Will Wade difende la sua ‘strategia’ per LSU: “Tutti si aspettano un nostro fallimento…Nel caso me ne assumerò la responsabilità”

Ancora nessuna novità sulle posizioni di Niang e degli altri giocatori ancora senza eleggibilità

Will Wade, tornato in estate sulla panchina di LSU, non ha nessuna intenzione di cambiare approccio nella costruzione del roster. Il nuovo tecnico dei Tigers ha scelto di puntare su diversi giocatori la cui eleggibilità per la prossima stagione è ancora in discussione, una strategia a suo dire necessaria per provare a rilanciare immediatamente il programma, reduce da annate povere di successi.

Tra i giocatori che ancora non sanno se potranno difendere i colori di LSU, oltre al ‘nostro’ Saliou Niang, ci sono RJ Luis (ex stella di St. John’s, che lo scorso anno ha firmato due contratti Two-Way ma senza giocare nessuna partita ufficiale), il forte duo di guardie ex UCLA Skyy Clark e Donovan Dent (autorizzati da un tribunale della California a giocare per i Tigers) e Brice Dessert (big man francese ex Anadolu Efes).

Sembrano più solide le posizioni di Michael Ruzic e Marcio Santos, altri due atleti che hanno giocato da professionisti ad alto livello in Europa.

Wade ha difeso apertamente le proprie scelte, anche se con paragoni a dir poco particolari:

“Non mi nascondo. Quello che stiamo facendo non è convenzionale. Lo capisco. Ma 20 anni fa anche Airbnb era non convenzionale. Tutti alloggiavano in hotel. Quindici anni fa prendevi un taxi per andare ovunque. Ora usi Uber. Il fatto che qualcosa non sia convenzionale non significa che non possa funzionare.”

Il coach ha però riconosciuto il rischio della strategia: “Potrebbe non funzionare. In quel caso potrete scrivete di quanto io sia stato stupido. Lo capirei….”

Wade ha poi ribadito di essere pronto ad assumersi tutte le responsabilità in caso di fallimento:

“Non abbiamo intenzione di cercare nessuna scusa. Questo è ciò che siamo, questo è quello che stiamo facendo. È la strada che abbiamo scelto e la percorreremo. Tutti si aspettano un nostro fallimento. Va bene. Nel caso me ne assumerò la responsabilità.

Per il resto non vedo lati negativi….Ci siamo dati la possibilità di ottenere qualcosa di straordinario e, se non saremo competitivi, dovremo semplicemente attraversare un altro anno difficile. Ne abbiamo già avuti alcuni qui.”

Non sono tornato solo per provare ad andare al torneo NCAA; sono qui per provare a vincere. Dobbiamo fare meglio rispetto alla mia prima volta qui. E ho scelto la strada che ci darà la miglior possibilità di riuscirci.”

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