Roma, il progetto Donnie Nelson è già a un bivio: titolo LBA, Doncic e tanti vuoti da riempire

Il 25 giugno potrebbe esserci la presentazione in Campidoglio, forse con Luka Doncic, ma il progetto resta pieno di interrogativi

La nuova Roma Basket di Donnie Nelson ha il titolo sportivo della Vanoli Cremona, ma non ancora una struttura definita. Il 25 giugno potrebbe esserci la presentazione in Campidoglio, forse con Luka Doncic, ma il progetto resta pieno di interrogativi.

La Roma di Donnie Nelson ha il titolo sportivo di LBA, rilevato dalla Vanoli Cremona, e una data cerchiata in rosso: il 25 giugno, giorno in cui potrebbe andare in scena la conferenza stampa di presentazione in Campidoglio. Un evento che, secondo le attese, potrebbe avere anche un forte impatto mediatico, soprattutto in caso di presenza dell’azionista Luka Doncic. Ma dietro il nome, l’immagine e l’effetto annuncio, ad oggi restano molte domande.

Il nuovo club capitolino, infatti, non ha ancora una dirigenza ufficialmente definita, non ha un coach e soprattutto non ha contatti particolarmente avviati con giocatori. Secondo le voci che risultano a Sportando, il presidente dovrebbe essere proprio Donnie Nelson, capo della cordata che ha rilevato il titolo sportivo da Cremona. Accanto a lui, Valerio Bianchini sarebbe destinato al ruolo di presidente onorario, mentre Roberto Carmenati avrebbe il compito di guidare le operazioni basket.

Resta invece poco chiara la posizione di Rimantas Kaukenas. La sua figura, inizialmente considerata importante nell’operazione, appare oggi non ben definita, con un futuro tutto da chiarire e voci anche di una possibile uscita. È uno dei tanti punti sospesi di un progetto che ha già in mano ciò che conta di più, ovvero il titolo per giocare in Serie A, ma che sembra ancora privo di una struttura operativa pienamente visibile.

Il paradosso romano è reso ancora più evidente dal confronto con il progetto di Paul Matiasic. Il presidente di Trieste, infatti, non ha un titolo sportivo di LBA, ma ha in mano tasselli pesantissimi: il PalaEur, in attesa soltanto del passaggio ufficiale per l’assegnazione, l’accordo con la Stella Azzurra Roma per settore giovanile, strutture e facilities, e trattative aperte anche sul fronte giocatori.

Da una parte, dunque, c’è Nelson con il titolo sportivo, l’immagine internazionale di Doncic e la possibilità di presentarsi subito al massimo livello italiano. Dall’altra c’è Matiasic, che non ha ancora il diritto di partecipare alla LBA, ma dispone del palazzo più grande, di una base tecnica e logistica già molto rilevante e di un progetto che appare più strutturato sul piano operativo. Una situazione a dir poco paradossale.

È qui che nasce il grande interrogativo. La Roma di Nelson rischia davvero di presentarsi come un contenitore mediatico prima ancora che come un club? La conferenza del 25 giugno può essere il momento della svolta, ma anche quello in cui i vuoti diventeranno più evidenti: senza organigramma, senza coach e senza roster, l’effetto Doncic potrebbe non bastare a cancellare la sensazione di un progetto ancora tutto da costruire.

Per questo c’è già chi parla di possibile flop intorno alla nuova Roma di Donnie Nelson. Il titolo sportivo c’è, e non è un dettaglio, anzi, è ciò che ancora mette Paul Matiasic in una posizione di rincorsa. Ma in una città che ha già visto nascere e morire molti progetti ambiziosi, la differenza la faranno organizzazione, competenze, tempi e risorse. Roma è una piazza enorme, forse la più affascinante oggi disponibile nel basket italiano. Ma proprio per questo non perdona improvvisazione. Anche perché Nba Europe, ad oggi, è tutta ancora su carta.

Leggi anche

Gli ultimi commenti

Hot news