Stefano Bossi analizza su Il Piccolo la situazione di Pallacanestro Trieste.
«Spiace per la città e per gli amici ma credo che questo silenzio sia il segnale che la situazione non è stata definita da Matiasic. I tifosi non devono perdere la fiducia»
«Conseguenza di quello che in questo momento lo sport italiano è in grado di offrire a livello economico. Ogni società in sofferenza, appena trova qualcuno che mette i soldi, si piega inevitabilmente alla potenza del denaro. Questa deriva è una conseguenza di come vanno le cose: il basket di vertice non fa utili e, purtroppo, le società in difficoltà si prestano a chiunque arrivi con la liquidità necessaria a salvare la baracca. Per come stanno andando le cose, non mi stupirei se tra dieci anni tutte le squadre del nostro campionato fossero sotto la gestione di fondi d’investimento stranieri»
«Di stare tranquilli e non perdere la fiducia, perché già due o tre volte in passato la società si è trovata a un passo dal baratro e si è dovuta riassestare. Che sia Al o A2, la passione di questa città ci sarà sempre. Alla fine, che in campo ci sia Colbey Ross o Stefano Bossi, i tifosi tifano la maglia, la storia, i nostri colori. La passione aTrieste, non si spegne»





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