Riccardo Moraschini è “The Best ITA” della 8ª giornata di Serie A UnipolSai

Credit: Ciamillo & Castoria
Credit: Ciamillo & Castoria

Il classe 1991 è stato il top scorer nella sfida persa dall'Umana Reyer Venezia contro la Dolomiti Energia Trentino

Il ritorno in campo è sempre un’emozione fortissima, poterlo fare da protagonista è decisamente un toccasana per il proprio morale e nonostante la sconfitta negli ultimi secondi rimane la soddisfazione. Riccardo Moraschini (Umana Reyer Venezia) è stato scelto come il miglior italiano dell’ottavo turno superando nei voti Alessandro Cappelletti (Tezenis Verona) e Amedeo Della Valle (Germani Brescia).

Fonte: LBA

Cento. Non è solo una parte del nome del luogo di nascita di Riccardo Moraschini, ma il voto (con lode) per il suo ritorno sul parquet e per la prestazione dopo alcune partite di rodaggio. Non si è vista la ruggine di una stagione vissuta da spettatore, però si è notata la voglia di togliersi di dosso tutto ciò che è stato di questi ultimi 365 giorni. Era dall’aprile del 2019 che la guardia degli orogranata non segnava almeno 20 punti in una gara di campionato: allora furono 30 contro Trieste quando vestiva la maglia di Brindisi; quell’annata fu speciale a livello individuale perché si chiuse proprio con il premio di miglior italiano del campionato e oggi si riprende in parte quel che è stato suo quando militava nella compagine pugliese. Una partita del destino se così vogliamo chiamarla quella contro la Dolomiti Energia decisa da un canestro di Matteo Spagnolo negli ultimi secondi, vanificando la grande prova di Moraschini che a Trento aveva disputato una sola stagione (2016/2017) in mezzo alle tre in A2 con Mantova. Riccardo è il terzo per minuti giocati nella partita di sabato sera e nei 29 minuti che coach De Raffaele gli concede mette tutto se stesso: 23 punti con un perfetto 4/4 da tre punti che si aggiunge al 3/6 da due punti per un 70% dal campo di precisione inaudita; la sua partita si svolge anche sull’altro lato del campo dove cattura 5 rimbalzi, recupera un pallone, ma è in attacco che fa letteralmente impazzire la difesa avversaria costretta a commettere 6 falli in favore della guardia dell’Umana Reyer, abile a convertire 5 delle 7 conclusioni dalla linea della carità. Si potrebbe dire la gara perfetta con un 30 (e lode, anche qui doveroso) alla voce valutazione, non frutto di casualità ma del duro lavoro e della voglia di tornare grande con la sfera arancione tra i polpastrelli.

Riccardo Moraschini è tornato sul parquet solamente un mese fa e coach Walter De Raffaele gli ha sempre concesso circa 15 minuti per poter riprendere il ritmo partita oltre che sicurezza nei propri mezzi. Dopo le prime due uscite nel quintetto titolare, il classe 1991 è stato utilizzato prevalentemente in uscita dalla panchina con una sorta di ruolo da 3&D con cui può rendersi pericoloso sia dalla lunga distanza sia in aiuto in difesa. Grazie ai numeri messi a tabellino nella sfida contro la Dolomiti Energia Trentino, Moraschini sta lentamente scalando le classifiche tra le statistiche registrate dalla squadra: nei 17.6 minuti giocati di media fino ad oggi ha segnato 6.8 punti, 2.8 rimbalzi e 7.0 di valutazione; nella lista dei giocatori con almeno una tripla a referto a partita è sesto per percentuale con il 35.7% (1.0 triple su 2.8 tentativi), dietro al quintetto titolare – fatta eccezione per Watt ancora senza triple tentate – e a Michael Bramos, specialista del tiro da tre punti. Non solo cifre riguardanti i punti, ma anche due importanti aventi a che fare con la pericolosità di Moraschini: terzo della Umana Reyer Venezia per falli subiti con 2.4 a partita a pari merito con Marco Spissu e Derek Willis (entrambi però con quasi 7 minuti di più giocati) e quarto per tiri liberi tentati con 2.4, dietro a Mitchell Watt (imprendibile con i suoi 4.1), Derek Willis (2.6) e Allerik Freeman (2.5).

Riccardo Moraschini è contento di aver ritrovato fiducia e una piazza che gli garantisce affetto e supporto dopo un anno complicato fuori dai campi. Nel sistema di un coach che ha da sempre costruito gruppi vincenti e convincenti, la guardia originaria di Pieve di Cento può essere un collante non indifferente sia dentro sia fuori dal campo dove le sue esperienze possono giovare all’intera squadra. L’asticella rimane alta per un giocatore che non ha mai avuto problemi ad affrontare grandi palcoscenici come quello della Eurolega o di una finale Scudetto, sempre pronto per essere a disposizione ed eseguire i compiti assegnati dal capo allenatore. Solo il tempo potrà aiutarlo a tornare a riprendere la forma e la condizione; tuttavia, oggi il numero 9 degli orogranata può essere l’arma in più per cambiare la partita sui due lati del campo come ampiamente dimostrato nel weekend, nonostante l’esito finale non abbia portato i due punti.

“Ho il fuoco dentro e voglio rivivere l’adrenalina del campo. Ho solo voglia di fare bene con Venezia” sono state queste le frasi con cui si è presentato alla stampa il giorno della firma con la compagine veneta e con questi presupposti la tifoseria ha letto il messaggio tra le righe di Riccardo Moraschini, ovvero tornare ad essere determinante sul parquet e raggiungere un obiettivo comune: la vittoria