Il mondo NBA continua a fare i conti con le conseguenze dello scandalo scommesse che ha travolto Jontay Porter. Dopo il ban a vita inflitto al giocatore dei Toronto Raptors nell’aprile 2024 per aver manipolato le proprie prestazioni in due partite, la Lega e l’associazione giocatori (NBPA) stanno ora valutando ulteriori restrizioni alle prop bet, ovvero le scommesse su statistiche individuali.
“Proteggere l’integrità del gioco è la nostra priorità – ha dichiarato un portavoce NBA a ESPN – e crediamo che limitazioni ragionevoli alle prop bet meritino seria considerazione”.
Porter, che si è dichiarato colpevole lo scorso luglio, ha lasciato volontariamente il campo in due occasioni nella stagione 2023/24 per favorire le scommesse ‘under’ a lui collegate. Il caso ha spinto l’NBA a chiedere ai partner di bloccare le giocate sugli “under” dei giocatori con contratti two-way, la stessa tipologia di accordo che aveva Porter.
Anche due giocatori più affermati, Terry Rozier e Malik Beasley, sono stati ascoltati nell’ambito di alcune inchieste, ma senza essere incriminati. La NBPA dal canto suo, pur definendo quello di Porter un episodio isolato, ha espresso forte preoccupazione anche per le crescenti molestie che i giocatori ricevono sia online che dal vivo da parte di scommettitori delusi dall’esito delle proprie prop bet.
Il tema non riguarda più solo la NBA. In Ohio il governatore Mike DeWine ha chiesto il divieto delle microbet (scommesse su singole azioni, come il risultato di un lancio nel baseball), mentre in New Jersey è stata depositata una proposta di legge per limitarle drasticamente. Anche MLB e NFL stanno osservando la situazione da vicino.
Il messaggio, però, è chiaro: dopo il caso Porter, la NBA non vuole più correre rischi e si prepara a una nuova stretta per proteggere il gioco.





Commenta
Visualizza commenti