Dopo la grande stagione dell’Aquila Trento e i tanti sold out fatti registrare dall’Aquila e dal Volley trentino i dirigenti delle due società chiedono a gran voce al comune una nuova struttura, per fare sport ma non solo. Su il T Quotidiano sono state riportate le dichiarazioni in merito di Bruno Da Re, dirigente del Trentino Volley, e di Andrea Nardelli, dirigente dell’Aquila.
Così inizia Da Re: “È noto il fatto che la Provincia ha deciso di impegnarsi per la costruzione di un nuovo stadio molto più grande dell’attuale a Trento sud nell’area di San Vincenzo ma non è mia intenzione criticare questa scelta commenta. Non possiamo però non analizzare la situazione di un palazzetto che comincia ad avere 25 anni, è stato costruito con una metratura gigantesca all’esterno e molto più contenuta all’interno. Insomma effettuare lavori di allargamento nella struttura esistente non avrebbe alcun senso perché si potrebbe arrivare al massimo ad un capienza di 5 mila posti investendo diversi milioni di euro. Noi e l’Aquila Basket avremmo indubbiamente bisogno di un impianto più grande che però non dovrebbe essere costruito solo in ottica sportiva. A Trento manca, ad esempio, un polo fieristico di riferimento, un centro congressi che possa ospitare numeri importanti, un luogo dove organizzare concerti con cantanti di livello europeo. Ma non solo: penso alla possibilità di organizzare final four, finali di competizioni europee e chi più ne ha più ne metta. Attenzione però: costruire un nuovo impianto non vorrebbe dire dimenticare quello già esistente. Il T Quotidiano Arena servirebbe a tutti noi per gli allenamenti, per le partite del volley femminile e dei settori giovanili. Insomma il messaggio che voglio trasmettere è che un nuovo palazzetto non potrebbe e non dovrebbe vivere solo di sport”.
Lo segue poi Nardelli: “Provate a pensare a questa situazione che potrebbe essere tutt’altro che utopica. Un centro polifunzionale, ubicato nell’area già individuata dell’ex Italcementi, dove posso andare ad assistere ad un evento sportivo, una fiera, un concerto, un congresso. Poi esco e salgo sulla funivia che in pochi minuti mi porta sul Monte Bondone a quota 1800 metri, oppure vado nella direzione opposta e a 800 metri mi ritrovo in Piazza Duomo. Mi sembra una prospettiva estremamente affascinante e, allo stesso tempo, in linea con le caratteristiche di un territorio a fortissima vocazione turistica qual è il Trentino”.





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