Giovanni Emejuru: “La NBA resta un obiettivo, ma non voglio che diventi un’ossessione”

Giovanni Emejuru è una delle note più interessanti della finestra di luglio di Italbasket. Centro classe 2002 di 208 centimetri
Giovanni Emejuru Nazionale Italiana Maschile Senior - 2027 FIBA Basketball World Cup European Qualifiers Italia Italy - Lituania Lithuania FIP 2026 Bologna, 05/07/2026 Foto B.Costantini/ Ciamillo-Castoria

Il centro della Nazionale italiana racconta a Beppe Nigro de La Gazzetta dello Sport il percorso dagli inizi tardivi nel basket alla Summer League con Denver e la scelta di Roma

Otto anni fa Giovanni Emejuru non giocava ancora a basket. Oggi, a 23 anni, è nel giro della Nazionale italiana e si prepara ad affrontare in pochi giorni due dei centri più importanti della NBA: Jusuf Nurkic e Nikola Jokic.

In un’intervista a Beppe Nigro de La Gazzetta dello Sport, Emejuru ha raccontato il suo percorso, dagli inizi nella pallacanestro fino alle esperienze negli Stati Uniti e alla scelta di proseguire la propria carriera con il BC Roma SPQR.

Dagli inizi a 15 anni alla Nazionale italiana

Emejuru ha iniziato a giocare a pallacanestro relativamente tardi, intorno ai 15-16 anni, dopo aver trascorso i primi anni della sua vita a San Severino Marche, dove è nato da genitori nigeriani.

“Ho iniziato a giocare a pallacanestro piuttosto tardi, verso i 15 o 16 anni”, ha raccontato. A spingerlo verso questo sport è stato anche il momento in cui Kobe Bryant si stava ritirando.

“Vedevo il suo nome ovunque e così ho iniziato a fare delle ricerche per capire chi fosse. Ho scoperto la NBA, ho iniziato a guardare i video di Russell Westbrook e di altri campioni”.

Un amico che aveva appena iniziato a giocare in una squadra locale lo convinse poi a entrare in palestra: “Ho detto che volevo iniziare anch’io”.

 

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L’esperienza al college e la crescita negli Stati Uniti

Dopo gli inizi, Emejuru ha costruito il proprio percorso universitario negli Stati Uniti, giocando per Sam Houston State, Siena, George Mason ed East Carolina.

Il centro azzurro considera fondamentale l’esperienza NCAA per la propria crescita.

“Consiglierei assolutamente l’esperienza del college. A me ha aiutato tantissimo, specialmente nel contesto attuale con le nuove opportunità legate al NIL”.

Secondo Emejuru, è proprio negli Stati Uniti che il suo gioco è migliorato maggiormente, anche se molto dipende dal livello dell’università e della squadra scelta.

Come è arrivata la chiamata della Nazionale italiana

Giocare con la Nazionale era un obiettivo che Emejuru aveva da tempo. Una figura fondamentale nel percorso è stata Riccardo Fois, che lo aveva contattato quando giocava il Next Generation Tournament.

“Mi ha aiutato molto a trovare il college giusto, parlando con diverse scuole per mio conto. Siamo rimasti sempre in contatto”.

Nel 2023 Emejuru ha avuto l’opportunità di unirsi al raduno della Green Team, esperienza che ha definito fantastica. Dopo essere tornato a indossare l’azzurro nelle ultime finestre di qualificazione, oggi è parte del gruppo della Nazionale maggiore.

Il ritorno nelle Marche con la maglia dell’Italia

Il prossimo appuntamento a Pesaro avrà un significato speciale per Emejuru, che è nato a San Severino Marche e ha vissuto lì durante i primi anni della sua vita.

“Essere qui a Pesaro ha il sapore del ‘cerchio che si chiude’: sono partito da questi luoghi e ora ci torno da giocatore”.

Il centro ha inoltre ringraziato Gianmarco Pozzecco, Edoardo Casalone e Gigi Datome per la fiducia ricevuta negli anni.

“Sono persino venuti in America a cena con me per conoscermi, facendomi sentire davvero voluto in questo gruppo”.

Emejuru e la possibilità di essere compagno di Jokic a Denver

Uno dei passaggi più curiosi dell’intervista riguarda la possibilità, sfiorata dopo il college, di diventare compagno di squadra di Nikola Jokic ai Denver Nuggets.

“Sì, sarei potuto diventare un compagno di squadra di Jokic!”, ha raccontato Emejuru.

Dopo il college, il giocatore ha sostenuto due allenamenti con Denver. Il primo è andato bene e gli è valso un secondo provino prima del Draft. Successivamente ha giocato la Summer League con i Nuggets, che gli hanno proposto un contratto Exhibit 10.

Alla fine, però, Emejuru ha scelto Roma.

“Erano due ottime opzioni sul tavolo. L’opportunità NBA era allettante, ma il progetto di Roma mi affascinava particolarmente e ho preferito prendere quella direzione”.

“La NBA resta un obiettivo, ma non voglio che sia un’ossessione”

Emejuru non ha nascosto l’ambizione di arrivare un giorno nella NBA, ma vuole evitare che il sogno diventi una pressione.

“Dopo i provini e la Summer League ho percepito che la distanza è sottile, ma allo stesso tempo c’è ancora del margine da colmare”.

“La NBA resta un mio obiettivo, ma non voglio che sia un’ossessione ‘o la NBA o niente’. Gioco già a un livello molto alto, tra il campionato italiano e le competizioni europee, quindi l’importante è continuare a migliorare ogni anno”.

Il futuro da ala forte e l’intesa con Nico Mannion

Emejuru vede il proprio futuro principalmente nel ruolo di ala grande.

“In prospettiva vorrei evolvermi nel ruolo di ala grande. Qui in Nazionale conosco bene il mio ruolo: sono a disposizione per fare tutto ciò che serve per vincere, qualificarci ai Mondiali e puntare alle Olimpiadi”.

Il giocatore vuole inoltre migliorare il tiro da fuori, il passaggio e la lettura del gioco per diventare più completo.

A Roma ritroverà Nico Mannion, con il quale ha già sviluppato una buona intesa in Nazionale.

“Con Nico c’è un’ottima intesa. Nell’ultima finestra di gare mi cercava spesso con i passaggi e sto imparando a capire dove vuole che gli porti i blocchi e in quali zone del campo preferisce trovarmi”.

L’entusiasmo per il nuovo progetto del BC Roma SPQR

Emejuru ha infine parlato con entusiasmo della nuova esperienza nella Capitale.

“Sono davvero entusiasta di questa nuova avventura a Roma. È una grande opportunità far parte di questo progetto fin dall’inizio e non vedo l’ora di affrontare questa sfida”.

La Nazionale, intanto, rappresenta per lui un’importante occasione di crescita. Il lavoro dello staff guidato da Luca Banchi, insieme a Marco Ramondino, Adriano Vertemati, Ricky Fois, Iacopo Squarcina e Adam Filippi, sta contribuendo a migliorare la sua comprensione del gioco e la cura dei dettagli.

“Il mio obiettivo principale in campo è portare fisicità, presenza dentro l’area, a rimbalzo e a canestro, ma soprattutto essere un ottimo compagno di squadra e fare tutto il necessario per conquistare le vittorie”.

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