbe potuto armare il suo centro.

 

NASH DRIBBLE

Nel secondo invece Vives attira Tavares vicino al ferro ed anziché interrompere l’azione utilizza 1-2 extra palleggi per dilatare le distanze tra il centro Madridista e Dubljevic creando un fatale disorientamento difensivo (mancano comunicazione verbale e non!!!!)

Il movimento preventivo di Williams impedisce al giovane Garuba di poter partecipare ad un’eventuale azione di rotazione difensiva per togliere il tiro al centro montenegrino.

La terminologia cestista si è ispirata all’ex playmaker canadese per identificare quei palleggi all’interno dell’area che hanno l’effetto di calamitare le attenzioni del “rim protector” aprendo successive linee di passaggio in area o sull’arco dei 3 punti.

 

HOOK PASS

Nelle clip 5  e 6 Prepelic dà sfoggio di un altro fondamentale molto raffinato che gli permette sul pick&roll prima ed in uscita da un blocco successivamente di liberare il tiro da 3pt di Dubljevic.

Tavares è giustamente impegnato in aiuto per minimizzare il vantaggio acquisito dalla guardia slovena su Causer e Prepelic è bravissimo a superare la pressione difensiva con un “hook pass” sopra la testa di ammirevole precisione ed efficacia, purtroppo ancora tardiva la rotazione dei difensori.

Ovviamente aver potuto utilizzare entrambi i blocchi verso destra ha permesso a Prepelic di sfruttare la sua mano forte sia nell’azione di palleggio che di passaggio.

 

BLOCCHI MULTIPLI

La clip 7 evidenzia come Valencia abbia voluto enfatizzare la carenza di mobilità difensiva di Tavares impegnandolo su azioni “multiple” di blocco (pick&roll, pick&pop, hand off) senza fermarsi ad esplorare la sola prima opzione con l’effetto di dilatare irrimediabilmente le distanze tra lui e Dubljevic innescato in questo caso dal un perfetto passaggio di Vives.

Ancora una volta l’attacco del Valencia dà dimostrazione di grande sintonia con Kalinic capace di prevedere l’azione di Dubljevic agevolata dal preventivo taglio a canestro dell’ala serba.

 

Prima di congedarmi vorrei sensibilizzare la vostra attenzione sul valore della tecnica individuale e come questa abbia ancora il potere di influenzare il gioco a dispetto di una sempre più elevata ricerca di gesti fisici ed atletici eseguiti ad altissima velocità.

di Luca Banchi

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