Il PalaRubini ha mandato un messaggio fortissimo al basket italiano. Oltre 5.600 tifosi hanno riempito l’impianto stringendosi attorno alla storia della Pallacanestro Trieste, trasformando la partita in una presa di posizione netta contro l’ipotesi di un trasferimento del titolo sportivo verso Roma.
La contestazione ha preso corpo tra coreografie, striscioni e cori, con il pubblico che ha indirizzato la propria protesta anche al presidente della FIP Gianni Petrucci. “Tutto questo non può finire” è stato il grido che ha accompagnato una serata dal forte impatto emotivo, segnata anche dal ricordo di Oscar Schmidt.
Il senso del messaggio è chiaro: per Trieste il basket non è soltanto sport, ma identità, appartenenza e memoria collettiva. Per questo l’idea di cancellare cinquant’anni di tradizione attraverso lo spostamento di un titolo viene vissuta come qualcosa di inaccettabile, al di là di ciò che i regolamenti possono consentire.
Fonte: Il Piccolo





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