Valerio Antonini, l’ora della verità: domani può partire l’iter per la radiazione

Valerio Antonini Radiazione
Valerio Antonini Radiazione

La voce “Pratiche Legali” nell’ordine del giorno del Consiglio Federale potrebbe aprire la procedura contro l’imprenditore e portare alla revoca dell’affiliazione della Trapani Shark

Per Valerio Antonini potrebbe essere arrivato il passaggio più delicato dello scontro con la Federazione Italiana Pallacanestro. Il Consiglio Federale convocato domani, 16 luglio, al Salone d’Onore del Coni potrebbe infatti dare il via all’iter per la sua radiazione come tesserato e alla revoca dell’affiliazione della Trapani Shark. Il punto sarebbe contenuto nell’enigmatica voce “Pratiche Legali” inserita nell’ordine del giorno.

Secondo quanto riferisce Tuttosport, la Federazione sarebbe pronta a rivolgersi nuovamente al Tribunale Federale dopo le inibizioni, le sanzioni e l’esclusione della società dal campionato dello scorso gennaio. Alla base del nuovo procedimento ci sarebbero soprattutto le numerose multe comminate ad Antonini e al club, che non sarebbero mai state pagate. Il possibile doppio provvedimento rappresenterebbe la conclusione federale della vicenda e renderebbe impraticabile anche il progetto annunciato dall’imprenditore di trasferire la Shark a Palermo.

Antonini, però, non mostra alcuna intenzione di arretrare. Anzi, considera l’eventuale radiazione un ulteriore elemento da utilizzare nel contenzioso giudiziario contro la FIP. «Certamente lo faranno. Perché io 800 mila euro di multe inventate non ho la minima intenzione di pagarle», ha scritto sui social, sostenendo che proprio l’avvio del procedimento potrebbe aumentare l’entità del risarcimento richiesto dai suoi legali.

La linea del patron rimane quella dello scontro frontale. «Il 16 luglio si decide non la radiazione della Trapani Shark, che il presidente federale ha già programmato da gennaio, ma se dopo la sentenza Agnelli, oltre alla riammissione in Serie A per un titolo appartenente al sottoscritto, ci saranno milioni e milioni di euro di danni da pagare». Una ricostruzione personale, che contrappone alla giustizia sportiva la convinzione che i tribunali ordinari possano ribaltare le decisioni federali e riportare Trapani nel massimo campionato.

Il piano annunciato nelle ultime settimane prevedeva il trasferimento dell’attività sportiva a Palermo, dove Antonini ha indicato il Velodromo come nuova sede delle partite. Un progetto presentato come la ripartenza della società lontano da Trapani, ma che rischia di essere neutralizzato prima ancora di prendere forma. Senza affiliazione, infatti, verrebbe meno la possibilità stessa di iscrivere la squadra alle competizioni organizzate dalla FIP.

Lo scontro sportivo si intreccia ormai con quello istituzionale e territoriale. Antonini ha annunciato ricorsi al Tar, esposti alla Corte dei Conti e richieste risarcitorie nei confronti del Libero Consorzio, contestando il canone richiesto per l’utilizzo dello stadio Provinciale e la mancata compensazione dei lavori effettuati. L’ente pubblico sostiene invece di non poter riconoscere compensazioni fuori dalle procedure amministrative e continua a chiedere il pagamento di canoni e utenze previsti dalla convenzione.

Nelle ultime ore, però, la contrapposizione ha superato i confini delle aule giudiziarie. Dopo aver annunciato l’addio al Provinciale, Antonini ha attaccato duramente anche la città, definendo Palermo il luogo adatto per «sganciarsi dalla mediocrità e pateticità» vissute a Trapani. Poi il messaggio rivolto ai contestatori: «Ciao ciao sfigati! Ora tornate a rosicare il pane». Parole che hanno segnato una rottura profonda con una parte della tifoseria che lo aveva inizialmente accolto come l’uomo del rilancio.

Domani il Consiglio Federale potrebbe trasformare una guerra di dichiarazioni in un procedimento formale. L’eventuale radiazione non sarebbe immediata, ma rappresenterebbe l’apertura di un iter destinato a passare dal Tribunale Federale e dagli eventuali successivi gradi di giudizio. Antonini promette di rispondere nelle sedi civili e amministrative. La FIP, invece, sembra pronta a chiudere definitivamente il capitolo Trapani Shark all’interno del proprio ordinamento.

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