Virtus, Djordjevic: “L’esonero mi ha ferito. Orgoglioso del rapporto con i giocatori”

Virtus, Djordjevic: “L’esonero mi ha ferito. Orgoglioso del rapporto con i giocatori”

Lunga intervista al coach serbo sulla Gazzetta dello Sport oggi in edicola.

La Gazzetta dello Sport di oggi presenta la supersfida tra Virtus Bologna e Olimpia Milano con una lunga intervista al coach della Segafredo Sasha Djordjevic. Di seguito un estratto delle sue parole.

Su Belinelli: “Arriva a questa sfida con tre allenamenti insieme alla squadra, il primo lo ha fatto giovedì dopo 2 settimane di lavoro solitario. Non dobbiamo mettergli troppa pressione addosso. Sarà lo svolgimento della partita a determinare il suo impiego”.

Su Pajola: “Ale si è fermato per una fascite plantare al piede destro. È emersa dopo le partite con la Nazionale. Prima di Treviso si era fermato 5 giorni, sembrava in ripresa poi l’altra sera in Eurocup si è riacutizzato il problema. Starà fuori almeno un mese, spero di recuperarlo per la Coppa Italia. Mi dispiace perché la crescita di Pajola è uno degli obiettivi che mi sono fissato da quando sono alla Virtus. Ora si trova ad affrontare il primo serio infortunio da quando è entrato nel mondo dei grandi. Gli ho detto che deve reagire e che da questo momento in avanti il suo amico migliore sarà il Brufen (un antinfiammatorio) e il secondo suo migliore amico sarà un gastroprotettore”.

Sull’esonero: “Sinceramente per me è una ferita. Ma con la mia coerenza, integrità, professionalità e maturità, mettendo da parte l’ego, sono andato avanti. In questo club ho portato tutto me stesso, le mie idee, le mie conoscenze, il mio senso di responsabilità per sviluppare un progetto ambizioso e voglio continuare a farlo convinto ancora di più nei miei valori e nella mia ossessione di vincere”.

Sul rapporto col gruppo: “Tutti i giocatori mi hanno ripagato con una dedizione indescrivibile. Ci vogliamo tutti bene da sempre e ce ne vogliamo ancora di più da quel giorno. Sono orgoglioso del rapporto che ho costruito con questa squadra e con tutte quelle che ho allenato in passato. I miei giocatori sono con me e io con loro: questo è sempre stato il mio modo di vivere il mio lavoro”.

Su Milano: “Il suo dominio? Per me non è una sorpresa. Ha azzeccato tutti gli acquisti e con le vittorie è tornato l’entusiasmo. Si trova nella nostra situazione dell’anno passato. Ora tocca a noi inseguire: dobbiamo crescere e avere sempre fame di vincere. Poi consapevolezza del nostro potenziale e tanta umiltà”.

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