Dan Peterson: “Napoli squadra seria, Virtus Bologna ben allenata, a Milano mancano un play e un pivot”

Dan Peterson
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Nel suo editoriale “In Contropiede” su La Gazzetta dello Sport, Peterson ha analizzato l’inizio di stagione delle tre squadre, evidenziandone pregi e criticità.

Dan Peterson ha fatto il punto sull’inizio di stagione di tre delle principali realtà del basket italiano: Napoli, Virtus Bologna e Olimpia Milano. Nel suo editoriale “In Contropiede”, pubblicato su La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore ha stilato una sorta di top 3, mettendo in evidenza le caratteristiche delle squadre e, nel caso dell’Olimpia, anche le principali difficoltà emerse nelle prime settimane.

  1. Napoli

«Squadra seria! Coach Jasmin Repesa, uno che ha vinto scudetti in tre Paesi, già alla prima giornata ha dato una lezione forte alla Maxima, a Roma. Poi ha vinto in casa con Reggio Emilia (uscita dai blocchi di partenza con qualche ritardo). Napoli ha messo insieme una squadra di “killer”: Marco Spissu, John Petrucelli e altri. Personalità vincente. Possono solo migliorare».

  1. Virtus Bologna

«Aveva dato segni di vita con una rimonta pazzesca contro l’Armani a Milano in Eurolega, da – 15 a pari per poi perdere allo scadere. Squadra piccola, veloce e cattiva, ben allenata da Alex Mumbrù. Dopo due sconfitte di misura in Eurolega, la Virtus ha battuto nientemeno che l’Olympiacos! In Serie A ha sbancato Varese, 90-69, poi ha battuto la Maxima Roma a Bologna. Ha gente che lotta, salta e veterani leader come Daniel Hackett».

  1. Olimpia Milano

«Dopo la Supercoppa sta facendo una fatica enorme. Ha strappato una vittoria in Eurolega e una in Serie A per un pelo. La sconfitta a Verona, contro una squadra neopromossa, è un campanello d’allarme. Milano non può finire con solo 72 punti, non può sbagliare cose banali come una rimessa. La squadra è totalmente rinnovata, ma si notano almeno tre problemi: (a) blackout importanti; (b) la mancanza di un vero pivot; (c) la mancanza di un vero play. Coach Peppe Poeta ha preso le frecce nel proprio petto assumendosi le colpe a Verona. Ma la squadra deve giocare meglio».

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