Virtus Bologna, lezione di energia a Valencia: passo indietro e lezione da assimilare

Valencia Virtus Bologna
Luca Vildoza vs Valencia

La serata di Valencia riporta la Virtus Bologna con i piedi per terra?

La serata di Valencia riporta la Virtus Bologna con i piedi per terra? Banalità, certo dopo l’esordio brillante contro il Real Madrid, il 103-94 incassato alla Roig Arena è il promemoria di quanto sia lungo il cammino in Eurolega. La festa d’inaugurazione del nuovo palazzetto spagnolo si è trasformata in un incubo per la squadra di Dusko Ivanovic, travolta dall’intensità e dal ritmo del Valencia, soprattutto nella ripresa.

Il dato più eloquente è quello dei rimbalzi: 40 a 27 per i padroni di casa, con i bianconeri capaci di catturarne solo 12 dal secondo al quarto periodo. La Virtus, efficace in attacco (94 punti non sono pochi), ha però subito la maggiore aggressività avversaria e si è smarrita sul piano difensivo: i 103 punti concessi e l’8/23 da tre confermano che la partita si è giocata sui ritmi preferiti dagli spagnoli.

Morgan è stato l’anima della Virtus, con i suoi 24 punti e 10 d’oro nel secondo quarto, unico capace di aggredire davvero la difesa valenciana. Ma il resto della squadra è apparso in calo: Vildoza mai incisivo, Niang sottotono, Edwards spuntato dopo un buon avvio. Ivanovic ha ammesso che la squadra si è affidata troppo spesso alla “prima opzione offensiva”, perdendo pazienza e lucidità, complice anche la stanchezza della settimana europea.

Il passo indietro è evidente: dalla vittoria muscolare contro il Real alla sconfitta figlia di dettagli e di energia. La Virtus resta competitiva, ma dovrà imparare a reggere l’urto fisico e mentale di due partite così ravvicinate. Lunedì arriva Napoli in campionato, poi un’altra trasferta a Parigi: la stagione vera è appena cominciata, e la lezione di Valencia può diventare una risorsa se assimilata in fretta.

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