Dopo la sconfitta in EuroCup contro Cluj-Napoca, l’Umana Reyer Venezia cerca il riscatto in campionato contro la Virtus Bologna. A presentare la sfida è Amedeo Tessitori che, intervistato da Giacomo Garbisa su Il Gazzettino di Venezia, individua nella difesa e nel controllo del ritmo i fattori decisivi per affrontare le Vu Nere, reduci da un avvio positivo anche in Eurolega.
Che significato ha la sfida contro la Virtus Bologna?
«Quella con Bologna può essere considerata una delle prime partite importanti del campionato, potrà chiarirci la situazione in cui ci troviamo ora. Loro sono molto forti, lo stanno dimostrando in Eurolega esibendo un gioco atletico e veloce, dovremo spendere tutte le energie che abbiamo».
Com’è cambiata la Virtus rispetto a quella che avete battuto l’anno scorso in semifinale scudetto?
«Hanno aggiunto molta velocità e atletismo al roster, forse hanno perso qualche punto su altri lati del campo ma sono fra le squadre più veloci in Italia. E allenati da un ottimo coach come Alex Mumbrú. Noi dovremo essere bravi a farli giocare al nostro ritmo, a non farci trasportare dalla loro esuberanza».
La partita si deciderà in difesa?
«La partita si vincerà in difesa. Non possiamo, specie in casa, permettere agli avversari di segnare troppi canestri facili. Tutti i punti che Bologna farà dovrà sudarseli avendo sempre l’uomo attaccato alla faccia. Gli va messa addosso maggiore fisicità per non farli correre tranquilli e sereni per il campo».
Dove avete sbagliato nella sconfitta europea contro Cluj?
«A fine partita non era scontento solo il coach, lo eravamo tutti. Credo che ora abbiano compreso il livello di basket al quale bisogna ambire e a Cluj non è stato mancanza di energia negli ultimi due quarti nei quali anch’io avrei dovuto dare la scintilla necessaria. È stata una prestazione da prendere per lavorarci e non ripetere più, ma la reazione ha sempre fatto parte della nostra mentalità».
Quali sono le principali differenze tra la Reyer della scorsa stagione e quella attuale?
«Non le vedo così diverse. Anche noi abbiamo aggiunto atletismo e fisicità e, pur cambiando molto, abbiamo conservato un gruppo solido. Lo spogliatoio è un ottimo ambiente. Si lavora bene, non esistono prime donne. Con la prima sconfitta vedremo come saremo in grado di reagire. Se sapremo stare assieme anche nei momenti difficili, vediamolo come un antipasto delle difficoltà che sicuramente arriveranno durante la stagione. Ma garantisco che siamo coesi».





Commenta
Visualizza commenti