De Conti, una vera istituzione a Treviso
Tecnica, schemi e tattica sono elementi fondamentali nella costruzione di una squadra, ma nel periodo di Ferragosto il lavoro più importante è quello del preparatore atletico.
A Treviso Basket questo ruolo è affidato a Dario De Conti, 42 anni a dicembre e alla nona stagione consecutiva con il club di Marca. Il prossimo anno raggiungerà quindi la doppia cifra, diventando una delle figure con maggiore anzianità all’interno della società.
Laureato a Udine in Scienze motorie e Scienza dello sport, De Conti ha insegnato nelle Università di Udine e Padova ed è autore di diverse pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate.
Prima dell’esperienza a Treviso ha lavorato per cinque anni con l’APU Udine e ha maturato esperienze con le Nazionali giovanili Under 16 e Under 20, oltre che con la Nazionale sperimentale. È inoltre formatore per il Comitato Nazionale Allenatori.
Nel suo lavoro è affiancato dai fisioterapisti Riccardo Pietrobon, Mauro Pozzobon e Nicolò Pavan, tutti confermati anche per la prossima stagione.
Test e doppie sedute per creare un gruppo omogeneo
Con il raduno appena iniziato, la priorità è costruire una condizione fisica uniforme tra i giocatori che facevano già parte della squadra e i nuovi arrivati.
“Siamo appena partiti, si tratta di creare una certa omogeneità nel gruppo, visto che una parte della squadra c’era già l’anno scorso ma l’altra è nuova”, ha spiegato De Conti a Il Gazzettino Treviso.
Durante l’estate, ai giocatori è stato assegnato un programma di lavoro individuale, seguito anche dagli americani. Ora, con il ritorno in palestra, è iniziata la fase dei test.
I primi due giorni sono stati dedicati alle valutazioni presso il centro Kinè di fisioterapia, mentre successivamente sono arrivati altri test sul campo, a Sant’Antonino, insieme allo staff medico.
Da lunedì è previsto il lavoro con l’intero gruppo e l’inizio delle doppie sedute di allenamento, che daranno ufficialmente il via alla preparazione precampionato.
Il vantaggio di arrivare già allenati
Un elemento particolarmente positivo per Treviso è rappresentato dal fatto che i giocatori non siano arrivati al raduno dopo un lungo periodo di inattività.
“È un aspetto decisamente positivo“, ha sottolineato De Conti, spiegando come ormai da anni il club chieda ai propri giocatori di mantenere un determinato livello di attività anche prima del raduno.
L’obiettivo è arrivare all’inizio della preparazione già con una buona base fisica.
“Da quando sono a Treviso la squadra continua a lavorare anche prima del raduno. Tutti hanno capito l’importanza che c’è dietro quell’attività di giugno e luglio, quindi quando tornano si fanno trovare pronti.”
Un approccio che permette allo staff di dedicare immediatamente maggiore attenzione alla costruzione della condizione necessaria per affrontare una stagione lunga e sempre più intensa.
Una pallacanestro sempre più fisica
Il ruolo del preparatore atletico assume un’importanza ancora maggiore in un basket che negli ultimi anni è diventato sempre più intenso, atletico e fisico.
Secondo De Conti, però, è difficile stabilire se sia il gioco a essersi evoluto o se siano stati i giocatori a determinare questa evoluzione.
“Non so se sia la pallacanestro ad evolversi oppure i giocatori che fanno sì che il gioco si evolva. In ogni caso io sono a disposizione.“
Una cosa è certa: anche i metodi di preparazione devono cambiare continuamente.
“Ogni anno c’è qualcosa da cambiare”
De Conti sottolinea infatti come le metodologie di lavoro siano profondamente cambiate negli ultimi anni proprio per rispondere alle nuove esigenze della pallacanestro.
“Anche le nostre metodologie sono parecchio cambiate negli ultimi anni, si sono evolute anch’esse proprio perché la pallacanestro richiede in continuazione cose differenti.“
I giocatori di oggi hanno caratteristiche e necessità diverse rispetto al passato e, di conseguenza, cambiano anche le richieste che arrivano dal campo.
Per questo motivo il lavoro dello staff atletico non può essere statico: ogni stagione richiede aggiornamenti, nuove valutazioni e, quando necessario, la modifica di ciò che non ha funzionato al meglio.
“Ogni anno c’è qualcosa da cambiare o che magari non ha funzionato al massimo. Ed allora ecco il naturale bisogno di adeguarsi.“
A Treviso, dunque, la nuova stagione è già iniziata. E prima ancora che schemi e tattiche prendano forma, la priorità è costruire la base fisica sulla quale la squadra dovrà poggiare per tutta l’annata.
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