Achille Polonara ha spiegato alla Gazzetta dello Sport le ragioni del suo addio al basket giocato dopo i tentativi di rientro seguiti alla lunga battaglia contro la malattia.
Polonara ha raccontato di aver ripreso a lavorare fisicamente già da gennaio e di essere tornato a prendere confidenza con il pallone nelle ultime settimane. Ma proprio durante quel percorso si è reso conto che il recupero non gli avrebbe permesso di ritrovare il livello di un tempo, anche alla luce delle due gravi patologie affrontate.
“Avevo iniziato a lavorare fisicamente già a gennaio”, ha detto Polonara. Poi ha aggiunto: “Allenandomi ho capito che non sarei più tornato quello di prima”. Il passaggio più netto è quello sulla decisione finale: “Non riuscivo bene a palleggiare con la mano destra, e non ho più 20 anni: ho avuto due patologie importanti, non aveva senso rischiare”. E ancora: “Volevo essere ricordato per quello che ero in campo, non per quello che sarei stato”.
L’ex azzurro, però, non intende allontanarsi dal suo mondo. “Mi piacerebbe restare nel basket, penso a una carriera da allenatore”, ha spiegato. E ha voluto ricordare anche la vicinanza ricevuta nei momenti più duri: “Anche nei momenti più difficili sono venuti a trovarmi, la loro vicinanza è stata importante”.





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