Intervistato da Giuseppe Nigro su “La Gazzetta dello Sport”, il coach della Trapani Shark, Jasmin Repesa, ha parlato dell’ottimo inizio di stagione della sua Shark: “Finora abbiamo perso solo a Tortona una partita che potevamo vincere. Con tante gare fuori casa e avendo già trovato due corazzate che vogliono stupire come Venezia e Brescia, secondo me abbiamo fatto bene, nonostante alti e bassi e problemi in preseason, grazie a un approccio molto positivo e un impegno straordinario di ognuno”.
Cosa significa per Trapani giocare contro Milano? “Queste partite sono come un regalo, per sfidare noi stessi e per dirci dove siamo, a che livello possiamo competere. In più, sapendo che ci saranno quasi mille trapanesi con noi, da una parte c’è grande orgoglio e soddisfazione, dall’altra una grande responsabilità: non vogliamo deluderli”.
Repesa è anche il grande ex della sfida: “È stato un privilegio lavorare in una società con un proprietario come il Signor Armani: un’opportunità del genere è il massimo che può succedere nella carriera di una persona. Non c’è bisogno di dire cosa ha fatto da imprenditore partendo da zero, ma mi ha colpito la sua attenzione alle piccole cose. Quando morì il papà di mia moglie noi eravamo ad Atene a giocare contro l’Olympiacos: quando l’ha saputo mi ha chiamato subito e mi ha mandato il suo aereo privato da StMoritz dove era in vacanza per organizzare il funerale. Non solo un proprietario ma molto di più, una persona che pensava a tutto: difficile incontrare persone come lui”.
Repesa ha anche parlato del rapporto con il Presidente Antonini: “Siamo un po’ diversi, è normale. Lui fa il suo lavoro come proprietario, ha fatto investimenti clamorosi qua a Trapani. Non è facile in questi periodi mantenere due società come calcio e basket senza supporto e aiuto da qualcuno. Finora ce la sta facendo e complimenti. Abbiamo un rapporto semplice, professionale”.
Trapani può giocarsela per lo Scudetto? “Mah, guardiamo sempre alla prossima partita. Di sicuro i giocatori hanno fame di vincere, stupire, migliorare, crescere. E anche io ho ancora fame. Vediamo, è troppo presto per parlarne: prima dobbiamo pensare a migliorare, ed è l’unica strada, perché solo migliorando possiamo rimanere competitivi per essere poi pronti a giocare per qualcosa di più”.





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