Coach Marco Sodini, reduce dal bronzo con la nazionale italiana ad EuroBasket U18, è stato intervistato da Fabrizio Fabbri per il Corriere dello Sport.
Ecco alcune delle sue dichiarazioni, nelle quali ha parlato di ciò che è appena accaduto con la Nazionale U18 e del futuro.
Sul bronzo conquistato ad EuroBasket U18: “Siamo decollati per Roma alle 3.30 dopo aver vinto la finale contro la Lettonia. Nelle prime ore non ho avuto modo di fare troppo mente locale. Scorrevano nella testa le immagini non solo di quella partita ma di tutto il torneo. Poi, una volta arrivato a destinazione, ho tirato fuori la medaglia dalla valigia e da lì tutto è apparso più chiaro. Abbiamo ottenuto un gran risultato.
Questo invece il commento sui complimenti, arrivati anche dall’estero, per il modo in cui hanno giocato i suoi azzurrini: “È il mio modo di intendere questo sport. Chi mi conosce non si è sorpreso nel vedere giocare questa nazionale. Cerco di intervenire poco negli allenamenti
per lasciare spazio all’inventiva e al talento”.
Invece questa la sua opinione sul futuro dei giovani nel basket italiano: “Devono giocare, su questo non ci piove. Sbaglieranno? E chi da giovane non l’ha fatto? Io dico sempre che reazione all’errore è più importante dell’errore stesso. Se qui da noi lo spazio per i giovani si restringe, dall’altra parte dell’Oceano, negli USA, c’è la NCAA che iniziando a pagare i migliori talenti è diventato un competitor quasi irraggiungibile. Il coraggio lo si trova. Come ad esempio fece, e parlo di tanti anni fa, Cantù mettendo in quintetto un giovanissimo Antonello Riva”.





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