Paul Matiasic finisce al centro del mirino. Il Consiglio Federale convocato domani pomeriggio, 16 luglio, al Salone d’Onore del Coni dovrà pronunciarsi sulle iscrizioni ai campionati, ma dietro gli adempimenti formali si nasconde uno dei casi più intricati dell’estate del basket italiano. L’avvocato californiano ha lasciato ufficialmente Pallacanestro Trieste per guidare l’operazione che ha trasferito la Pallacanestro Brescia nella capitale, dando vita a Maxima Roma. Resta però da comprendere quanto sia stata netta e definitiva la separazione dal club giuliano.
La ricostruzione societaria parte dal gennaio 2023, quando Cotogna Sports Group acquistò il 90% della Pallacanestro Trieste. Richard de Meo, Connor Barwin, John Jefferies e Matiasic furono i principali volti dell’operazione americana. Nel marzo 2024 CSG salì al 99% delle quote e nell’agosto successivo Matiasic assunse il pieno controllo del gruppo. Il 25 giugno 2026 è stato poi annunciato il passaggio delle quote di maggioranza di Cotogna Sports Group a Newport Holdings LLC, con Connor Barwin indicato come nuovo presidente di Trieste.
Proprio quest’ultimo passaggio alimenta interrogativi. Secondo quanto riferito da Tuttosport, tra gli addetti ai lavori circola l’ipotesi che Matiasic possa avere conservato un’influenza sostanziale sulla società giuliana nonostante la cessione annunciata. Uno scenario da verificare, ma particolarmente delicato alla luce dei regolamenti federali, che non consentono allo stesso soggetto di detenere il controllo di due club iscritti alla medesima categoria. Secondo quanto appreso da Sportando, già alcuni mesi fa Matiasic avrebbe richiesto a LBA la possibilità di una deroga. La contemporanea presenza di Trieste e Maxima Roma in Serie A rende quindi indispensabile chiarire proprietà, finanziamenti, rapporti societari e reali centri decisionali.
Anche l’immobilismo di Trieste ha contribuito ad aumentare i dubbi. Dopo l’annuncio della nuova proprietà, il Consiglio di amministrazione non ha ancora completato il proprio riassetto e il mercato è rimasto sostanzialmente fermo negli annunci ufficiali. Michele Ruzzier e Francesco Candussi rappresentano le prime certezze, mentre la conferma di Lodovico Deangeli sarebbe ormai definita. Più complessa la posizione di Markel Brown, legato da un contratto considerato oneroso per un club che, senza la potenza economica garantita in precedenza da Matiasic, dovrebbe operare con un budget ridimensionato.
Il nuovo assetto dovrà inoltre affrontare la questione della gestione del PalaRubini e dare piena operatività al general manager Michael Arcieri, impegnato alla Summer League nella ricerca dei giocatori con cui ricostruire il roster. La vendita a Newport Holdings è stata presentata come l’inizio di una nuova fase, ma per trasformare l’annuncio in una vera discontinuità serviranno nomi, deleghe e risorse chiaramente identificabili.
Il riserbo avvolge intanto anche il mercato di Maxima Roma. La nuova società dispone già di contratti importanti, a partire da Miro Bilan e John Brown III. Tuttavia le operazioni sarebbero portate avanti direttamente dallo stesso avvocato americano, senza che sia ancora emersa una struttura dirigenziale pienamente riconoscibile. Un altro elemento che non contribuisce a rendere più chiaro il confine tra il progetto romano e il recente passato triestino. Maxima giocherà al PalaEur e ha ottenuto anche l’accesso all’EuroCup, confermando la portata delle ambizioni di Matiasic.
Sul caso pesa infine l’eredità economica della gestione precedente. Secondo i dati riportati da Tuttosport, il bilancio 2024-25 di Pallacanestro Trieste si sarebbe chiuso con una perdita vicina ai cinque milioni di euro, con investimenti largamente superiori ai ricavi prodotti. Matiasic ha consentito al club di tornare ai vertici e di affacciarsi nuovamente in Europa, ma ora Trieste deve dimostrare di poter sopravvivere anche senza il suo sostegno. L’avvocato americano, invece, dovrà convincere la Federazione di essere uscito realmente da una società prima di poter guidare l’altra. Domani non sarà necessariamente il giorno di tutti i verdetti, ma potrebbe essere quello delle prime risposte. E, soprattutto, della fine delle zone d’ombra.





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