La battaglia sull’eleggibilità NCAA registra una svolta significativa. Un giudice della Louisiana ha concesso a RJ Luis Jr. un’ingiunzione temporanea per allenarsi e giocare con LSU, stabilendo che l’ex St. John’s non abbia realmente disputato basket professionistico: aveva firmato contratti con Utah Jazz e Boston Celtics, senza però scendere in campo in NBA o G League.
La sentenza non rappresenta un precedente vincolante né un’autorizzazione generale. Offre però nuovi argomenti ai giocatori provenienti dall’Europa, tra cui Quinn Ellis e Saliou Niang, la cui posizione è rimasta in dubbio dopo l’inasprimento delle linee guida NCAA sui professionisti internazionali.
Ellis ha alle spalle diverse stagioni da professionista e ha giocato anche in LBA ed EuroLeague con Olimpia Milano: il suo caso appare quindi più complesso rispetto a quello di Luis. St. John’s potrebbe tuttavia contestare la disparità di trattamento tra giocatori americani ed europei e chiedere un provvedimento giudiziario qualora la NCAA negasse l’eleggibilità.
Anche Niang, destinato a LSU dopo l’esperienza con la Virtus Bologna, può beneficiare indirettamente della decisione. La giovane età e il percorso compiuto nel sistema europeo potrebbero rafforzare la sua posizione, ma le partite disputate da professionista impediscono di applicare automaticamente il principio utilizzato per Luis.
La sostanza, dunque, non cambia immediatamente: Ellis e Niang devono ancora ottenere il via libera della NCAA oppure rivolgersi ai tribunali. La sentenza Luis apre una porta importante, ma la battaglia legale sull’accesso dei professionisti europei al college basketball è appena cominciata.





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