Il primo passo di Trieste in Serie A è stato tutt’altro che regale. L’87-91 subito in casa contro Trapani è un brusco ritorno alla realtà dopo un precampionato che aveva alimentato ambizioni da protagonista. Il debutto di Israel Gonzalez sulla panchina giuliana ha messo in luce più difetti che certezze: difesa inefficace, 17 palle perse e un attacco statico, affidato troppo spesso a iniziative individuali.
Eppure non è il momento di processi. La squadra è ancora in fase di costruzione e il bicchiere mezzo pieno esiste: Mady Sissoko, con 16 punti, 11 rimbalzi e 4/4 ai liberi, ha mostrato presenza e personalità, mentre Ramsey ha chiuso con 20 punti pur forzando molto. Da rivedere invece Toscano-Anderson, frenato dai tre falli di passi, e un Ross che nel finale ha commesso l’errore più pesante sulla rimessa.
Le ambizioni restano, ma il campionato ha già ricordato a Trieste che il talento da solo non basta. La prossima settimana diventa subito un banco di prova decisivo: domani l’esordio in Basketball Champions League a Würzburg, sabato la trasferta di campionato a Napoli. Per Gonzalez e i suoi è tempo di reagire, trovando chimica difensiva e fluidità offensiva: la vera Trieste dovrà iniziare a mostrarsi adesso





Commenta
Visualizza commenti