La prima Virtus Bologna di Alex Mumbrù è già coerente con le intenzioni dichiarate: correre, aumentare il numero dei possessi e non offrire punti di riferimento. Nel successo per 83-79 contro Rimini, però, questa identità si è vista soltanto a tratti. Dopo il 27-13 iniziale, i bianconeri hanno perso fluidità e subito un terzo quarto da 27-10, finendo anche a -10 contro una squadra più organizzata e già capace di muovere meglio il pallone. Il Corriere di Romagna ha sottolineato quanto la Virtus sia apparsa ancora slegata, conseguenza inevitabile di una preparazione iniziata da pochi giorni.
La risposta più interessante è arrivata nel momento di difficoltà. Come evidenziato da QS–Il Resto del Carlino, il quintetto formato da Rasheed Bello, Trent Frazier, Wendell Moore Jr., Derrick Alston Jr. e Aliou Diarra ha cambiato la partita con ritmo, pressione difensiva e un parziale di 16-2. Moore e Alston hanno mostrato la qualità attesa, chiudendo rispettivamente con 15 e 16 punti, mentre Bello ne ha aggiunti 12. La Virtus ha vinto soprattutto quando ha recuperato intensità: un’indicazione positiva, ma anche il primo avvertimento sulla necessità di difendere con continuità per sostenere una pallacanestro tanto veloce.
Ora Mumbrù potrà inserire Marcus Carr, rimasto in borghese contro Rimini e atteso al debutto nel prossimo test contro Tortona. Il Corriere dello Sport-Stadio lo indica come uno dei leader designati: con il Canada ha prodotto 15 punti, 12 assist e 5 rimbalzi contro Panama, poi 14 punti e 8 assist senza palle perse contro l’Argentina. Carr dovrà dare ordine senza togliere velocità, alternandosi con Bello e Frazier. È questo il primo grande equilibrio da trovare: la Virtus vuole correre, ma per farlo davvero dovrà imparare anche a controllare la partita.





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