Non era un esordio come gli altri. Mario Fioretti, per 22 anni assistente silenzioso e fedele di Milano, ha iniziato la sua nuova vita da capo allenatore con una vittoria al Forum, contro il club che lo ha cresciuto e premiato prima della partita. Lo ha fatto con lo stesso stile di sempre: poche parole, tanto lavoro, e una squadra che riflette il suo basso profilo ma anche la sua solidità.
Il successo per 74-71 contro l’Olimpia – reduce dal titolo di Supercoppa ma stanca e decimata – non è solo un episodio: racconta di un Derthona costruito con intelligenza. Il merito va anche al GM Gianmaria Vacirca, un altro ex milanese che in estate ha saputo assemblare un gruppo equilibrato e profondo: dal regista Manjon, chirurgico nei momenti chiave, a Pecchia, anima difensiva e autore della giocata che ha sigillato il colpo.
La partita ha avuto due facce: Milano avanti nel primo quarto con l’energia da Eurolega, Tortona brava a non crollare e a ribaltare l’inerzia con un parziale di 26-2 tra il secondo e il terzo periodo. Quando i padroni di casa sono rientrati, la Bertram non ha perso la testa: ha difeso con ordine e ha trovato i canestri giusti con i suoi uomini di riferimento.
Per Fioretti è la vittoria del metodo: determinazione, organizzazione e la capacità di trasmettere fiducia a un gruppo nuovo. Per Vacirca è la conferma di un mercato coerente, che ha dato a Tortona la fisionomia di una squadra vera. Un debutto che, più che un colpo estemporaneo, sembra il primo passo di un percorso ambizioso.





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