La Nuova Sardegna oggi in edicola ha interpellato Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari, a proposito degli ultimi eventi che hanno caratterizzato la pallacanestro tricolore.
“Non posso e non voglio sicuramente criticare Mauro Ferrari perché capisco esattamente le sofferenze che ci sono dietro la sua decisione. Però è altrettanto evidente che è stata fatta una scelta che io non ho fatto. Se fa venire un po’ i brividi? Assolutamente sì. Ma dobbiamo ricordarci che quando vinci gli eroi (giustamente) sono i giocatori. Quando perdi, il
co****ne sei tu. Sei da solo a sostenere il peso della società. Io non posso dimenticare le sofferenze e il peso che io e la mia
famiglia ci siamo sobbarcati durante il Covid, durante i periodi in cui la Regione era sparita. Periodi molto tosti”.“Vedo più ombre che luci all’orizzonte. Perché non so se il nostro sistema Italia del basket si possa permettere questo tipo di trasformazione. Quindi per un paio d’anni staremo un pochino sul chi va là, per capire quanto il nostro “corpo” saprà accettarla. Cercheremo di farci trovare pronti a eventuali modifiche future. Certo è che questa iniezione di interesse che sta comportando una crescita smisurata dei valori nel nostro mercato mi spaventa, perché storicamente queste cose portano
poi a delle crisi pazzesche, i prezzi salgono, non c’è più sostenibilità economica e a quel punto il modello viene giù…”.
Sardara ha confermato di aver rifiutato alcune offerte per la società. Giù le mani quindi dalla ‘sua’ Dinamo.
“In questo momento quei due metri d’acqua in cui siamo scesi con la retrocessione, invece che asfissiarci sembrano quasi una culla, dalla quale osservare cosa succede. Noi ora pensiamo a fare un gran campionato di A2 per provare a risalire subito, non ci siamo nascosti, come testimoniano i primi acquisiti. E le prime due settimane di abbonamenti ci hanno già dato più tesserati dello stesso periodo dello scorso anno. Un bel segnale da parte dei tifosi, quindi vuol dire che hanno capito anche quello che vogliamo fare e si stanno adattando. Ma se oggi fossimo in Serie A, francamente sarei preoccupato di come arrivare alla salvezza”.





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