Marcus Smart nel corso del media day ha spiegato di aver considerato Houston la soluzione migliore in free agency, anche per la possibilità di ritrovare Ime Udoka, suo ex allenatore ai Boston Celtics.
“E poi diciamolo, questa squadra fa paura. I Rockets daranno del filo da torcere a tante squadre”, ha detto Smart, entusiasta del nuovo progetto.
L’ex Defensive Player of the Year vuole aiutare il compagno di backcourt Amen Thompson, soprattutto nella gestione delle energie e nella scelta dei momenti in cui essere più aggressivo in difesa.
Smart ha poi parlato del rapporto con Udoka, sottolineando la sua franchezza: “Non addolcisce nulla. È sempre diretto con te a qualsiasi costo, e questo ti permette di crescere”.
Secondo Smart, Houston ha attraversato nella scorsa stagione difficoltà simili a quelle vissute dalle sue squadre di Boston, tra infortuni e una reputazione cresciuta grazie a un ottimo avvio. “Devi attraversare quelle battaglie, quelle tempeste, per arrivare poi a vedere l’arcobaleno dall’altra parte”.
Thompson, fresco di rinnovo quinquennale da 208 milioni di dollari, ha in mente un obiettivo preciso: un posto tra i 5 dell’All-Defensive Team.
“Voglio continuare a difendere ad alto livello. Il fatto di non essere riuscito a entrare tra i primi 5 la scorsa stagione è sicuramente uno stimolo, soprattutto perché Ausar ce l’ha fatta”, ha spiegato Thompson.
Il promettente giocatore dei Rockets si sente più a suo agio nel jumper dalla media distanza dopo il duro lavoro svolto durante l’estate.
Amen ha accolto con queste parole Marcus Smart: “Avere un altro giocatore da cui poter imparare, e per di più un ex Defensive Player of the Year, sarà davvero importante per me. Conosce davvero tutti i trucchi difensivi. Potrò sicuramente rubargliene qualcuno, imparare qualcosa”.





Commenta
Visualizza commenti