L’Europa accoglie la Trapani Shark con una lezione di realismo. La prima storica partita in Basketball Champions League termina con una sconfitta casalinga per 78-84 contro il Tenerife, una delle potenze del torneo. Ma se il risultato racconta un ko, la prestazione parla di cuore, identità e coraggio.
Davanti a oltre 4.000 spettatori al PalaShark, la squadra di Jasmin Repesa ha tenuto testa a un avversario di grande esperienza, pagando però caro un approccio iniziale troppo timido e le percentuali modeste ai tiri liberi. Gli spagnoli hanno condotto per quasi tutto il match, ma Trapani non ha mai smesso di crederci: Ford (16), Allen (14), Sanogo (11), Alibegovic e Rossato (10 a testa) hanno tenuto viva la speranza fino alla tripla di Doornekamp, quella che a un minuto dalla fine ha chiuso la sfida.
Il tecnico croato aveva chiesto una prova di carattere e i granata l’hanno data, nonostante le condizioni fisiche non ottimali e un roster ancora in costruzione. Il quintetto piccolo provato da Repesa ha dato ritmo e fluidità, ma la differenza l’ha fatta la lucidità di Tenerife, squadra rodata e cinica che conosce a memoria i tempi della Champions.
In tribuna c’era anche Luca Banchi, commissario tecnico dell’Italbasket ed ex allenatore di Trapani: una presenza simbolica in una notte che, pur segnata dalla sconfitta, resterà comunque nella storia del basket siciliano. Ora testa al campionato e alla prossima sfida contro Venezia, con la consapevolezza che la Shark, pur all’esordio, ha dimostrato di poter stare al tavolo delle grandi.
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