Simone Fontecchio ha parlato con la stampa di Miami dopo la firma con gliu Heat. Ecco alcuni passaggi riportanti da ClutchPoints nella notte.
“I think I can fit right into the team, right into the culture. Everything I earn in my life, my career, I had to earn it. Nobody ever gift me anything. I always admired the Heat Culture, their work ethic.”
— Simone Fontecchio
— Hot Hot Hoops (@hothothoops) July 8, 2025
SULLA DIFESA
«Il secondo anno con i Jazz, mi sono trovato a difendere sul miglior giocatore dell’altra squadra probabilmente ogni volta, in ogni partita. È una cosa di cui vado fiero: accettare la sfida e cercare di fare del mio meglio in difesa. E credo che le mie capacità si adattino perfettamente a questa cultura e sicuramente mi concentrerò sempre di più su questo aspetto”.
SUGLI HEAT
«Guardo sempre con ammirazione a questa franchigia, gli Heat. Giocano con molti ragazzi non selezionati e li fanno diventare grandi giocatori. Mi è sempre piaciuto. Penso di essere un po’ lo stesso giocatore perché non sono stato selezionato, sono arrivato nella lega un po’ tardi».
SU HERRO E ADEBAYO
«Naturalmente non li conosco personalmente, ma li ho già affrontati più volte, soprattutto l’anno scorso. Abbiamo giocato circa quattro volte. Sono sempre state partite molto competitive, molto artistiche, credo che abbiamo vinto tre volte, se ricordo bene, ma sono sempre battaglie, per oltre 48 minuti. E come ho detto, sono sempre stato un fan di come giocavano gli Heat e di come coach Spo allenava la squadra».
«Tyler Herro e Bam Adebayo sono i due giocatori principali su cui ci siamo concentrati quando abbiamo giocato contro di loro. E non vedo l’ora di incontrarli. Penso che siano sicuramente i leader della squadra, ed è abbastanza chiaro il modo in cui guidano la squadra, dando anche il buon esempio. Quindi non vedo l’ora di giocare con loro».





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