L’allenatore dell’Anadolu Efes Pablo Laso ha parlato ai microfoni di SKWEEK del futuro della squadra dopo la partenza di Shane Larkin, spiegando le strategie del club durante il mercato estivo e sottolineando l’importanza della crescita collettiva rispetto ai singoli protagonisti.
Il tecnico spagnolo ha ribadito come l’Efes non possa dipendere da un solo giocatore e debba mantenere la propria identità al di là delle individualità.
“Sappiamo che l’Efes è un club che deve stare più in alto. Per riuscirci dobbiamo fare tante cose nel modo giusto. In questa risposta non ho parlato né di Shane Larkin, né di Jordan Loyd, né di Ercan Osmani, né di Pablo Laso. L’Efes deve essere superiore a ogni giocatore e a ogni allenatore”, ha dichiarato.
Laso ha poi riconosciuto l’importanza di Larkin nella storia recente del club, sottolineando il suo enorme contributo ai successi della squadra turca.
“Shane Larkin è stato uno dei migliori giocatori in Europa negli ultimi 10-15 anni. Ha portato dei titoli all’Efes. Non sarebbe corretto dire che siamo contenti perché Larkin se n’è andato. Ma come squadra dobbiamo andare avanti e continuare a crescere”.
L’allenatore ha spiegato di non aver avuto colloqui con la stella americana riguardo al suo addio, ricordando anche il lungo periodo trascorso lontano dal campo a causa dell’infortunio.
“No, non ho parlato con lui. Quando sono arrivato a dicembre, Shane non è riuscito a stare con la squadra quasi fino ad aprile. Dopo il suo rientro, però, ci ha dato un contributo importante”.
Guardando alla costruzione del nuovo roster, Laso ha evidenziato la necessità di rinforzare il reparto lunghi dopo la partenza di Vincent Poirier.
“Vincent Poirier è stato uno dei lunghi più dominanti d’Europa. Il suo contratto è terminato e, a causa dell’infortunio che ha avuto, non siamo riusciti a proseguire insieme. Per questo motivo dovevamo migliorare quella posizione”.
Tra i nuovi arrivi, il tecnico ha parlato anche di Dario Saric, sottolineandone la capacità di ricoprire più ruoli.
“Saric può giocare sia da quattro sia da cinque. Conosce il club e conosce Istanbul. Darà un contributo importante alla nostra rotazione degli interni”.
Laso ha poi commentato l’arrivo di Matthew Strazel, destinato a dare nuove soluzioni al reparto esterni.
“Può giocare sia da uno sia da due. Sa segnare, sa passare la palla e legge bene il gioco. Ma non possiamo aspettarci che un solo trasferimento cambi tutto”.
L’allenatore dell’Efes ha inoltre voluto ampliare la valutazione su Jordan Loyd, spesso considerato soltanto un realizzatore, e ha chiarito il ruolo di PJ Dozier, utilizzato spesso fuori posizione nella scorsa stagione.
“Molti vedono Jordan Loyd soltanto come uno scorer. Io invece lo considero un giocatore capace di guidare il gioco. Per quanto riguarda PJ Dozier, lo scorso anno siamo stati costretti a utilizzarlo molte volte da ala piccola. In realtà le sue posizioni naturali sono l’uno e il due”.
Infine, Laso ha sottolineato la necessità di avere maggiore fisicità nel reparto ali e ha invitato alla pazienza per il ritorno di Georgios Papagiannis dopo il lungo stop.
“Non si può aspettare che un giocatore rimasto lontano dal basket per 10 mesi torni subito al massimo livello nella prima partita. Papagiannis ci darà molto, ma ha bisogno di tempo”.
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