Tanjevic: “Eurolega si comporta come un business perfetto ma non rispetta i valori dello sport”

Tanjevic: “Eurolega si comporta come un business perfetto ma non rispetta i valori dello sport”

L’ex CT azzurro interviene duramente sulla situazione del basket europeo.

Lunga intervista all’ex CT azzurro Boscia Tanjevic, intervenuto dalle colonne del quotidiano Sportski Zurnal in merito ai temi caldi del basket europeo contemporaneo.

Sull’EuroLeague: “Il Real Madrid, vincitrice nel 2018, ha perso 29,5 milioni di euro. Hanno speso 45 milioni e incassato 15. Quest’anno, il Barcellona ha già annunciato perdite per 37 milioni. Per le regole capitalistiche, o come oggi si dice “l’economia di mercato”, ogni organizzazione professionale che non è solvente dovrebbe essere in bancarotta. Quindi, miei cari, non siete la NBA, siete lontani da quella lega che ha ascolti in tutto il mondo. Ed EuroLeague, quando ha il massimo rating – e succede in Spagna – tocca i 3 milioni di pubblico. In Italia, 250 mila. E se non ti guardano in TV, non hai garanzia di soldi dagli sponsor e dai diritti televisivi, che si contano in miliardi negli USA. E in EuroLeague, si comportano come se fossero un business perfetto, e non rispettano i valori dello sport o i suoi principi. Dalla partenza, non è regolare, dal momento che alcune squadre si qualificano per i risultati, altri per i loro contratti. Tutto è molto divertente, e non ha nessuna logica”. 

Sulla regione adriatica: “Ha creato così tanti giocatori e allenatori che hanno reso grande il basket europeo, ora anche l’NBA. Due dei giocatori più importanti sono Jokic e Doncic, e anche Antetokounmpo. Sono completamente contro l’idea di cancellare lo spot per i club che vengono da questa regione, dove appunto si sono creati così tanti allenatori, giocatori e modi di giocare a basket, poi diventati popolari in tutta Europa e in NBA”.

Sulle finestre FIBA: “È completamente legittimo avere queste finestre. L’idea di FIBA è di portare le nazionali più vicine alla gente, così che la gente possa vedere la loro nazionale dal vivo non solo una volta ogni 50 anni. Non è un caso che Messi, che è stato per sei volte il miglior giocatore del mondo, debba giocare per la nazionale. Non permettere ai giocatori di scendere in campo con la nazionale è una decisione sbagliatissima presa da un’organizzazione che non rispetta nessuna regola e che usa questa situazione in cui FIBA non può difendersi perchè non ci sono tribunali che possano dirimere la questione. È assurdo che i giocatori non possano andare due volte per dieci giorni all’anno a giocare per la propria nazionale. Perché non potrebbero? Anche la NBA potrebbe permetter loro se qualcuno lo chiedesse e spiegasse: «Signori, stiamo producendo giocatori per voi, senza alcun vostro investimento, e voi ci fate una marea di soldi. Noi abbiamo il nostro piccolo business, e se Jokic e Doncic potessero giocare per noi a Febbraio allora potremmo vendere i diritti TV per più soldi…»”.

Sulla valorizzazione dei vivai europei: “Prendono il nostro meglio quando hanno 18 anni. E noi li abbiamo cresciuti sul campo, con i nostri coach, nei nostri club e nelle federazioni che hanno investito soldi. E tutto ciò che fanno è dire: «Wow, che bella tua moglie, la vorrei sposare!». Questo è il modo in cui si comporta la NBA, come se fossero alieni, e non lo sono. Sono solo uno sport business in salute, niente di più. Anche loro dovrebbero essere costretti a mandare i giocatori in nazionale. Lasciando perdere EuroLeague, e la loro idea di business che non ha successo. È diventata una competizione di mecenatismo, dove alcuni privati tirano fuori i propri soldi e tutto viene coperto”.

Fonte: Sportski Zurnal.

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