NBA Europe, Gallinari punta alla stagione 2027-28
Danilo Gallinari guarda con interesse al progetto NBA Europe e si augura che la nuova competizione possa prendere il via già nella stagione 2027-28. Per l’ex giocatore NBA, tuttavia, il successo dell’iniziativa dipenderà soprattutto dalla capacità di trovare un’intesa con l’EuroLeague.
«Mi auguro solo che si possa iniziare nel 2027-28. È molto difficile, ma si può fare. E soprattutto mi auguro si trovi un accordo tra NBA ed EuroLeague, che dopo l’NBA è la lega migliore del mondo. Serve collaborazione, ma se la troviamo facciamo fuochi d’artificio», ha dichiarato Gallinari.
Il suo auspicio è quindi che le due organizzazioni riescano a collaborare, anziché sviluppare progetti separati, per valorizzare ulteriormente il basket europeo.
Gli anni ai Knicks e il consiglio di Jamal Crawford
Gallinari ha poi ripercorso i suoi primi anni in NBA, ricordando l’importanza dell’esperienza a New York e, in particolare, dei consigli ricevuti da Jamal Crawford.
«Incontrai Jamal Crawford, uno dei miei veterani preferiti. Mi fece capire come dovevo cambiare il mio gioco: mi disse quello che Phil Jackson disse a Toni Kukoc, che quando ricevevo la palla dovevo già sapere cosa fare».
Un insegnamento che ha contribuito alla sua crescita durante i primi passi nella lega americana.
Gallinari e il retroscena sullo show delle Kardashian
L’ex giocatore dei Knicks ha anche raccontato un curioso episodio risalente alla sua esperienza a New York, quando ebbe la possibilità di partecipare a un nuovo format dello show della famiglia Kardashian.
«Lei stava facendo un nuovo format per lo show di famiglia e chiese ai Knicks se c’era qualche giocatore interessato. Il PR della squadra venne da me. Per una settimana facevo allenamento al mattino e al pomeriggio, con il PR della squadra, incontravamo la produzione per capire se si poteva fare».
Alla fine Gallinari decise di rifiutare, soprattutto per l’impossibilità di avere il controllo sul copione.
«Era una decisione che ti avrebbe cambiato la vita, come successe al povero Kris Humphries: finì per accettare lui e in ogni palazzetto in cui andava veniva fischiato solo per quello».





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