La conferenza di Massimo Zanetti: Rugby con Venezia, budget da 25 milioni, cedo solo in buone mani

Massimo Zanetti traccia il futuro della Virtus Bologna: budget, sponsor, possibile cessione, licenza EuroLeague

Massimo Zanetti traccia il futuro della Virtus Bologna: budget, sponsor, possibile cessione, licenza EuroLeague, nuova arena, addio Pajola e scelta Mumbrù.

Il patron bianconero conferma trattative con due cordate straniere e ribadisce: “Io ci sarò sempre per la Virtus”.

Virtus Bologna, giornata importante all’Hotel Savoia Regency, dove il patron Massimo Zanetti ha parlato del futuro del club bianconero. Dal budget alla licenza di EuroLeague, dalle trattative con nuovi soci alla nuova arena, fino al mercato e alla scelta di Alex Mumbrù come nuovo capo allenatore.

Sponsor e budget

Sulla questione sponsor, Zanetti ha spiegato: «Mi auguro che tutti gli sponsor confermino il loro sostegno. Stiamo parlando con Olidata, ma non è ancora certo che resti: non hanno ancora preso una decisione. Nel frattempo stiamo trattando con un altro marchio importante, che potrebbe diventare uno sponsor principale. Potrebbe essere un nuovo title sponsor. È possibile anche che entri in partecipazione, ma vedremo».

Sul budget della Virtus Bologna, il patron ha chiarito: «L’anno scorso il budget è stato di 28 milioni, quest’anno sarà di 25 milioni. Di imprenditori bolognesi, neanche l’ombra. Ora stiamo trattando con imprenditori stranieri, perché tutti sono interessati all’Eurolega e alla franchigia di Eurolega. Oggi c’è questa mano dell’America, della NBA».

EuroLeague, NBA Europe e franchigie

Zanetti ha poi allargato il discorso al futuro del basket europeo: «Sono curioso di capire come riusciranno a generare ricavi. In Europa, per avere le televisioni, spesso bisogna pagarle perché trasmettano. Io sono un uomo di sport: ho portato Senna in Formula 1. Quando Ecclestone vendette agli americani, pensai che avesse distrutto la Formula 1. Invece oggi ha un successo incredibile».

E ancora: «Gli americani hanno questa capacità. Prendiamo il wrestling: è finto, ma lo guardano in tantissimi. Guardano lo spettacolo. La NBA, con i soldi e la forza che ha, può rilanciare il basket in Europa».

Sulle licenze di EuroLeague, Zanetti è stato netto: «Oggi tutte le squadre hanno firmato un contratto impegnativo con EuroLeague, che ha fatto un accordo con gli americani. Prima l’EuroLeague avrà diritto a comprare una franchigia. Comprata, chi ha la franchigia manterrà il posto, come in NBA. Diventa uno spettacolo».

Poi il passaggio sulla Virtus: «La Virtus era fondatrice, lo ricordo, ma per note vicissitudini è uscita. Ma siamo tra le storiche con le serbe. E abbiamo diritto di acquistare questa franchigia. Costerà 50 milioni da pagare in 10 anni, 5 milioni l’anno. Aumenteranno gli incassi, con televisioni, programmi legati a NBA Europe».

Due cordate interessate alla Virtus Bologna

Sul possibile ingresso di nuovi soci, Zanetti ha confermato: «Ho incontrato imprenditori stranieri e ho spiegato loro che cosa rappresenta la Virtus. Sono due gruppi. Hanno detto che valuteranno la situazione e poi ci presenteranno un’offerta definitiva. Un gruppo è americano-greco, l’altro è americano-svizzero».

Il profilo degli interlocutori è chiaro: «Sono persone con grandi disponibilità economiche, che vogliono vincere l’Eurolega».

Sulla cessione del club, il patron ha aggiunto: «Certamente non posso andare avanti all’infinito, anche per la mia età. Stiamo valutando offerte di società, di fondi, interessati, che vogliano entrare nella Virtus o rilevarla. Io come condizione dico che rimango per il passaggio, ma voglio passarla in buone mani».

E ancora: «La società la cederò, non so se in parte o del tutto, ma solo se finirà in buone mani. Io sono per un passaggio graduale».

La licenza EuroLeague

Zanetti ha parlato anche dell’eventuale accettazione della licenza: «Con Paolo Ronci, Comellini e i commercialisti dovremo studiare bene il documento. Però, sempre in linea di massima, direi che la Virtus merita di stare in EuroLeague. Non può giocare altrove. Faremo i conti, con giudizio. Ma in linea generale sì, siamo pronti ad accettare».

La nuova arena

Sul nuovo impianto, Zanetti ha lanciato un messaggio forte: «La nuova arena dovrà chiamarsi Palasport Virtus. Nessun nome di banche, dalle quali non abbiamo avuto niente. Pronto a fare una battaglia per questo».

La prossima Virtus Bologna

Il patron ha poi parlato della squadra che verrà: «Stiamo facendo una bella squadra. Abbiamo cambiato l’indirizzo della squadra. Io ne sono responsabile. Ronci è il mio braccio armato, ma il sì definitivo lo do sempre io».

Zanetti ha corretto anche alcune cifre circolate: «Il budget della Virtus è di 25 milioni, non 15. Bisogna mettere tutto il resto, non solo il budget dei giocatori. Quando abbiamo speso molto di più, abbiamo fatto risultato come quest’anno. L’EuroLega, lo dimostra il Panathinaikos, non sono i soldi che fanno i risultati».

