Eric Lombardi: Per vincere l’A2 dobbiamo guardare lontano

Eric Lombardi si racconta in esclusiva a Speak&Roll, rubrica sul basket campano a cura di Stefano Prestisimone - storica firma de Il Mattino - e Davide Uccella

Perché ha scelto Napoli e il Napoli Basket, perché vuole crescere ancora, perché l’A2 è un campionato difficile ma non impossibile da vincere. Dopo i primi tiri, i primi palleggi, le prime sensazioni nel ventre del PalaBarbuto, Eric Lombardi si racconta in esclusiva a Speak&Roll, rubrica sul basket campano a cura di Stefano Prestisimone – storica firma de Il Mattino – e Davide Uccella. A seguire le dichiarazioni più significative.
“CALORE E BELLEZZA: PER QUESTO HO SCELTO NAPOLI” – “Oltre al livello del basket, ho scelto Napoli perché è una città nuova per me stato in cui non sono mai stato. C’è un altro stile di vita e un altro tipo di paesaggio. Inoltre ho sentito parlare molto bene di questa città e del calore che trasmettono le persone che ci vivono.
“UN PIACERE RITROVARE MONALDI E SACRIPANTI” –  “Con entrambi ho condiviso tanto quando abbiamo vinto l’Europeo Under 20: Diego è stato il mio playmaker, Pino il mio coach.  Sono entrambe persone con cui ho un ottimo rapporto e piacere di passare un’altra stagione insieme. Diego dal punto di vista cestistico è un ottimo compagno. Pino ha tantissima esperienza e mi puoi insegnare ancora tanto per migliorare. Non posso che essere contento”.
“TANTI COMPAGNI NUOVI, TANTI NUOVI STIMOLI” – “Alcuni compagni di squadra già li conosco perché ci ho giocato contro in A2.  ma il bello di ogni stagione è anche quello di conoscere gente diversa, il loro stile di gioco – soprattutto degli americani – sapersi adattare. Adattarsi fa parte del nostro lavoro”.
“PER VINCERE L’A2 DOBBIAMO GUARDARE LONTANO” – “Per vincere il campionato non basta vincere qualche partita. Due anni fa a Treviso l’obiettivo era di vincere il campionato fin da subito. Questo obiettivo primo ci era sfuggito e abbiamo dovuto fare i play-off. La nostra forza è stata proprio quella di non focalizzarsi sulla singola partita appena vinta ma ricordarsi che la strada era ancora lunga.  Bisogna lavorare sempre con un obiettivo che non è la partita vinta ma il risultato finale”.
“VOGLIO OFFRIRE UN BASKET ESPLOSIVO” – “Mi considero un giocatore esplosivo. Mi piace regalare spettacolo con schiacciate, stoppate e saltando.  Nell’ultimo periodo però ho migliorato molto il mio punto debole che era il tiro da fuori. Non nasco tiratore ma sto diventando un tiratore costruito, ovviamente prediligo sempre il gioco vicino al ferro ed il contatto”.
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Fonte: Speak&Roll.

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