Smart: Non si nasce razzisti, è un qualcosa che viene insegnato….

Smart ha raccontato un episodio che lo ha segnato profondamente.

Marcus Smart, guardia e giocatore simbolo dei Boston Celtics, ha pubblicato su ThePlayersTribune un post che ripercorre la sua esperienza con il COVID 19, i momenti nella ‘bolla’ di Orlando e quelli in cui ha subito sulla sua pelle il razzismo.

Riportiamo la parte in cui racconta un episodio che lo ha segnato profondamente.

“E’ successo qualche anno fa, dopo una vittoria al Garden. Una mamma con un bambino di 5-6 anni stava attraversando con il rosso, e c’erano delle auto che erano già ripartite, gli urlai con educazione di fare subito per evitare un incidente…lei indossava una maglia dei Celtics di Isaiah Thomas, e c’erano tanti altri fan, pensavo fosse tutto ok. E invece si girò verso di me e urlò: F*** you, you f***ing n-word!!!!.

Per un secondo mi sembrò di non riuscire a respirare…Sul serio si era rivolta a me in quel modo?
Non ero una persona per questa donna. Ero solo una forma di intrattenimento. Niente di più. E, credetemi, ci è voluto ogni grammo di moderazione nel mio corpo per non maledirla.
Pochi secondi dopo, sono partito. Volevo solo che finisse tutto.
Ma penso molto a quella notte, a quel momento. E più di ogni altra cosa, penso a quel ragazzino che era con lei. Penso a quel ragazzo tante volte e, onestamente, ora più che mai. Tutto ciò che riguarda quell’esperienza mi rende così triste per lui. Voglio dire, vomitare apertamente odio in quel modo? Di fronte a un bambino?

Mi ricorda solo che il razzismo non è qualcosa con cui sei nato. Viene insegnato. E il fatto che le persone siano effettivamente là fuori a insegnare ai loro figli – attraverso le loro parole e azioni – come essere razzisti… mi spezza davvero il cuore.

Decine di volte da quell’incontro, ho pregato per quel bambino che quella notte stringeva la mano di sua madre. Per il suo futuro. E per tutti i ragazzi che sono stati educati all’odio piuttosto che all’amore.

Nessun bambino dovrebbe essere esposto a questo. I nostri figli meritano di meglio.

Sono il nostro futuro, quelli che decideranno come andranno le cose da qui in avanti”

Fonte: ThePlayersTribune.

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