Il nuovo progetto sarà più giovane: «Il nuovo indirizzo del nuovo campionato è di fare una squadra giovane, molto giovane, ma con ragazzi che hanno già dimostrato di essere molto forti. Il vantaggio è che il ragazzo giovane costa meno del vecchio che ha già risultati e vuole più cachet».

E ancora: «Con Dubai e gli altri ingressi in EuroLeague, sono aumentati gli stipendi dei giocatori. È lievitato in maniera pazzesca. Bisogna essere più bravi a scegliere ragazzi già forti, che abbiano giocato già EuroCup, EuroLeague ma sono giovani e costano meno. Ragazzi che hanno entusiasmo, rompano meno nello spogliatoio. E una resistenza fisica maggiore».

L’obiettivo resta alto: «Sono convinto che faremo una squadra forte, quantomeno come quella di quest’anno. L’obiettivo sarà sempre di vincere una Coppa, spero tanto nella Coppa Italia che non ho mai vinto».

Alex Mumbrù nuovo capo allenatore

Sulla scelta di Alex Mumbrù, Zanetti ha dichiarato: «È stato un grandissimo giocatore, una persona leale, è campione d’Europa con la Germania e ha guidato squadre importanti. Cercavamo un allenatore giovane, capace di proporre una squadra che corra e tiri. È un po’ quello che desidero vedere dalla Virtus».

Il modello è chiaro: «Un modello simile al Valencia o a quella Parigi che ci ha battuto due volte. Lui è entusiasta di arrivare alla Virtus. Quando scegliamo insieme a Ronci, vogliamo persone felici di venire qui, desiderose di far parte della Virtus. Lui lo è. Ha già dimostrato il suo valore e abbiamo deciso di puntare su questa scelta».

Sugli altri candidati: «C’erano altri due candidati, poi alla fine abbiamo preso questa decisione».

La situazione di Alessandro Pajola

Capitolo Alessandro Pajola, con parole molto personali da parte del patron: «Pajola purtroppo a un certo punto ha scelto di cambiare strada. Gli abbiamo presentato un’offerta. Ci ho parlato tre volte, gli ho spiegato chi è lui, cosa rappresenta Bologna, cosa significa essere una bandiera e che, restando, sarebbe diventato una bandiera della Virtus. Qui avrebbe potuto fare una vita tranquilla».

Poi la spiegazione della volontà del giocatore: «Purtroppo le sue prospettive sono diverse. Mi ha detto: “Voglio provare ad avere un altro presidente, voglio andare all’estero per fare un’esperienza”. Voleva vivere un’esperienza fuori dall’Italia».

Zanetti ha aggiunto: «Io gli ho detto che qui è il Re. Quando vai fuori, negli squadroni, basta sbagliare due o tre partite e ti mettono due o tre giocatori davanti. E se una stagione va male, poi cominci a cambiare squadra continuamente. Non c’è stato verso di convincerlo».

Sul futuro: «Oggi non sappiamo dove andrà a giocare. Dal primo luglio ci dirà dove andrà, se ha già firmato. Quando ha preso questa decisione ha avuto anche la sfortuna di infortunarsi a entrambe le gambe. Ma più di così noi non potevamo fare: ci ho parlato tre volte, da papà. Vuole provare una nuova esperienza, che la faccia».

L’esonero di Dusko Ivanovic

Zanetti ha poi ricostruito l’addio a Dusko Ivanovic: «Sono state scritte tante cose sul perché dell’addio di Ivanovic: è stato cambiato non per volontà mia, non per volontà di Paolo Ronci, al quale manifesto tutta la mia fiducia, ma dei giocatori e di Ivanovic».

Il patron ha spiegato: «Dusko è un allenatore molto duro. Oggi purtroppo anche i giocatori fanno parte delle nuove generazioni che non sono abituate a determinati comportamenti. Vogliono essere più liberi. Sono persone diverse. Specialmente quando sono campioni».

Poi il passaggio decisivo: «Erano baruffe tutte le settimane, avevamo quattro giocatori che ci avevano detto di voler andare via con Dusko. Io continuavo a difenderlo, ma è stata una sua scelta. Ha detto: “O mandate via me, o questi giocatori”. Io i giocatori non posso mandarli via. E lo abbiamo semplicemente sospeso».

Sul rapporto personale: «Ha ricevuto il suo compenso fino all’ultimo. Resta per me un amico, gli voglio bene. Purtroppo i giocatori di oggi sono così».

La semifinale con Venezia

Zanetti ha chiuso anche con un passaggio sulla semifinale persa con Venezia: «Per quanto riguarda la semifinale, l’ultima mi sono rifiutato di vederla perché è stato un incontro di rugby, non di basket. Rugby accettato, probabilmente doveva andare così. Non voglio fare polemiche».

Sul bilancio complessivo: «Nonostante questo abbiamo vinto cinque stagioni regolari di fila. Due playoff li abbiamo vinti, ma succede sempre qualcosa. Un bilancio positivo».

E sulla stagione appena conclusa: «Purtroppo è l’unico mio anno senza una Coppa. Penso che la squadra fosse forte: abbiamo battuto Real Madrid, Barcelona e grandi squadre. Ma anche loro pur essendo grandissime e avendo budget enormi, non hanno vinto l’EuroLega, che la vince uno solo. Non sono i soldi che fanno i risultati. Devono essere spesi bene, ci deve essere un’armonia nella squadra, la società. A noi è mancato questo».

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