Shane Larkin, fresco di firma con il Fenerbahce, ha raccontato la sua decisione di lasciare l’Anadolu Efes per iniziare una nuova fase della propria carriera con i campioni di Turchia. In un’anticipazione del prossimo episodio di Off the Recourt, la guardia americana ha spiegato che la sua scelta non è stata legata a motivazioni economiche.
“Non è mai stata una questione di inseguire i soldi. Se avessi voluto, avrei potuto andare da qualche altra parte e guadagnare 10, 12 o anche 15 milioni di dollari. Avrei potuto comprarmi una Ferrari e guidarla ogni giorno per andare agli allenamenti. Voglio essere ricordato come uno dei più grandi di sempre, anzi, voglio essere il più grande di sempre. C’erano ancora alcune cose che mi mancavano per raggiungere questo obiettivo.”
L’ex stella dell’Anadolu Efes ha poi ripercorso il suo ultimo periodo con il club turco, spiegando di essere rimasto deluso da come si sono evolute le situazioni all’interno della squadra.
“Rispetto tutti. Sono un soldato. Chiunque mi mettiate al fianco, andrò in guerra con lui. Ma mi era stato detto che sarei stato il numero uno di questa squadra e poi, improvvisamente, il terreno mi è crollato sotto i piedi. Sono finito per cadere rovinosamente.”
Larkin ha inoltre parlato delle difficoltà nella comunicazione con la dirigenza dell’Efes, soffermandosi sulle decisioni prese nella costruzione del roster e sulla gestione delle partenze di alcuni giocatori importanti.
“Dici: ‘Non possiamo perdere questo giocatore’, e poi lo perdi. Poi dici: ‘Non possiamo perdere quell’altro giocatore’, e perdi anche lui. Ovviamente è frustrante. Tu dici ‘A’ e loro vanno a fare ‘B’.”
La guardia statunitense ha infine spiegato quanto lo abbiano colpito le critiche ricevute durante l’ultima fase della sua esperienza all’Efes, in particolare le speculazioni legate ai suoi problemi fisici.
“La gente ha iniziato a dire che stavo fingendo i miei infortuni. Quella prima reazione è stata davvero scioccante.”
Commenta
Visualizza commenti