Stallo sul futuro di LBA. Umberto Gandini punta alla rielezione, Maurizio Gherardini resta credibile e prestigiosa alternativa, sullo sfondo si staglia la FIP. Una cosa è certa, sono ore caldissime.
I fatti. Proseguono fitti i colloqui intorno alla figura di Maurizio Gherardini. Telefoni bollenti, e domani alle ore 16 è in programma una riunione formale tra i club di LBA, sulla falsariga di quella tenutasi lo scorso 21 marzo a Milano. Senza il presidente ancora in pectore, Umberto Gandini.
Quattro i club che spingono da tempo per il cambiamento. In ordine alfabetico Derthona Basket, Olimpia Milano, Pallacanestro Reggiana, Treviso Basket. Due, Aquila Trento e Vanoli Cremona, sono state decisive il 30 maggio per far saltare il banco e non pervenire al quorum previsto dallo Statuto per consegnare a Umberto Gandini il terzo mandato da presidente della LBA.
Sempre il 21 marzo era stata creata dai club una Commissione per valutare figure alternative. Il nome forte emerso è quello di Maurizio Gherardini, figura carismatica e prestigiosa, ma è difficile oggi pensare ad una reale e effettiva corsa elettorale a due.
Nessuna delle due parti, al momento, pare avere i voti bastevoli per scollinare lo sbarramento del quorum. Da qui i colloqui di queste ore, e la riunione informale di domani per sbloccare la situazione e arrivare ad una candidatura unica, e condivisa.
Lo scenario, al primo piano basket nazionale, non ha i colori più vivaci. Una volta mancato il quorum, il 30 maggio i club hanno appreso le entità delle offerte per i diritti tv dei prossimi campionati di Serie A. L’ingresso in scena di RAI e Mediaset per le dirette in chiaro hanno impatto economico inferiore alle attese, ancor di più se paragonate al nuovo, milionario accordo in arrivo tra SKY ed EuroLeague Basketball per la trasmissione della massima competizione continentale. Quest’ultimo, in attesa di ufficialità.
In tutto questo la FIP attende che la situazione si sblocchi. Nella peggiore delle ipotesi, il rischio è quello del commissariamento. Quello che tutti i club vogliono scongiurare. Ecco perchè il vertice di domani potrebbe rappresentare un bivio cruciale per il futuro della pallacanestro italiana.





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