Virtus Bologna, il sogno di Massimo Zanetti è destinato a restare tale. Peggior risposta non ci poteva essere all’invito presidenziale, parlare delle assenze sarebbe riduttivo.
Clyburn non lo regali a Milano, sia chiaro, Zizic e Morgan sono uomini di rotazione: ma sarebbe davvero cambiato qualcosa? Il +14 alla sirena è quasi bugiardo, oggi il distacco tra le due squadre pare essere intorno ai 20 punti.
Lo dice anche la stagione europea ma, come noto, il basket è sport in costante evoluzione. Non ci doveva essere storia neanche quattro anni fa, poi la Virtus crebbe e si prese 4-0 la finale scudetto.
Dusko Ivanovic, con la sua dichiarazione nel dopogara («Oggi sarà uno stimolo in più per vincere lo Scudetto»), pare spingere su questo pulsante. Orgoglio, qualità, che comunque questa squadra ha. Ma anche tanti problemi.
Senza il miglior Isaia Cordinier queste gare non le vinci, e in regìa si sente la mancanza di Daniel Hackett, in flessione dal finale della scorsa stagione. Manca chi possa cambiare passo, palla in mano, e chi lieviti la durezza fisica sotto canestro al fianco del solo Shengelia.
Poi c’è Justin Holiday, il cui confronto con Shavon Shields è stato impietoso. Ha bisogno di tempo l’americano. Ma questa Virtus, ha davvero tempo?
Top – Toko Shengelia. Comunque lottatore, per quanto con mano altalenante.
Flop – Daniel Hackett. Gli anni passano per tutti, ma lui deve cercare di fare qualcosa in più.





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