Trento, Nardelli: “Il club cresce, il territorio ci sostiene. E il nuovo impianto può arrivare nel 2031”

Andrea Nardelli
Andrea Nardelli

L’AD dell’Aquila Basket Trento fa il punto sul club

L’amministratore delegato dell’Aquila Basket Trento ha parlato con Stefano Frigo su Il T Quotidiano del presente e del futuro del club, tra la crescita del budget, la scelta di Alessandro Rossi, la licenza quinquennale in EuroCup e il progetto del nuovo impianto.

Sulla scelta di Alessandro Rossi:

“Intanto posso dirvi che già dodici mesi fa il suo profilo era finito nei nostri radar. Aveva vinto il campionato europeo under 20 con la Nazionale dimostrando di sapere lavorare davvero bene con i giovani, insomma sembrava un tecnico fatto apposta per noi. Insieme al direttore sportivo Rudy Gaddo lo avevamo contattato ma lui, con grande correttezza, ci rispose che aveva già raggiunto un accordo verbale con Treviso. Quel suo gesto mi fece capire lo spessore dell’uomo oltre che del professionista. Poi, nei mesi scorsi, abbiamo avuto colloqui con altri coach ma Alessandro ci è sembrato il tecnico ideale per noi”.

Sulle prime settimane di lavoro:

“Assolutamente. Poi, come è ovvio che sia, le risposte definitive arriveranno dal campo. Per quanto mi riguarda però devo dire che Rossi è una persona intelligente, un tecnico estremamente preparato, in linea con i nostri obiettivi, capace di rapportarsi con i giocatori e con tutto l’ambiente. So bene che la perfezione non esiste però, al momento, non c’è nulla di cui debba lamentarmi”.

Sulla crescita del budget:

“Già, è proprio così. Ogni anno riusciamo a crescere del 10-15 per cento, ora siamo intorno ai 6,5-7 milioni di euro. Solo un paio di anni fa questa cifra ci avrebbe collocato tra le prime 6-7, ora siamo intorno al 10°-11° posto in un’ipotetica classifica che prende in considerazione la forza economica. Milano, Bologna e Venezia continuano a confermarsi, Tortona è cresciuta in maniera pazzesca così come Napoli e Varese. A queste vanno aggiunte le due new entry di Roma”.

Sull’obiettivo stagionale:

“Non è pretattica e non è scaramanzia. Se in un girone con 16 squadre, almeno 10 possono permettersi di spendere più di me è chiaro che non posso partire pensando di stazionare stabilmente nelle zone più nobili della classifica. Sarebbe privo di logica e del tutto controproducente. Pensiamo di conquistare il prima possibile quei 20-22 punti che solitamente ti permettono di mantenere la categoria e poi cominceremo a pensare ad altro. Sia chiaro: “l’altro” in questione ci interessa eccome”.

Sulla licenza quinquennale in EuroCup:

“Per quanto mi riguarda è la più grande soddisfazione personale e professionale da quando ricopro il ruolo di direttore generale prima e di amministratore delegato poi. Trento non è una metropoli, non ha potenzialità economiche pazzesche né un passato di grande blasone. Trento è però credibile, coerente e affidabile. Tutto questo ci è stato riconosciuto”.

Sul nuovo impianto:

“Costruire un qualcosa da dedicare esclusivamente al basket e al volley avrebbe poco senso soprattutto ora che le strutture polifunzionali sono realtà presenti e radicate in numerose città in Italia e in Europa. Per non parlare degli Stati Uniti. L’impianto attuale con la capienza massima di 4mila spettatori ci sta un po’ stretto, non ci servono tribune da 10mila ma una struttura da 6-8mila posti sì. L’interlocuzione e il confronto con la parte politica provinciale e comunale è continuo e costruttivo, dal momento della posa della prima pietra per la realizzazione del tutto credo sarebbe sufficienti un paio di anni. Ecco perché penso che ipotizzare il 2031 (anno in cui il Trentino ospiterà i “Super Mondiali”

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