La seconda esperienza NBA di Guerschon Yabusele è stata un percorso fatto di alti e bassi. Dopo l’ottimo impatto iniziale con i Philadelphia 76ers, il francese ha trovato molto meno spazio ai New York Knicks, dove ha disputato 41 partite senza mai partire titolare e con appena 9 minuti di media in campo.
Una situazione che lo ha portato a cambiare squadra nel corso della stagione e a trasferirsi ai Chicago Bulls, rinunciando però a circa 3 milioni di dollari. Una scelta maturata dopo un confronto con le persone più vicine a lui. Segue l’intervista ad AS.
“Ho parlato con mia moglie, con i miei agenti, con il mio mentore. È una decisione importante. E non è che lo dica con leggerezza, è stato un processo lungo, ci sono state molte domande. Mi sono ricordato di compagni francesi che avevano vissuto situazioni simili, che sono rimasti lì senza giocare per anni. Io non posso farlo. E sono stato io a decidere di andarmene, non loro. Preferisco essere io a prendere questa decisione.”
Nonostante le difficoltà, Yabusele conserva un buon ricordo dell’esperienza nella Grande Mela, pur sottolineando la pressione dell’ambiente.
“A New York, dopo due o tre partite negative, già chiedono che tu venga scambiato.”
L’ex Real Madrid ha poi fatto un paragone tra il gioco dei Knicks e quello della squadra spagnola, spiegando come un approccio più europeo avrebbe potuto cambiare le cose.
“Quello che è curioso è che quando ero lì, se avessimo mosso la palla come facevamo al Real Madrid, un po’ alla europea, facendola girare, spostandola… New York avrebbe finito al primo posto nella conference.”
Il francese ha inoltre raccontato di aver parlato con l’allenatore Mike Brown della propria situazione, senza però trovare una soluzione.
“Mi ha spiegato che voleva che i suoi cinque titolari giocassero 38 minuti ciascuno, più Mitch, che meritava i suoi 26 minuti. E questo ti dà già un’idea di cosa ti aspetta. Quello che mi ha lasciato più perplesso è stato ciò che non ha detto sugli altri. Mi ha parlato dei cinque titolari, mi ha parlato di Mitch, ma non ha parlato di Landry, non ha parlato di Jordan Clarkson, non ha parlato di tutti gli altri che erano lì. Se sommo tutti quei minuti, tecnicamente non ne rimangono più. Così ho capito molto presto che sarebbe stata una stagione molto complicata.”
Ora il futuro di Yabusele riparte dall’Europa, con la firma al Panathinaikos, ma il francese ha anche parlato del compagno di nazionale Victor Wembanyama, sconfitto in finale NBA proprio dai Knicks.
“È un problema senza una soluzione apparente. È ancora così lontano dalla sua versione migliore. Ogni estate arrivi, torni a giocarci contro e lui ha una nuova arma. Quando pensi di conoscerlo, compare qualcosa di nuovo. Per il modo in cui prende posizione con la palla, riesce a giocare contro quello che gli fanno: sa che proveranno a spingerlo, quindi gioca al di sopra di questo, e lì diventa troppo forte.”





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