Stelle nascenti nella NBA: giocatori che potrebbero cambiare il corso della stagione

Una cosa è già chiara, saranno i giovani a determinare il ritmo della stagione

Una cosa è già chiara, saranno i giovani a determinare il ritmo della stagione. Alcuni sono appena arrivati e si trovano già al centro della scena, altri invece sono pronti per prendersi le responsabilità e la visibilità che meritano. Ecco chi sono i talenti che incideranno sui risultati, sulle gerarchie e sulle quote.

La stagione 2025-2026 dell’NBA è partita decisamente in grande. Mentre tutti erano concentrati sui Thunder che sono i campioni in carica e i super favoriti, i ragazzi esordienti hanno catturato tutta l’attenzione mediatica. 34 punti di VJ Edgecombe con Philadelphia contro Boston. Il giorno dopo la Rookie Ladder lo ha già messo davanti a tutti, seguito da Cedric Coward dei Grizzlies, da Dylan Harper degli Spurs e dal n.1 assoluto Cooper Flagg dei Mavericks. Non è normale che succeda così presto: quando i rookie entrano con questa forza, possono davvero fare deragliare i piani delle contender.

Perché questi giovani possono spostare anche le quote

C’è un aspetto che spesso passa in secondo piano: quando un rookie mette 34 punti alla prima, le 1Bet’s odds impazzano. Lo si è visto con Edgecombe, in pochi giorni le quote ROY hanno ristretto la forbice tra lui e Flagg, che a giugno era a -250 e ora in alcuni mercati è sceso intorno a -135 mentre Edgecombe è salito verso +200. È lo stesso meccanismo che ha fatto accorciare le quote dei Nuggets e dei Lakers dopo che il denaro è arrivato in massa su di loro, anche se i Thunder ancora i favoriti.

Per il giocatore/scommettitore questo significa una cosa semplice: le stelle nascenti sono delle variabili che incidono sul pricing quasi come una trade. Se Harper continua a viaggiare sopra i 14 punti con 5 rimbalzi e 5 assist in una squadra di Wembanyama, San Antonio smette di essere solo una squadra giovane e diventa un valore di mercato diverso. Se Coward tiene i 16 punti, Memphis scala nel gruppetto che può prendersi il 6° seed senza play-in. In entrambi i casi le quote future, anche quelle sul piazzamento, si muovono.

Rookie che non stanno aspettando il loro turno

  • VJ Edgecombe (76ers): 34 punti al debutto, partita vinta e messaggio al resto della lega. Se Philly lo tiene in rotazione accanto a Embiid e Maxey, cambia subito il ceiling della squadra.
  • Cooper Flagg (Mavs): favorito per il ROY fin da giugno e ancora oggi bancato da quasi tutti davanti agli altri, ma con numeri più umani: 13 punti, 5 rimbalzi, 2,5 assist nelle prime uscite. È il più completo e quello che può crescere di più quando Luka e Kyrie lo coinvolgono.
  • Dylan Harper (Spurs): 14,8 punti, 5,3 rimbalzi, 4,8 assist, in pratica un esterno che Popovich e Wembanyama possono usare in mille modi. Se resta su queste cifre, toglie palloni difficili a Victor e rende San Antonio più imprevedibile.
  • Cedric Coward (Grizzlies): 16,5 punti di media e nessuna paura di prendersi tiri pesanti, cosa che a Memphis serviva da un anno.

La cosa interessante è che molti analisti prima della palla a due segnalavano altri nomi (Ace Bailey, Tre Johnson, Kon Knueppel), ma la prima settimana ha rimescolato le carte e ha già fatto muovere alcuni book.

Secondo anno, responsabilità nuove: chi può esplodere davvero

La stagione non la cambiano solo i rookie. C’è una fascia di giocatori entrati nel 2024 o nel 2023 che ora hanno spazio, perché i roster si sono alleggeriti o perché i loro team hanno deciso di puntare forte sul nucleo giovane.

Qui tornano alcuni nomi che compaiono in tutte le liste breakout 2025-26: Matas Buzelis dei Bulls, Ausar Thompson dei Pistons, Alperen Şengün e Amen Thompson degli Houston, più un paio di esterni che nel 2024-25 hanno giocato poco.

Perché sono importanti per la corsa playoff?

  1. Buzelis può dare ai Bulls quello che mancava: centimetri sulle ali e playmaking secondario. Se sta vicino ai 15-16 punti e 6 rimbalzi, Chicago torna una squadra da metà Est e non da play-in.
  2. Ausar Thompson ha già il livello difensivo da titolare NBA e Detroit gli ha aperto il campo: con più possessi in transizione può alzare tanto la produzione e coprire le serate no di Cade Cunningham.
  3. Şengün ha fatto una post-season notevole, ma nel 2025-26 Houston lo tratta da fulcro totale, perché VanVleet è fuori e il supporting cast è giovane. Se supera i 23 punti e 7 assist di media (numeri che i Rockets considerano possibili), li tiene in zona top-4 a Ovest.

A questa lista si può aggiungere Shaedon Sharpe, indicato come possibile salto da 18,5 punti a quota All-Star: se conferma il tiro e migliora in difesa, toglie ai Blazers l’etichetta di squadra in transizione.

Quindi, le stelle nascenti che hanno già messo un’impronta sulla stagione sono Edgecombe, Harper, Coward e, in maniera più silenziosa, Flagg. Intorno a loro si muove il gruppo di Buzelis, Ausar Thompson, Şengün e Sharpe, che sono quelli che possono far salire di livello delle squadre non ancora d’élite. Se due di questi otto tengono il ritmo fino a febbraio, allora sì: la stagione NBA 2025-26 non la decideranno solo i Thunder o i Nuggets, ma anche i ragazzi che, fino a una settimana, quasi non sapevamo chi fossero.

Hot news