Sassari, Pozzecco: “Parole chiave: mentalità difensiva e continuità”

Credits Ciamillo-Castoria
Credits Ciamillo-Castoria

Le parole del coach del Banco di Sardegna alla vigilia del match casalingo contro Treviso.

Dopo aver espugnato la Segafredo Arena domenica scorsa la Dinamo Banco di Sardegna è tornata sul parquet per preparare la prossima sfida. Domenica, alle 16, i giganti affronteranno Treviso nell’anticipo della 11° giornata di campionato.

Questa mattina coach Gianmarco Pozzecco ha presentato l’imminente sfida, analizzando prima di tutto il successo su Bologna e il lavoro svolto in settimana: “Sapete che non guardo in casa degli altri, penso che soprattutto in questo momento dobbiamo essere focalizzati su di noi e sulla nostra crescita. Dobbiamo partire dalla mentalità difensiva che abbiamo avuto contro la Virtus, che però è figlia della ottima settimana di allenamenti della scorsa settimana. C’è stato un cambiamento evidente e spero che i ragazzi abbiamo la capacità di rendere questi automatismi difensivi sempre più abitudinari”.

Nelle file di Treviso c’è quel David Logan che Sassari conosce bene, è lui il sorvegliato numero uno?

“Sono felice che David Logan possa tornare a Sassari, se lo merita, mi spiace soltanto che non possa beneficiare dell’accoglienza che merita da parte del pubblico perché giocheremo a porte chiuse, queste sono le cose belle di questo sport che però in questo momento non possiamo fare. È un giocatore molto forte, ma a Treviso ci sono tante pedine importanti. Con rispetto per loro noi proseguiamo sul nostro percorso di crescita”.

In un momento storico complicato la società ieri ha annunciato il rinnovo del contratto del general manager Federico Pasquini fino al 2024…

“Faccio prima di tutto i miei complimenti alla società perché è una scelta importante che condivido clamorosamente, considero Federico un’istituzione qui a Sassari, Ha avuto grandi meriti in ogni successo di questa società e sappiamo quanto il club sia competitivo ormai da anni. Sapete quanto sia importante per me il discorso della continuità, uno dei miei capisaldi anche per quanto riguarda i giocatori quindi non posso che esserne entusiasta. C’è poi un aspetto personale: io ho un rapporto straordinario con Federico, lo considero una risorsa indispensabile per la mia crescita, per il mio modo di affrontare la giornata. E sono orgoglioso che si sia instaurato un rapporto così tra noi, perché penso sia indispensabile tra allenatore e general manager, e sono contento che sia riconosciuto il suo grande merito professionale e umano. Oggi è il numero uno tra i general manager in Italia, lo sapevo già e credo che oggi sia conclamato. Ce ne sono altri bravi ma il fatto che abbia allenato penso che sia un valore aggiunto inestimabile”.

Domenica è stato decisivo l’apporto dell’ultimo arrivato: Toni Katic.

“Toni ci aiuta ad avere più dimensioni; noi siamo il frutto si quello che abbiamo seminato e relativamente al gruppo e all’atmosfera che si crea nello spogliatoi penso che sia figlio del lavoro di ogni giorno di ognuno di noi. Toni è un valore aggiunto inestimabile umanamente”.

Nei giorni scorsi è stata ufficializzato il ritiro della Virtus Roma…

“Prima di tutto voglio fare i complimenti a Piero Bucchi perché in una situazione complicata è riuscito nell’impresa di tenere un gruppo saldo e di vincere due partite, senza sbragare mai. Anche nella nostra vittoria a Roma nella difficoltà numerica la Virtus aveva dimostrato di combattere ed essere competitiva, grazie alla sagacia e alla competenza di Piero Bucchi. Penso che questo dimostra quanto valga come persona e allenatore, mi dispiace che la pallacanestro viva una situazione del genere. Mi auguro che da ora in avanti ci siano delle regole che evitino situazioni del genere. È una cosa che ferisce tutti, sono dispiaciuto non solo per Roma e i suoi tifosi ma per la pallacanestro in generale. Dobbiamo viverla come una responsabilità comune, senza guardare ognuno solo al proprio orticello, io ho un approccio diverso e questa è una sconfitta che mi vede coinvolto. Amo la pallacanestro per penso che cose di questo genere non facciano il bene del movimento, unitamente al dispiacere umano per tutte quelle persone che hanno dato l’anima per provare a evitare che succedesse”.

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