Varese-Treviso, una nota del Comitato Italiano Arbitri

Credits Ciamillo-Castoria
Credits Ciamillo-Castoria

Il Comitato Italiano Arbitri interviene con una nota sull'episodio dell'antisportivo fischiato a Luis Scola.

Il Comitato Italiano Arbitri, viste le varie interpretazioni (anche da parte di tesserati) apparse sugli organi di informazione sull’episodio avvenuto in occasione della gara di serie A maschile tra Openjobmetis Varese e De’Longhi Treviso dello scorso 27 dicembre, intende chiarire quanto segue:

A 18 secondi dalla fine della gara, il giocatore n. 4 bianco commette un fallo personale contro il giocatore n. 21 azzurro che viene dagli arbitri prontamente sanzionato. Gli stessi decidono di ricorrere all’utilizzo dell’Instant Replay System e dopo avere verificato le immagini, in ossequio al regolamento FIBA, decidono l’upgrade, trasformando il fallo da personale in antisportivo.

La decisione arbitrale è corretta in quanto la condotta del giocatore che ha commesso il fallo è riconducibile a due dei cinque casi presenti nel regolamento FIBA (che di seguito riportiamo) e che prevedono la sanzione da parte degli arbitri di un fallo antisportivo:

“Art. 37.1
Un fallo antisportivo è un contatto falloso di un giocatore che, a giudizio dell’arbitro, è:
• Non un legittimo tentativo di giocare direttamente la palla nello spirito e nell’intento delle regole.
• Un contatto eccessivo, duro causato da un giocatore in un tentativo di giocare la palla o un avversario.”

A maggior chiarimento precisiamo che il voler commettere un fallo rientra nella tattica di gioco messa in atto da una squadra, ma esso deve rispettare i canoni stabiliti dal regolamento.

Fonte: CIA.

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