Virginia, Oklahoma City e Bamberg: i marchi di qualità che accompagnano Devon Hall

Virginia, Oklahoma City e Bamberg: i marchi di qualità che accompagnano Devon Hall

La presentazione di Devon Hall sul sito di Olimpia Milano

Devon Hall, il nuovo americano dell’Olimpia Milano, si porta dietro tre marchi che sono spesso garanzia di qualità. Il primo: ha giocato a Virginia University e anche se il titolo NCAA è stato vinto dopo la sua partenza, la squadra è sempre stata di estremo livello in queste stagioni, collocata anche al numero 1 del ranking nazionale. Il secondo: è stato scelto, nei draft NBA del 2018, dagli Oklahoma City Thunder, franchigia con una reputazione molto solida nella scelta dei giocatori. Il terzo: in Europa, ha giocato a Bamberg in Germania come tanti giocatori, americani e non, che poi sono emersi a livelli più alti. Tre indizi nel basket non fanno una prova, ma sono un fatto importante.

Hall è considerato un giocatore multidimensionale, che ha la taglia fisica (a parte la statura, ha 205 centimetri di apertura di braccia) per difendere su giocatore più grossi, ma il trattamento di palla per spostarsi a tratti in regia, con un tiro da fuori – mancino – che ha costruito negli anni. Ad esempio, al college, è passato dal 33.3% da tre del primo anno al 43.2% dell’ultimo, in cui ha anche sfiorato il 90% dalla lunetta, altra cifra indicativa. In difesa, nel 2018 è stato incluso nel primo quintetto della ACC, una delle conference più forti, se non la più forte, e sarebbe stato difensore dell’anno se non fosse stato per il suo compagno di squadra Isiaiah Wilkins. Nella sua ultima stagione al college, Virginia aveva la miglior difesa a livello statistico d’America. Nel corso della sua esperienza a Virginia, si è costruito la fama di giocatore di squadra, eccellente sui due lati del campo e bravo ad adattarsi a compagni molto forti. In quattro anni, è passato da 10 minuti di utilizzo a 32, giocando con Malcolm Brogdon (playmaker degli Indiana Pacers), Joe Harris (tiratore dei Brooklyn Nets), Justin Anderson, altro giocatore da 226 presenze nella NBA, DeAndre Hunter degli Atlanta Hawks, Kyle Guy dei Sacramento Kings, Marial Shayok che adesso è al Fenerbahce, Anthony Gill dei Washington Wizards che invece è stato un giocatore di EuroLeague di alto livello al Khimki. Hall debutterà in EuroLeague quest’anno, ma sa cosa significhi giocare accanto a giocatori di qualità elevatissima.

Essendo nato a Virginia Beach, la scelta del college è stata facile. Il fratello Mark ha giocato anche lui a UVA, anche se a football, in difesa. “Faccio parte di una famiglia unita, giocare a Virginia ha dato la possibilità ai miei di venire a vedermi sempre. E’ stato importante per me. Il primo anno non giocavo, e avrei voluto, ma il mio allenatore ne sapeva più di me, mi sono messo a lavorare in allenamento per migliorare e arrivare dove sono arrivato, sapendo che la nostra squadra era basata sulla difesa, in difesa era dove dovevamo vincere le nostre partite”, dice.

 

“E’ un giocatore completo – lo descrive il suo coach a Virginia, Tony Bennett -, difende bene sul perimetro, tira da fuori, può segnare avvicinandosi al canestro, gioca sempre duro. E’ stato bello allenarlo”. Ma non solo. A Virginia, Hall si è laureato in “Media studies” e l’ha fatto in appena tre anni, in anticipo sui tempi, il che gli ha dato la possibilità prima di dedicarsi a tempo pieno alla sua carriera di prendere un master alla McIntire School of Commerce.

Da professionista, ha cominciato a Cairns in Australia (“Mi ha preparato per il futuro, mi ha insegnato a vivere da solo, lontano dalla famiglia”), è stato a Oklahoma City sia nella NBA che nella G-League con i Blue, poi nell’ultima stagione, ma solo a fine ottobre, è sbarcato in Europa per giocare a Bamberg dove ha confermato le qualità note, sia nella Basketball Champions League che nella lega tedesca. “Come giocatore sono un difensore, ma anche un tiratore, posso giocare in diversi ruoli, marcare giocatori di diversi ruoli. Per me è importante – si descrive – essere sempre aggressivo nel mio atteggiamento in campo”.

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