Trieste riparte da Hiller: nuovo CdA, pieni poteri ad Arcieri e mercato finalmente sbloccato?

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Pallacanestro Trieste team Germani Brescia - Pallacanestro Trieste LBA Legabasket Serie A Unipol 2025/2026 Playoff - Quarti di Finale - Gara 5 Brescia, 25/05/2026 Foto AlessiaDoniselli / Ciamillo-Castoria

La nomina del nuovo presidente e l’insediamento del Consiglio di Amministrazione chiudono la lunga fase di transizione societaria?

Pallacanestro Trieste può finalmente cominciare la propria estate. L’assemblea dei soci riunita ieri ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, mettendo fine a una fase di incertezza che aveva rallentato l’operatività del club e, soprattutto, il mercato. Josh Hiller, nuovo socio di maggioranza di Cotogna Sports Group, ha assunto la presidenza, affiancato dai consiglieri Connor Barwin e Aaron Leopold.

La scelta è caduta su una struttura ridotta, pensata per rendere più rapide le decisioni e concedere piena autonomia al general manager Michael Arcieri. Il nuovo CdA ha ricevuto pieni poteri, approvato una roadmap operativa e delegato al dirigente statunitense la prosecuzione di tutte le attività sportive. Dopo settimane caratterizzate da attese, dubbi e annunci mancati, Trieste dispone quindi degli strumenti formali per accelerare nella costruzione della squadra.

«Abbiamo scelto in questa fase di operare con un CdA snello con l’obiettivo di accelerare il processo decisionale e garantire al GM tutti gli strumenti necessari per agire immediatamente», ha spiegato Hiller. Il nuovo presidente ha indicato come priorità lo sviluppo di un modello innovativo e sostenibile, sottolineando la volontà di lavorare in sintonia con Arcieri e con la componente locale rappresentata da Trieste Basket.

La nuova organizzazione prevede anche un ruolo più importante per Daniele Cavaliero, nominato Assistant General Manager, mentre Fausto Salvador contribuirà alla definizione del piano economico e strategico di lungo periodo. Cavaliero rappresenta un elemento di continuità e di forte legame con il territorio, chiamato ora ad affiancare Arcieri in una fase nella quale il club deve recuperare rapidamente il tempo perduto rispetto alla concorrenza.

L’insediamento di Hiller chiarisce anche il passaggio di consegne con Paul Matiasic. Il nuovo presidente ha ringraziato il precedente socio di maggioranza per il lavoro svolto e per la crescita impressa all’organizzazione, ribadendo però la volontà di guardare avanti. La nomina formale del nuovo board e l’ascesa di Hiller alla guida di Cotogna Sports Group segnano una discontinuità netta nei quadri proprietari e decisionali della società.

Il passaggio assume particolare importanza anche alla vigilia del Consiglio Federale, dopo le perplessità sollevate nelle ultime settimane sul reale disimpegno di Matiasic da Trieste e sulla compatibilità con il nuovo progetto Maxima Roma. Il nuovo assetto societario, negli intenti, prova a ridurre sensibilmente le zone d’ombra: Matiasic non compare più nei vertici del club giuliano, mentre Hiller assume direttamente responsabilità, poteri e rappresentanza della proprietà.

Archiviata la fase burocratica, resta però la parte più complessa: il campo. Il mercato ufficiale di Trieste è rimasto finora quasi immobile, con Michele Ruzzier e Francesco Candussi come prime certezze e la permanenza di Lodovico Deangeli ormai indirizzata verso una conclusione positiva. Più delicata la situazione di Markel Brown, sotto contratto a una cifra importante per un club che ha annunciato la ricerca di un equilibrio economico differente rispetto alle stagioni finanziate da Matiasic.

Arcieri è impegnato alla Summer League nella ricerca dei profili adatti al nuovo progetto. Il suo compito sarà costruire una squadra competitiva senza poter contare sulla stessa potenza di spesa del recente passato, valorizzando scouting, organizzazione e capacità di individuare occasioni. La sostenibilità promessa da Hiller dovrà quindi conciliarsi con le aspettative di una piazza reduce dal ritorno ad alto livello e non disposta a considerare la nuova fase come un semplice ridimensionamento.

Trieste ha finalmente un presidente, un Consiglio di Amministrazione e una catena decisionale definita. La lunga attesa è finita. Adesso comincia la prova più importante: trasformare i nuovi equilibri societari in una squadra credibile, stabile e pronta a competere.

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