Alfredo Cazzola, il presidente più titolato della storia della Virtus Bologna con 4 Scudetti, un’Eurolega, due coppe Italia e la prima Supercoppa, è stato intervistato da Walter Fuochi per La Repubblica Bologna. Queste alcune delle sue dichiarazioni.
In merito all’ultimo Scudetto: “Lo definirei lo scudetto dell’orgoglio. Di bravi professionisti che a un certo punto sono andati oltre, decisi a non buttar via la stagione, a dimostrare di sentirsi migliori di com’erano apparsi. Bravi loro e grande merito all’allenatore. E anche al presidente Zanetti, perché quello che è successo in società è servito a mettere tutti davanti alle proprie responsabilità. Ha guidato da solo, ma ognuno dell’organizzazione ha fatto il suo e queste risposte sono sempre belle lezioni di sport. Il resto l’ha fatto in campo un’impensabile condizione fisica, resuscitando gente che aveva appena subito un trauma cranico o era acciaccata per mille malanni. Tutto sparito, andavano il doppio”.
Su cosa farebbe se fosse nei panni di Zanetti: “Intanto m’aspetterei tanti grazie dalla città di Bologna. Io lo ringrazio qui, e già l’ho detto di persona a lui che ha fatto un lavoro straordinario, sempre al vertice, cinque finali a fila, mettendoci tanti soldi, sfidando fatturati nettamente superiori, in Italia e soprattutto in Europa, dove girano ormai cifre sproporzionate. Ora, ha davanti due strade. Sistemare questa squadra che perderà i suoi assi, ma ha una buona base italiana e facendo un buon mercato resterà in ogni caso una sfidante credibile in Italia. Giocatori ce ne sono, non andranno tutti a Milano, che resta fuori mercato, come mi capitò di pensare anche ai miei inizi, quando mi ritrovai contro colossi come Benetton, Stefanel, il Messaggero di Cardini, e mi dicevo: qualcuno lo prenderemo anche noi. In Europa non correrei dietro a chi arriva a dare 5 milioni a un solo giocatore”.
E poi, un pensiero per Achille Polonara: “Emersa dopo gara 2 con Brescia, è stata accolta da un gruppo che era già compattissimo. Ne ha tratto comunque una spinta ulteriore. Siamo abituati a considerare uomini d’acciaio questi giovani atleti e invece il male può svelarsi ovunque. Vincere anche per chi aveva appena incassato questo colpo del destino ha moltiplicato in tutti un’energia iperbolica.”





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