Mike D’Antoni diventa un Hall of Famer

Mike D’Antoni
Mike D’Antoni

L’ex allenatore dei Phoenix Suns è stato inserito nella classe 2026 della Naismith Basketball Hall of Fame. Con la sua squadra ha contribuito a cambiare il volto dell’attacco NBA.

Dopo essersi affermato come giocatore e allenatore in Italia, Mike D’Antoni ha contribuito a rivoluzionare la NBA alla guida dei Phoenix Suns. La sua squadra, diventata famosa come quella dei “Seven Seconds or Less”, ha trasformato il modo di interpretare l’attacco attraverso ritmo elevato, pick-and-roll, pace and space e un utilizzo sempre maggiore del tiro da tre punti.

Durante il suo discorso per l’ingresso nella Naismith Basketball Hall of Fame, D’Antoni ha ricordato alcuni dei protagonisti di quella squadra, tra cui Amar’e Stoudemire e Steve Nash.

«A Phoenix avevamo un talento incredibile: Shawn Marion, Quentin Richardson, Boris Diaw, Raja Bell, Joe Johnson, Grant Hill e questo ragazzo, Amar’e Stoudemire. Amico mio, Amar’e, hai schiacciato in testa a così tante persone che è pazzesco», ha raccontato D’Antoni. «Poi abbiamo firmato quel giocatore di calcio canadese dai capelli lunghi: Steve Nash. Steve, sono orgoglioso che i tuoi due titoli di MVP siano arrivati con i Suns. Tutti voi siete il motivo per cui allenare è così gratificante».

D’Antoni ha sottolineato anche il coraggio mostrato da giocatori e allenatori nel portare avanti un modo di giocare allora considerato innovativo: «I nostri giocatori e allenatori hanno avuto il coraggio di abbracciare un modo diverso di giocare e, insieme, abbiamo influenzato il gioco».

L’ex coach ha poi riassunto così l’eredità lasciata dal suo percorso: «La Hall of Fame parla dell’impatto che lasci e il mio è semplice. Abbiamo reso il gioco un po’ più veloce, un po’ più brillante e molto più divertente. Sono l’uomo più fortunato del mondo. Ho passato la mia vita facendo ciò che amo al fianco delle persone che amo».

A presentare D’Antoni durante la cerimonia sono stati Jerry Colangelo, Bob McAdoo, Steve Nash, Amar’e Stoudemire e Rod Thorn.

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